MONDO

di Giovanni Vassallo, 11 aprile 2013

Quello dei soldi della Chiesa è un tema che ritorna a più riprese nel dibattito mediatico. Si sente spesso parlare di patrimoni sconfinati, più o meno realistici, e di gestioni opache del denaro. Meno spesso ci si prende la briga di calcolare il contributo sociale (ed economico) che la maggior parte delle attività legate alla Chiesa mette a disposizione del bene comune. Cerchiamo qui di raccogliere alcuni dati significativi.

Si potrebbe partire dal bilancio della Santa Sede:

Ogni anno è possibile conoscere il bilancio consuntivo del Vaticano, per esempio nel 2009 le entrate sono state di circa 250 milioni di euro e le uscite di circa 254 milioni di euro...

in MONDO
redazione, 10 aprile 2013

Sul Corriere.it Riccardo Bicicchi firma un reportage sulla situazione dei cristiani in Nigeria perseguitati dall'odio della setta integralista Boko Haram. La Nigeria è stata evangelizzata dagli irlandesi ed è sempre stato un luogo di pacifica convivenza tra le religioni. Boko Haram oggi costringe i cristiani ad andarsene o convertirsi, i musulmani ad abbracciare l'integralismo; chi non accetta muore o subisce violenze feroci.

La Chiesa rimane al fianco della popolazione, in un luogo abbandonato a poco a poco persino dai media dato che le morti fanno sempre meno notizia. "I sacerdoti non se ne vanno, non abbandonano i fedeli,...

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di Stefano Grossi Gondi, 22 febbraio 2013

L'allarme è lanciato dal Wall Street Journal: gli Stati Uniti non devono temere la crisi economica, il debito pubblico che sale. Quelli sono sintomi, il tarlo che porta al declino è nel crollo demografico. Il tasso di fertilità delle donne statunitensi è 1,93 bambini per donna, al di sotto della quota di 2,1 che rappresenta il tasso di stabilità della popolazione.

Il Wall Street Journal analizza le conseguenze di questo processo declinante: la popolazione sta invecchiando e questo fenomeno si paga sul piano economico; una società con poche nascite non è incentivata all'innovazione e agli investimenti, non è in grado di sostenere programmi di sicurezza...

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di Stefano Grossi Gondi, 17 gennaio 2013

Per anni sembrava che fossimo troppi, adesso scatta l'allarme che siamo troppo pochi.
Il quotidiano La Stampa ha riportato il rapporto dell'Onu sulla situazione demografica mondiale (ripreso anche qui) che rileva come la crescita della popolazione mondiale stia rallentando. Proseguendo questo trend si prevede che prima della fine di questo secolo tale crescita arriverà a zero. 
Uno dei Paesi con la situazione più grave è proprio l'Italia, dove nascono 1,4 figli per donna. Siamo quindi sotto la soglia di emergenza di 1,5, e lontani da quei 2,1 figli per donna che costituiscono la soglia minima per la stabilità demografica.
Il calo...

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da un articolo di Rodolfo Casadei, Tempi 21 dicembre 2009

Potete pensarla come volete, schierarvi dove volete, ma la verità statistica ragionevolmente certa è che oggi come oggi la maggioranza degli italiani esige che gli immigrati abbiano accesso al welfare tanto quanto gli altri cittadini, nega che gli stranieri rubino il lavoro agli italiani o causino un abbassamento del livello dei salari, è favorevole al voto agli immigrati nelle elezioni amministrative locali, preferisce che gli stranieri si integrino permanentemente nel tessuto italiano anziché soggiornarvi temporaneamente, ritiene che il modo più efficace per prevenire l’eccessiva emigrazione non sia un controllo più rigido delle frontiere ma una maggiore generosità nella fornitura di aiuti allo sviluppo ai paesi poveri ed è anche convinta, pensate un po’, che se gli stranieri...

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Asia News, 5 ottobre 2006
I palestinesi, secondo la Banca mondiale, stanno vivendo la peggiore crisi economica della loro storia: peggio di tutti sta il milione e 400mila abitanti della Striscia di Gaza. Qui, nell’aprile di quest’anno, il 79% delle famiglie viveva a livello di povertà e la disoccupazione era al 40%.
Ad aggravare la situazione concorrono fattori interni, come la crescita della popolazione (tra il 3 e il 5% all’anno), ed esterni, come la pratica impossibilità per gli abitanti di trovare lavoro fuori dalla Striscia, provocata dalle continue chiusure imposte dagli israeliani ai posti di frontiera, o il bombardamento della centrale elettrica, che ha privato gli abitanti del 45% della loro energia. Il tutto reso ancora più complicato dal blocco degli aiuti...
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di Fulvio Scaglione, Avvenire 20 aprile 2007
Un mondo senz'armi: non è il sogno di tutti? Certo. Ma chi vuol stare con i piedi per terra sa che i sogni possono anche produrre disastri e che nella vita reale le forze armate e i corpi di polizia hanno una ragion d'essere che attiene a un altro e non meno importante sogno: la sicurezza e il benessere di tutti.
Le armi esistono non perché siamo tutti cattivi ma perché ci sono anche i cattivi, e contenerli a parole non sempre è possibile.


La classifica delle spese militari nel 2005
Non per questo, però, fanno meno impressione i dati sulle spese militari, che raggiungono cifre difficili persino da scrivere: 1.018 miliardi di dollari nel 2005, pari al 2,5% del Prodotto interno lordo...
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Fao, tratto da Wikipedia
Lista dei paesi del mondo per tasso di fertilità (o fecondità). È interessante leggerlo pensando che il tasso di sostituzione è di 2,1 figli per donna.Questo valore rappresenta il numero medio di figli che ciascuna donna dovrebbe avere per rimpiazzare nella generazione successiva se stessa ed il proprio partner.
Sono evidenziate in grassetto le nazioni maggiormente industrializzate.


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di Samantha Singson, Agenzia Svipop – Sviluppo e popolazione, 10-20 marzo 2007
Malgrado un ampio consenso delle Organizzazioni non governative e delle delegazioni di molti Paesi alla Commissione Onu sullo Stato delle Donne (CSW, secondo l’acronimo inglese), la risoluzione presentata dagli Usa che chiedeva il bando della selezione prenatale del sesso e dell’infanticidio delle femmine è stata ritirata a causa della pressione di Cina, India, Canada, Costa Rica, Messico e altri.

Mancano al mondo 100 milioni di donne non fatte nascere
La Cina ha esercitato una forte pressione contro al risoluzione ai più alti livelli delle delegazioni Onu, e anche l’India si è opposta strenuamente. La posizione di questi due Paesi non è sorprendente perché – anche se la risoluzione si...
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Ansa, 4 gennaio 2007
ROMA - Potrebbero essere i medici, gli insegnanti o gli scienziati di domani, avere un ruolo attivo e importante nella società per dare impulso allo sviluppo del proprio paese, ma per oltre 200 milioni di bambini nel mondo il destino è già segnato prima dei cinque anni: infatti, condizioni di vita disagiate non permettono loro di sviluppare a pieno le proprie potenzialità in un periodo critico per lo sviluppo cognitivo, condannandoli a divenire studenti svantaggiati e adulti con uno scarso peso nel mondo del lavoro. E' la denuncia riportata sulle pagine della rivista 'Lancet' con tre studi dedicati ad indagare la dimensione del problema, capirne le cause e decidere gli interventi risolutivi da mettere in atto.

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