Gesù è davvero esistito, Barbero ne spiega la storicità

di Redazione, 16 giugno 2020

Gesù è davvero esistito? Ci sono prove a sostegno della storicità di Gesù? La risposta è si ad entrambe le domande, ed entrambe le risposte arrivano dalla corretta applicazione del metodo storiografico. Il professor Alessandro Barbero, professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale e volto noto al pubblico della divulgazione storica di SuperQuark ha spiegato, nel programma a.C.d.C., perché si può parlare della storicità di Gesù.

Per spiegare perché si può credere all’esistenza storica di Gesù, il prof. Barbero ha voluto prima spiegare quali sono i criteri metodologici che uno storico deve utilizzare per considerare probabile o meno l'esistenza di un personaggio storico del passato (in particolare dell’antichità).

“Prendiamo per esempio Tiberio - inizia Barbero - sotto il cui regno Gesù è stato messo a morte.  Come facciamo noi a sapere che Tiberio è veramente esistito? Ci sono gli storici antichi che raccontano tante cose su di lui: Svetonio, Tacito i quali sono vissuti lì molto tempo dopo, sono vissuti quasi un secolo dopo”.

L'economia della ricerca storica

“In altre parole, - prosegue il professor Barbero - c'è più distanza fra Tiberio e gli storici antichi che ce lo raccontano di quanto non ci sia fra Gesù e gli autori dei vangeli canonici”. Dopo aver considerato che ogni resoconto su un personaggio storico va contestualizzato dal punto di vista di chi lo redige, Barbero sottolinea che ci sono molte tracce dell’esistenza dell’Imperatore Tiberio oltre alle fonti scritte: per esempio le monete e le lapidi fabbricate in suo nome, oltre al fatto che, essendo un imperatore, il suo nome è riportato in tutte le cronologie degli imperatori: “Se non fosse esistito chi avrebbe governato l'impero romano in quegli anni, senza lasciare traccia? È assurdo. L'ipotesi che Tiberio non sia mai esistito è un'ipotesi non economica e perciò noi non la facciamo”.

Dopo aver introdotto il criterio di economia della ricerca storica, il prof. Barbero parla direttamente dell’esistenza storica di Gesù, che “è un poveraccio qualunque, è un indigeno di una provincia periferica e turbolenta dell'Impero Romano, sottomessa con la violenza dai romani. Gente come lui ce n'erano milioni nell'impero romano, ma nessuno ci ha mai raccontato niente di nessuno di loro, e invece di Gesù tanti hanno raccontato la vita, non molto tempo dopo la sua morte”.

Oltre alle fonti storiche dirette scritte (i vangeli e i riferimenti al personaggio), Barbero parla delle prove indirette, ovvero l’esistenza di un “movimento” creato da Gesù, “che ovviamente non ha mai cessato di esistere fino ad oggi e che era già in piena fioritura pochi anni dopo la sua morte”. Questo “grande movimento internazionale fondato da Gesù” aveva dei leader, come san Paolo, coetaneo di Gesù e la cui esistenza è indiscutibile anche grazie alla gran mole di prove documentali (le sue Lettere). Si potrebbe ipotizzare che Gesù sia stato un'invenzione di san Paolo, o dei quattro evangelisti canonici (senza considerare gli evangelisti apocrifi)?

Ma come si fa a pensare a una congiura internazionale - conclude il prof. Barbero - per inventarsi che pochi anni fa è vissuto quest'uomo straordinario, e tutti noi ce lo ricordiamo ancora, e ha fondato questo movimento che adesso sta avendo un grande successo. Come si fa a immaginare che ci sia stata una congiura per inventarselo? L'ipotesi più economica e che anche Gesù sia esistito”.

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