
In Italia le famiglie stanno diventando sempre più piccole. Nel nostro Paese, infatti, cresce il numero di persone che vivono da sole (le “famiglie monopersonali” rappresentano oltre un terzo del totale), ma si riduce la presenza dei nuclei familiari con figli, che si attestano al 28,2%. Lo condivide l’ISTAT nel Rapporto annuale 2025.
La famiglia dopo l'Unità d'Italia
Nei primi decenni dopo l'Unità d'Italia, in molte aree dell’Italia erano comuni famiglie multiple, ovvero formate da vari nuclei coniugali, ed estese (con parenti non sposati aggregati al nucleo). Successivamente, con la transizione demografica, l'industrializzazione e l'imporsi del modello di famiglia borghese - che raggiunge la sua massima espressione nei primi decenni del secondo dopoguerra - si assiste ad un processo di nuclearizzazione: le famiglie sono sempre più composte da un solo nucleo e con sempre meno componenti.
Il nucleo familiare dopo gli anni Cinquanta
“Negli anni Cinquanta e Sessanta, riporta il professore ordinario di Demografia e Statistica sociale dell’Università Cattolica Alessandro Rosina, la famiglia media era costituita da 4 persone. Ľaumento dell'instabilità coniugale e la riduzione delle nascite portano nei decenni successivi a una riduzione ulteriore dei componenti medi: si scende a 2,5 nel 2000 e a meno di 2.3 alla fine del secondo decennio del secolo, con prospettive di ulteriore riduzione. In alcune grandi città tale dato è già da tempo sotto 2”.
Al censimento del 1951 le famiglie numerose, ovvero con 6 o più membri, erano ancora una realtà visibile nella società italiana (il 20% di tutti gli aggregati domestici). La loro incidenza è poi progressivamente calata: nel 2001 risultavano ridotte a meno del 2%. Con l'entrata nel nuovo millennio, poi, le famiglie numerose sono diventate una rarità: nel 2025 sono poco più dell'1%, e quelle con 5 componenti meno del 5%.
La famiglia “monopersonale”
Negli ultimi anni la famiglia si sta riducendo sempre più a un unico componente -i cosiddetti “nuclei unipersonali” - situazione in cui viene a mancare la sostanza dell'essere famiglia, che per sua natura è costituita da relazioni con-vissute nel quotidiano (di coppia, tra genitori e figli, di affinità e parentela).
Le famiglie unipersonali erano poco comuni in passato: fino agli anni Settanta erano sotto il 15%. Sono poi salite al 20% negli anni Novanta, al 25% nel Duemila, fino a superare il 33% nel corso degli anni Venti del nostro secolo, e in prospettiva potrebbe salire oltre il 40%.
“Tornare a casa dal lavoro e trovarsi soli è una condizione sempre più comune in tutte le fasi della vita, da quella giovanile a quella adulta a quella anziana. - spiega Alessandro Rosina - Ciò accade perché per i giovani è molto più raro che in passato uscire dalle famiglia di origine direttamente per matrimonio o per formare un'unione; perché capita più spesso che una coppia sposata o convivente si sciolga; perché cresce la popolazione anziana e quindi anche il numero di persone che vivono sole dopo aver perso il partner”.
Se ti è piaciuto l'articolo condividilo su Facebook, Instagram o Twitter, sostieni Documentazione.info . Conosci il nostro servizio di Whatsapp e Telegram? Puoi trovarci anche su Spotify e Tik Tok.





