La lotta di Ratzinger alla pedofilia: i fatti

di Alessandro Cristofari, 14 settembre 2011

Un chiara denuncia del fenomeno, nuove norme più efficaci per contrastarlo, consapevolezza fin da Cardinale della situazione. Ecco i fatti che mostrano l'impegno di Benedetto XVI.

Fin dal 2005, poco prima dell'elezione a pontefice, nel testo della Via Crucis del Colosseo il Card Ratzinger aveva denunciato "La sporcizia che c'è nella Chiesa". Molti commentatori videro in questa affermazione il riferimento ai dolorosi casi di abuso avvenuti nella Chiesa. Questa stessa chiarezza e determinazione la si è ritrovata poi in molti atti del suo pontificato. Nel viaggio negli Stati Uniti del 2008 Benedetto XVI ha preso la storica iniziativa di incontrare le vittime dei preti pedofili (l'incontro avvenne il 17 aprile nella nunziatura di Washington). A questi incontri sono poi seguiti quelli con le vittime in Australia (2008), a Malta (2010), in Inghilterra (2010).

Cliccare per una sintesi cronologica di tutti gli atti di Benedetto XVI in merito alla pedofilia.

Altro documento fondamentale che mostra la determinazione di Papa Ratzinger è la Lettera ai cattolici irlandesi in cui tra l'altro si dice: «Non posso che condividere lo sgomento e il senso di tradimento che molti di voi hanno sperimentato al venire a conoscenza di questi atti peccaminosi e criminali e del modo in cui le autorità della Chiesa in Irlanda li hanno affrontati... Da parte mia, considerando la gravità di queste colpe e la risposta spesso inadeguata ad esse riservata da parte delle autorità ecclesiastiche nel vostro Paese, ho deciso di scrivere questa Lettera Pastorale per esprimere la mia vicinanza a voi, e per proporvi un cammino di guarigione, di rinnovamento e di riparazione».

 

I documenti: le nuove norme della De Delictis Gravioribus

Le norme della Chiesa contro la pedofilia sono contene nel documento De delictis gravioribus (testo latino, in italiano) firmato da Joseph Ratzinger nel 2001. Fu redatto per dare corso al motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela (testo latino, in italiano) di Papa Giovanni Paolo II che, proprio per evitare insabbiamenti e pasticci locali, assegnava la competenza in materia di pedofilia alla Congregazione per la dottrina della fede. Nelle linee guida che seguirono l'istruzione si leggono i criteri fondamentali: informare la Santa Sede, seguire le disposizioni della giustizia civile, allontanare il sospetto dalle attività pastorali. Sotto il pontificato di Benedetto XVI, il 15 luglio 2010, sono state pubblicate alcune modifiche alle norme della De delictis gravioribus redatte dalla Congregazione per la dottrina della fede ed approvate dal Papa.

La nuova normativa prevede che il termine di prescrizione viene elevato da dieci a vent'anni, le procedure vengono snellite e semplificate e, nei casi più gravi, si può chiedere al Papa la dimissione dalla stato clericale. Si precisa, come del resto già nelle procedure del 2003, che "Va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte".

 

I documenti: la tolleranza zero della circolare della Congregazione della Dottrina della Fede

Il 16 maggio 2011 è stata pubblicata una Lettera Circolare della Congregazione per la dottrina della fede per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare Linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici. In questa lettera viene messo in evidenza che tra le importanti responsabilità del Vescovo diocesano c’è il dovere di dare una risposta adeguata ai casi eventuali di abuso sessuale su minori. Tale risposta comporta l’istituzione di procedure adatte ad assistere le vittime di tali abusi, nonché la formazione della comunità ecclesiale in vista della protezione dei minori. Detta risposta dovrà provvedere all’applicazione del diritto canonico in materia, e, allo stesso tempo, tener conto delle disposizioni delle leggi civili.

 

La consapevolezza di Ratzinger fin da Cardinale

Mons. Juan Ignacio Arrieta (segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi) ha pubblicato il 4 dicembre 2010 su La Civiltà Cattolica un articolo con la prova documentale della lotta di Ratzinger alla pedofilia fin da quando era cardinale (vedi sintesi su Zenit). Nell'articolo vengono riportate le lettere con cui Ratzinger sollecitò in più occasioni una riforma del diritto canonico volto a punire i responsabili di gravissimi ed aberranti delitti. Ecco il passo di una delle lettere del 1988: «Eminenza, questo Dicastero, nell'esaminare le petizioni di dispensa dagli oneri sacerdotali, incontra casi di sacerdoti che, durante l'esercizio del loro ministero, si sono resi colpevoli di gravi e scandalosi comportamenti... Sarei pertanto grato all'Eminenza Vostra Rev.ma se potesse far conoscere il Suo apprezzato parere circa l'eventuale possibilità di prevedere, in casi determinati, una procedura più rapida e semplificata».

Per un resoconto sui numeri della pedofilia, sulle origini delle accuse e sui principali casi leggi: Aggiornamento sulla pedofilia nella Chiesa.