Aborto

di Stefano Grossi Gondi, 11 aprile 2013

La cultura abortista da sempre fa molta attenzione al linguaggio per evitare ogni riferimento all'umanità del feto che viene eliminato con l'aborto. Si usano perifrasi, o termini generici come "frutto del concepimento”: non dare il nome al principale protagonista dell'aborto fa parte del processo della sua cancellazione.

Un interessante articolo di LifeSiteNews riferisce come chi opera quotidianamente l'aborto (medici e paramedici) non si preoccupa di rispettare la cortina di silenzio imposta dal politicamente corretto e dalla propaganda pro-choice e dice le cose come stanno. Come le vede. Si tratta dell'uccisione di un bambino.

...

in BIOETICA Aborto
di Alessandro Cristofari, 29 gennaio 2013

Nel 1973 venne introdotto l'aborto negli Stati Uniti. Una decisione che ha diviso l'opinione pubblica e che continua a far discutere. Lo evidenziano alcuni fatti recenti.

Lo scorso 11 gennaio la Corte suprema dell’Alabama ha riconosciuto il nascituro come persona che merita tutela giuridica. Secondo la legge dell’Alabama, esporre un bambino a pericoli chimici attraverso l’assunzione di sostanze è reato. La Corte ha osservato che quaranta Stati e il District of Columbia “prevedono un indennizzo per morte ingiusta di un bambino non ancora nato quando le lesioni ne causano la morte prima della sua nascita”. Questa sentenza potrebbe avere implicazioni significative sulla questione...

in SOCIETA' Aborto
di Giovanni Vassallo, 29 novembre 2012

La recente morte per setticemia di Savita Halappanavar, dentista indiana di 31 anni, incinta di 17 settimane, a cui è stato negato l’aborto, ha spinto alcuni media britannici e irlandesi a esigere dal governo una riforma della legge sull’aborto. In Irlanda da anni vi sono pressioni perché si cambi la legge, e il caso di Savita è stato preso come strumento per una vera e propria campagna. Al momento non si sa se la gravidanza era la causa della malattia né se l’aborto avrebbe salvato la vita della madre. Due commissioni stanno accertando che i medici abbiano seguito la legislazione attuale, che permette l’aborto solo se la donna corre “pericolo grave e sostanziale”. Di certo il fatto che la polemica sia stata impostata su una critica alla morale cattolica non ha fondamento...

in BIOETICA Aborto
di Stefano Grossi Gondi e Alessandro Cristofari, 5 giugno 2012

Mentre dall'Inghilterra i dati sull'aborto sono sempre più allarmanti, negli Stati Uniti continua a calare la percentuale di "pro-choice". Alcuni studi scientifici aprono d'altra parte nuovi squarci di conoscenza sulla vita nascente.

Allarme sociale per la prassi dell'aborto in Gran Bretagna
Il Daily Telegraph ha pubblicato i numeri del Ministero della Sanità britannico sulla pratica dell'aborto reiterato: il 36% delle ragazze che lo praticano vi arrivano per la seconda volta, e alcune arrivano a tre, quattro, addirittura sette volte. Questa percentuale è aumentata di due punti in un...

in BIOETICA Aborto
di Bruno Mastroianni, 26 maggio 2009
Negli USA un sondaggio Gallup della la settimana scorsa, ha rilevato che per quanto riguarda l'aborto il 51% degli americani oggi si definisce “pro-life”, mentre solo il 42 per cento si definisce “pro-choice” (per la libertà di scelta). Insomma il numero di americani che pensano che l’aborto dovrebbe essere legale “in ogni circostanza” è sceso. L’anno scorso lo stesso sondaggio dava il 50 per cento degli americani “pro-choice” e solo il 44 per cento “pro-life”. I “pro-life” non avevano mai superato il 46 per cento.

