Finanziaria 2008: effetti sui giovani e le famiglie

Tratto dall’audizione al Senato del Presidente dell’Istat, 11 ottobre 2007
I  giovani affittuari 
Nel 2005, in Italia, i giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni sono pari a circa  8 milioni. Tra questi, secondo l’indagine “Reddito e condizioni di vita”, solo 2  milioni e 432 mila (30,3%) sono già usciti dalla casa dei genitori, andando a  costituire un complesso di  circa 1 milione e 900 mila famiglie. Si rileva che ben  il 32,4 per cento di queste famiglie vive in affitto, contro un valore medio  nazionale del 18,4 per cento, e che l’abitazione incide per quasi un terzo sulla  loro spesa mensile, con valori particolarmente elevati nelle aree metropolitane. 

Stipendi bassi: ritardo nell’uscita da casa
Infine, si osserva che circa 2 milioni e 900 mila giovani tra i 20 e i 30 anni  vivono ancora nella famiglia d’origine pur avendo un occupazione. Anche questi  sono potenziali beneficiari del provvedimento, ma l’uscita dalla casa dei genitori  potrebbe esser ostacolata dai livelli di reddito che, in oltre i due terzi dei casi,  non superano i 1.000 euro mensili, e in quasi un terzo non raggiunge i 500  euro.  

Effetti delle detrazioni sull’ICI e a favore degli affittuari
Il disegno di legge finanziaria e il decreto legge 159/2007 contengono alcuni  provvedimenti a sostegno dei redditi bassi e del diritto alla casa che possono  produrre molteplici effetti, diretti e indiretti, sui redditi familiari. In particolare si  propone una valutazione quantitativa ex-ante dei seguenti provvedimenti: 
1) rimborso forfetario una tantum ai contribuenti con un’imposta netta pari a  zero (incapienti, cioè i contribuenti che hanno un reddito tanto basso da non poter presentare la denuncia dei redditi, ndr); 
2) ulteriore detrazione dall’ICI per la prima casa; 
3) detrazione a favore degli affittuari.

Aumento medio di 155 € all’anno per ogni famiglia
Una prima valutazione approssimativa degli effetti imputabili a tali interventi è  stata effettuata tramite un esercizio di simulazione. Rispetto alla legislazione  precedente per il 2008, i provvedimenti considerati farebbero aumentare in  media di 155 euro annui il reddito disponibile familiare (+0,5 per cento). Il costo  complessivo dei provvedimenti sarebbe di circa 3,5 miliardi di euro; di questi,  circa 2 miliardi sarebbero dovuti al rimborso forfetario. Il costo complessivo è  molto vicino alla somma delle previsioni di competenza formulate dalle relazioni  tecniche che accompagnano i provvedimenti. 

Parziale riduzione di povertà, ma interventi solo temporanei
In termini distributivi, si ridurrebbero gli indici di disuguaglianza (Gini e Atkinson)  di circa 2-3 decimi di punto percentuale. Tuttavia, a differenza di precedenti  interventi di riduzione delle situazioni di disagio, si avrebbe anche una marcata  riduzione dell’intensità di povertà (pari a quasi 1 punto percentuale), grazie al  rimborso forfetario alle famiglie che non pagano l’Irpef. Tuttavia, allo stato,  questo intervento ha natura temporanea. 

Tipologie di famiglie e relativi benefici
Riguardo le tipologie familiari, l’aumento più consistente andrebbe alle famiglie  con più di 4 componenti e ai nuclei con persona di riferimento operaio  (rispettivamente 413 e 223 euro in media). All’opposto, le famiglie con uno o  due componenti e con persona di riferimento anziana o pensionata  riceverebbero guadagni relativamente ridotti (tra 85 e 119 euro).  

Dai 100 ai 524 euro all’anno per 18 milioni di famiglie
Nel complesso circa 18 milioni di famiglie (oltre i tre quarti del totale) sono  toccate dalle misure analizzate, con un guadagno medio che varia da 524 euro  per quelle più povere (decimo inferiore delle famiglie ordinate in base al reddito  equivalente) a circa 100 euro per quelle più ricche.   Si deve tuttavia osservare che la simulazione non tiene conto di altri interventi  previsti e che parte delle misure si esaurirebbe nel 2008.