Matrimonio omosessuale: priorità politica o ideologica?

di Franco Olearo, 19 novembre 2013

L’anno 2013 è stato molto importante per la causa dei movimento gay in Occidente. I parlamenti Inglesi e Francesi hanno approvato una legge che equipara i matrimoni omosessuali a quelli etero, mentre in California è stato ripristinato il matrimonio omosessuale grazie a un cavillo giuridico che ha consentito di rendere non valido il  referendum popolare che li  aveva abrogati nel 2008.

Lo studio PEW Research ha pubblicato alcune statistiche a livello mondiale sull’accettazione sociale dell’omosessualità (nel suo senso più ampio, incluso il matrimonio omosex): da queste si evince che nella stragrande maggioranza dei paesi occidentali (Europa, Continente Americano, Area Pacifico)  le persone intervistate hanno manifestato, con una maggioranza più o meno accentuata,  accettazione per questa tendenza. Uniche eccezioni:  Polonia e  Russia in Europa, Bolivia e Salvador in America Latina. In Medio ed Estremo Oriente  la situazione si ribalta: c’è un atteggiamento di accettazione solo in Israele,  Filippine e Giappone, cioè paesi che risentono dell’influenza della cultura Occidentale. Solo in Africa c’è un fronte compatto di posizioni contrarie.

Sul tema specifico dell’accettazione del matrimonio fra omosessuali relativamente ai soli  Stati Uniti lo stesso studio, analizzando il mutamento dell’opinione pubblica negli ultimi anni,  mostra come il  2011 sia stato l’anno del sorpasso: le persone a favore hanno superato quelle contrarie fino ad arrivare nel 2013, a un 50% a favore e a un 43% di contrari.

Lo studio fornisce anche un’ interessante correlazione fra l’accettazione del matrimonio allargato e l’età (per  i nati dopo dopo il 1981 l’accettazione arriva al 66%). In un altro  sondaggio è stato chiesto se la legalizzazione del gay marriage deve essere considerata inevitabile: in questo caso si arriva a un 72% di risposte positive. In altre parole anche chi sta combattendo contro tale modifica del matrimonio naturale riconosce che si tratta di una evoluzione della società ormai inarrestabile.

Pochi matrimoni: serviva veramente la legge?

Di fronte a questa tendenza ormai così ben delineata, può essere interessante individuare l’impatto che questa novità comporta sulle nazioni che l’hanno già adottata. Ricordiamo infatti che il primo ministro Cameron  in un suo ormai famoso discorso nel febbraio del 2013  aveva sottolineato come fosse fondamentale che “la società venisse liberata dai lacci che le impediscono di diventare più forte”. In che modo e in che senso la Gran Bretagna e gli altri paesi che hanno introdotto il matrimonio gay sono diventati più forti?

Uno studio francese ha analizzato i dati di paesi occidentali che da tempo hanno reso legale il matrimonio fa omosessuali: Olanda (dal 2001),  Belgio (dal 2003),  Canada (dal 2005) e  Spagna (dal 2005). Traguardando i quattro paesi, i matrimoni omo costituiscono in media il 2,5% dei matrimoni contratti nel 2010.  In confronto alla popolazione, ciò corrisponde a 9  matrimoni omosex ogni  100.000 abitanti. Estrapolando questi dati sulla Francia (63 milioni di abitanti) ciò corrisponderebbe a  5.700 matrimoni gay l’anno mentre i PACS si sono aggirati finora intorno a una media di  6700 all’anno  (si tratta di una ipotesi ottimista visto che, come già sottolineato in un altro articolo di Documentazione.info, i matrimoni in Francia dopo l’approvazione della legge non hanno registrato quel boom che ci si sarebbe aspettato dopo anni di attesa: solo 596 matrimoni  nei primi  tre mesi). Ugualmente interessanti sono  i dati presentati dallo stesso  studio  sui divorzi: le statistiche che riguardano il Belgio mostrano che le coppie costituite da due uomini divorziano il 21% in più che le coppie tradizionali mentre le coppie costituite da due donne arrivano al 76% .