È interessante  ciò che ha detto il Presidente Obama, il 17 maggio scorso, ricevendo la laurea honoris causa alla Notre Dame University. Pur non rinunciano alle sue posizioni per la...

in BIOETICA Aborto
Elaborazione di documentazione.info da ilmessaggero.it, Guardian e Daily Mail, 4 novembre 2007
A Londra in questi giorni ha avuto luogo l’ennesimo caso di diagnosi sbagliata e di aborto fallito. Rebecca Jones, 35 anni, incinta di due gemelli, Gabriel e Ieuan, si era lasciata convincere dai medici sulla «assoluta necessità» di sopprimere uno dei due prima della nascita. Il piccolo Gabriel, secondo gli specialisti, aveva un cuore troppo grande: «meglio porre fine alle sue sofferenze prima, piuttosto che dopo» questo l’argomento che ha convinto la madre, così alla 25esima settimana ha accettato la procedura dell’aborto selettivo.

La vittoria di Gabriel
I medici si sono messi a lavoro: prima hanno tentato di tagliare il cordone ombelicale senza riuscirvi, poi hanno diviso in due la placenta...
in Aborto
di Riccardo Cascioli, Agenzia Svipop, 25 ottobre 2007
Una campagna internazionale dell’Onu per combattere la mortalità materna si è trasformata in un organismo di pressione per chiedere il diritto all’aborto. E un gruppo di organizzazioni non governative (Ong) di Stati Uniti, Europa e America Latina scrive una lettera ai vertici dell’Onu per protestare contro quello che è un vero e proprio tradimento dei bisogni veri delle donne.

L’iniziativa delle Ong è arrivata all’indomani della conferenza tenuta a Londra dal 18 al 20 ottobre scorsi e denominata “Women Deliver”, prima uscita pubblica della campagna “Deliver Now for Women and Children” (Agisci ora per donne e bambini), lanciata da un gruppo di agenzie dell’Onu e di organizzazioni abortiste. La campagna, coordinata dal vice-direttore esecutivo...
in Aborto
traduzione da Aceprensa, 3 gennaio 2007
I dati più recenti del Ministero della Sanità spagnolo dicono che nel 2005 una gravidanza su sei si è conclusa con un aborto. Il numero annuale di aborti è salito a 91.664, un 7,8% in più dell’anno precedente. Dal 1985, anno in cui questa pratica è stata depenalizzata, il tasso di aborti non ha cessato di crescere, fino all’attuale 9,6 per 1.000 donne in età fertile.

Aborto usato come mezzo contraccettivo
Da vari anni si attende che il tasso di aborti cessi di crescere, ma ancora una volta i dati sono deludenti per la politica del Ministero della Sanità. Nonostante le massicce campagne a favore dell’uso del preservativo, nonostante l’uso della “pillola del giorno dopo” sia per lo meno triplicato...
in Aborto
Zenit, 16 ottobre 2006
Il rapporto del ministro
Lunedì 9 ottobre il Ministro della Sanità Livia Turco ha presentato il bilancio 2005 della legge 194 che regola l’interruzione di gravidanza. 

Secondo i dati riportati, sono stati quasi 130 mila gli aborti legali nel 2005, più quelli clandestini stimati intorno ai 20 mila (per il 90% al Sud). Molto alto il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza tra le immigrate, più del 27% del totale, oltre uno ogni quattro. 


Il Ministro ha riconosciuto che eventuali “colloqui con le madri salverebbero il 5% delle vite, ma i consultori sono carenti d’organico”. 



Commenti delle associazioni pro-vita
Immediato il commento...
in Aborto
By Carolyn Moynihan, Mercatornet, 6 October 2006
«Non tirate fuori dal grembo un feto sorridente!»
Newspapers are full of sensational headlines, but the London Daily Telegraph's "Don't tear a smiling foetus from the womb" this week was truly extraordinary. For one thing, it wasn't the work of a tabloid editor but of someone in the mainstream -- albeit conservative -- British press. For another, it was not a quote from what the press in general likes to call an "anti-abortionist" but from an opinion piece by Britain's foremost authority on foetal ultrasound scanning, Professor Stuart Campbell.

Ridurre il limite di tempo per l’aborto da 24 a 18 settimane
If there were a Nobel Prize for honesty in...
in Aborto

Pagine

Subscribe to Aborto