di Luigi Bignami, Repubblica.it 12 novembre 2007
Due ricerche presentate anche dalla rivista scientifica Nature, mettono in guardia dall'utilizzo a lungo termine della pillola anticoncezionale. Il primo studio ha scoperto che chi utilizza la "pillola" presenta un accumulo di placche nelle arterie superiore alle donne che non ne fanno uso. Le placche sono grasso indurito e colesterolo che con il tempo possono causare problemi al cuore. La ricerca è stata realizzata dall'Università di Ghent, in Belgio, dove i ricercatori hanno seguito un gruppo di 1.000 donne che erano solite fare uso di "pillola" e un altro campione di 1.000 donne come confronto. Essi hanno messo in luce che nelle prime l'ammontare di placche è aumentato del 20-30% per ogni decade che hanno fatto uso del farmaco. I risultati sono stati presentati al recente convegno dell'American Heart Association tenutosi ad Orlando in Florida (Usa).
Al contempo, un'altra ricerca pubblicata su Lancet, conferma precedenti ipotesi che il rischio di contrarre il cancro cervicale è più alto nelle donne che fanno uso della "pillola". Le probabilità ritornano nella norma nell'arco di un decennio da quando si smette di utilizzare il farmaco.
Questi dati potrebbero creare un certo panico tra le donne che fanno assunzione del farmaco, per questo Nature ha intervistato Sharonne Hayes che è il Direttore della Clinica del Cuore delle Donne alla Mayo Clinic in Rochester, nel Minnesota (Usa) per poter interpretarli al meglio.
Alla domanda se le ricerche portano a concludere che sarebbe meglio abbandonare l'uso della "pillola" Hayes risponde: "L'aumento del cancro cervicale in chi utilizza la "pillola" non è un dato nuovo e anche se la scoperta delle ricadute sulle arterie era sconosciuta direi che le ricerche devono essere ancora portate avanti, prima di giungere a conclusioni definitive. Le donne studiate infatti, hanno utilizzato "pillole" di vecchia concezione, utilizzate alcuni anni fa, le quali contenevano un'elevata quantità di ormoni. Non c'è dubbio tuttavia, che dobbiamo mettere in guardia le donne che l'uso della "pillola" aumenta il rischio di infarti, di cancro cervicale e cancro al seno, anche se quest'ultimo effetto è ancora controverso. Tuttavia va anche detto loro che essa protegge dal cancro alle ovaie e dall'acne".
Secondo Hayes inoltre, una statistica condotta su 46.000 donne sostiene che in generale la pillola riduce le possibilità di contrarre tumori, anche se la ricerca è stata condotta solo su donne inglesi e bianche. Anche in questo caso per essere certi del risultato bisognerebbe allargare la ricerca anche a donne di altri continenti.
Ma allora la "pillola" fa bene o fa male? Jane Green, specializzato nella ricerca sul cancro dell'Università di Oxford, (Gran Bretagna) risponde: "Nessuno al momento è in grado di sostenere che la "pillola" fa bene o fa male. La risposta sembra vaga, ma in realtà al momento è difficile avere statistiche valide perché troppo diverse tra loro sono le pillole anticoncezionali che si trovano in circolazione e ancor più sono diversi i periodi di assunzione delle donne e questo non dà certo modo di ottenere risultati omogenei".
Al contempo, un'altra ricerca pubblicata su Lancet, conferma precedenti ipotesi che il rischio di contrarre il cancro cervicale è più alto nelle donne che fanno uso della "pillola". Le probabilità ritornano nella norma nell'arco di un decennio da quando si smette di utilizzare il farmaco.
Questi dati potrebbero creare un certo panico tra le donne che fanno assunzione del farmaco, per questo Nature ha intervistato Sharonne Hayes che è il Direttore della Clinica del Cuore delle Donne alla Mayo Clinic in Rochester, nel Minnesota (Usa) per poter interpretarli al meglio.
Alla domanda se le ricerche portano a concludere che sarebbe meglio abbandonare l'uso della "pillola" Hayes risponde: "L'aumento del cancro cervicale in chi utilizza la "pillola" non è un dato nuovo e anche se la scoperta delle ricadute sulle arterie era sconosciuta direi che le ricerche devono essere ancora portate avanti, prima di giungere a conclusioni definitive. Le donne studiate infatti, hanno utilizzato "pillole" di vecchia concezione, utilizzate alcuni anni fa, le quali contenevano un'elevata quantità di ormoni. Non c'è dubbio tuttavia, che dobbiamo mettere in guardia le donne che l'uso della "pillola" aumenta il rischio di infarti, di cancro cervicale e cancro al seno, anche se quest'ultimo effetto è ancora controverso. Tuttavia va anche detto loro che essa protegge dal cancro alle ovaie e dall'acne".
Secondo Hayes inoltre, una statistica condotta su 46.000 donne sostiene che in generale la pillola riduce le possibilità di contrarre tumori, anche se la ricerca è stata condotta solo su donne inglesi e bianche. Anche in questo caso per essere certi del risultato bisognerebbe allargare la ricerca anche a donne di altri continenti.
Ma allora la "pillola" fa bene o fa male? Jane Green, specializzato nella ricerca sul cancro dell'Università di Oxford, (Gran Bretagna) risponde: "Nessuno al momento è in grado di sostenere che la "pillola" fa bene o fa male. La risposta sembra vaga, ma in realtà al momento è difficile avere statistiche valide perché troppo diverse tra loro sono le pillole anticoncezionali che si trovano in circolazione e ancor più sono diversi i periodi di assunzione delle donne e questo non dà certo modo di ottenere risultati omogenei".