Perché il tema del same-sex marriage è nelle agende politiche?

Si può quindi arrivare a una prima constatazione, che innesca inevitabilmente una serie di domande: perché tre presidenti di paesi occidentali (Francia, Inghilterra, USA) hanno posto la legalizzazione del gay marriage nelle prime pagine della loro agenda? Perché tra i tanti problemi economici che assillano le nostre società, una  situazione particolarmente disastrata delle famiglie, sia finanziaria che strutturale, la loro attenzione si è concentrata  un un tema che riguarda poche migliaia di persone, per istituire un matrimonio che risulta dal 20% (per gli uomini) al 76% (per le donne) più fragile di quello naturale, quando in questi paesi (da almeno 10 anni in Francia ed in Inghilterra) esistevano già i PACS che affrontavano dignitosamente i problemi di questa minoranza?

Perché nei film e nei serial TV  l’omosessualità è il tema più ricorrente (non cito solo La vita di Adele che ha vinto l’ultimo Festival di Cannes, né I segreti di Brohebak Montain che vinse 3 Oscar nel 2006, ma persino al Giffoni Film Festival 2013 -il festival per eccellenza dedicato ai  film per ragazzi- ha vinto nella sezione Generator +18 il film Any Day Now sul tema dell’adozione di un orfano da parte di una coppia gay) ?

Appare evidente che le iniziative politiche che sono state intraprese hanno una ben limitata motivazione pratica e che si è trattato piuttosto di una presa di posizione che rivela una radice squisitamente ideologica. Una ideologia che sta comunque avendo successo.

Il segreto di un successo 

Quali sono queste motivazioni? Difficile dirlo. Sgomberiamo subito il campo dall’ipotesi che si tratti di una istanza di valore universale, che sarebbe comunque giusta anche se il same-sex marriage riguardasse una sola coppia in tutta la nazione, come fu giusto concedere l’abolizione della schiavitù alla minoranza afroamericana in U.S.A. La ridefinizione del concetto di matrimonio, legato fin nelle popolazioni più antiche  alla fecondità di una coppia uomo-donna che genera in modo pubblicamente riconosciuto nuovi figli per sé e per la società nella quale sono inseriti, non è  la giusta estensione di un diritto ma l’arroganza di una minoranza che modifica la visione di una maggioranza da sempre abituata a ritenere che un bambino abbia bisogno della tenerezza di una mamma e della forza di un padre.

A mio avviso quindi la diffusione con successo della ideologia del same-sex marriage deriva dall’azione concomitante di due fattori:

1. La perdita, in buona parte della popolazione, del vero senso dell’amore sponsale e del valore del matrimonio, fino al punto che le caratteristiche dei due amori (omo ed etero), finiscono per assomigliarsi;

2. La presenza di forti opinion leader che hanno colto l’occasione per realizzare propri obiettivi che vanno al di là del tema specifico dei matrimoni gay.

Dall’amore sponsale all’amicizia sessuata

L’esclamazione di Obama “Love is love!” alla notizia che la Corte Costituzionale aveva equiparato i diritti delle coppie etero ed omosessuali può essere assunta a simbolo di questa confusione.

L’amore coniugale è un amore oblativo, nel quale i due componenti della coppia perdono in un certo senso la loro personalità per assumerne una nuova, quella di essere parte di una nuova realtà vivente, costituita dalla coppia e dai figli che verranno. La nascita dei figli è parte integrante e indissociabile di questo processo di fusione, che ha l’obiettivo di durare quanto la vita dei due coniugi.

Nella realtà di oggi, decenni di mentalità contraccettiva hanno finito per separare profondamente la funzione generativa da quella unitiva dell’atto sessuale: la sessualità  ha raggiunto la sua autonomia, espressione compiuta di una società consumista e individualista. Le convivenze, le coppie di fatto, le childfree family stanno a dimostrare questa tendenza. In questo caso è più opportuno parlare di amicizia sessuata. In questo differente approccio non c’è amore oblativo, non c’è volontà di fusione ma ognuno resta se stesso e desidera vivere con il proprio partner perché sente attrazione sessuale e perché trova gradevole vivere con lui. I figli non fanno necessariamente parte di questo programma di convivenza. In uno scenario così designato è inutile parlare di matrimonio ma è prevalente una mentalità contrattuale, cioè lo stare insieme finchè ciò risulta gradevole, salvo separarsi appena muta qualche condizione del loro rapporto.

Se molti matrimoni sono scivolati nello stato di amicizia sessuata, appare evidente quanto elevata sia ormai la somiglianza con le coppie omosessuali, per le quali si finisce per percepire una benevola comprensione.

Le motivazioni degli opinion leader

Ipotizzare quali siano le motivazioni degli opinion leader che da decenni curano nei vari paesi l’avanzata dell’ideologia gay non è serio in quanto si tratterebbe di un processo alle intenzioni, poco documentabile. Per fortuna dobbiamo riconoscere all’attuale  Ministro francese per l’Educazione Vincent Peillon l’onestà intellettuale di dire chiaramente quali sono le sue intenzioni sull’onda dell’approvazione del matrimonio omosessuale.

Ha dichiarato infatti che ““finora è stata fatta una rivoluzione essenzialmente politica, ma è tempo di fare anche quella morale e spirituale. Abbiamo lasciato la morale e la spiritualità alla Chiesa Cattolica. Dobbiamo sostituirla e l’istruzione sarà il canale privilegiato”. E’ stata quindi pubblicata una “carta della laicità” in 15 articoli che anticipa il programmi scolastici che verranno attuati nei prossimi anni e che hanno l’obiettivo è diffondere nelle scuole un’etica laicista.

Il same-sex-marriage è diventato quindi il cavallo di troia per dimostrare a tutti i limiti e l’incapacità di affontare le problematiche attuali  dell’etica cristiana che da troppo tempo, secondo loro, ha  monopolizzato l’Occidente. In altre situazioni le iniziative sono più celate come nel caso in Italia della legge contro l’omofobia, già approvata dal senato italiano, dove con la motivazione di inasprire le pene per chi ha un comportamento omofobo, di fatto colpisce anche la libertà di opinione sul matrimonio gay (ne abbiamo paralto qui). Anche qui si riscontra l'assenza di motivazioni pratiche e politiche che giustificno la legge, l'Italia infatti risulta uno dei paesi meno affetti da problemi di omofobia nel mondo: il Pew Research la pone tra gli 8 paesi in cui c'è più accettazione dell'omosessualità.

Altre volte vengono attuate forme concrete di sostegno alla causa LGBT come solennemente annunciato dal Segretario di Stato Americano, John Kerry,  in un discorso del 26 settembre tenuto a New York. Kerry ha ricordato che il Globally Equality Fund fu creato  dagli Stati Uniti nel 2011 per sostenere  l’uguaglianza dei diritti umani in difesa delle persone LGBT e che ha allocato finora più di 7 miliardi di dollari grazie al contributo di 50 nazioni. Ha aggiunto che il Fondo beneficerà del contributo addizionale degli U.S.A. e del governo svedese per ulteriori 12 miliardi di dollari, a cui si sommerà un contributo dall’Olanda per un ulteriore miliardo di dollari.

Il testo del Segretario di Stato è molto chiaro: non si tratta di soldi da impiegare contro forme di ingiuste discriminazione ma nel senso più ampio, incluso anche il matrimonio fra omosessuali. Kerry si è dichiarato orgoglioso di essere stato fra coloro che votarono contro il Defence Marriage Act  del 1996: una legge federale che consentiva agli stati di rifiutarsi di approvare  i same sex marriage.