di M.Antonietta Calabrò, Corriere della Sera 4 maggio 2007
La famiglia italiana è sempre più piccola e sempre più vecchia. Il dato più eclatante è l'aumento del figli nati fuori dal matrimonio: crescono del 70%, passando da un +8,1% del 1994 a un +13,7% del 2005. Mentre scendono di un milione, negli ultimi dieci anni, le coppie con figli e spesso i bambini vengono allevati da un solo genitore. Ormai, conviventi, single non vedovi, genitori soli sono il 23% del totale delle famiglie, oltre 5 milioni (nel 2005), mentre dieci anni prima erano circa tre milioni (16%). Soprattutto, sono poche le nascite, nonostante che le donne italiane vorrebbero più figli, anzi, «le coppie italiane hanno un figlio in meno dì quello che desidererebbero».
Una fotografia impietosa quella che emerge dall'indagine conoscitiva della Commissione Affari sociali della Camera presieduta da Mimmo Lucà (Ds) che è stata illustrata ieri a Montecitorio presenti sul palco il presidente Fausto Bertinotti e Anna Serafini, e nella Sala del Mappamondo molti parlamentari e studiosi e la signora Flavia Prodi, la moglie del presidente del Consiglio. Dati che mettono sotto accusa le nonscelte nelle politiche sociali e familiari.
La famiglia, invece di essere aiutata dallo Stato, è diventata «con un malinteso senso di sussidiarietà» (ha commentato il professor Pierpaolo Donati) essa stessa «un vero e proprio ammortizzatore sociale», come ha detto il ministro Rosy Bindi.
Però, ormai la situazione si è fatta così pesante che la famiglia non ce la fa più. Per questo Lucà ha chiesto a governo e Parlamento «un cambio dl passo ora, perché non è più rinviabile».
Insomma, a una settimana dal Family Day, l'indagine della Camera, Lucà e la Bindi lanciano un appello: «Bisogna aiutare gli italiani a fare figli». Non si può più aspettare oltre ad intervenire perché si è creato un grande squilibrio tra le generazioni e l'invecchiamento della popolazione è molto più dilatato rispetto agli altri Paesi avanzati, ad eccezione del Giappone.
Un indicatore di questa situazione è il forte innalzamento dell'età media delle donne italiane alla nascita del primo figlio: quasi 31 anni, mentre in Europa il primo figlio nasce tra i 26 anni e i trenta.
La dilatazione del numero delle convivenze è un argomento a favore dei Dico? «Dei Dico, qui non se ne parla proprio» commenta Franco Grillini, leader dell’Arcigay. Per Riccardo Pedrizzi di An: «I dati dimostrano che la vera discriminata è la famiglia, non le coppie gay».
Il problema dei costi è quello che incide di più, oltre al posto di lavoro e alla casa, sulla scelta di avere figli. II 50 per cento delle famiglie italiane (fonte Istat) vive con entrate che non superano i 1.800 euro al mese. Mantenere un figlio al di sotto del sei anni costa quasi il 20 per cento di questo reddito mensile. Una coppia senza figli spende circa 1.300; un figlio tra zero e cinque anni costa 252 euro al mese; tra i 6 e i 14 anni costa 212 euro. Che diventano 233 per ragazzi tra i 15 e i 18 anni.
Lo studio sfata invece un ben radicato luogo comune. In Europa «la contraddizione tra lavoro e figli è stata ribaltata: se le donne lavorano fanno più figli».
Lo scenario complessivo ha spinto Bertinotti a commentare che «emerge un preoccupante aumento delle fasce di povertà e che il quadro è denso dl elementi controversi e di criticità».
Per cambiare, la Commissione propone un decalogo dl interventi: dalle politiche fiscali «amiche della famiglia», alla rete del servizi, alle politiche del lavoro. «Okay, ma si rischia di scrivere, il libro dei sogni», è il pericolo segnalato dalla teodem Paola Binetti.
1. La situazione
2. I figli
3. I soldi
4. Le prospettive
Una fotografia impietosa quella che emerge dall'indagine conoscitiva della Commissione Affari sociali della Camera presieduta da Mimmo Lucà (Ds) che è stata illustrata ieri a Montecitorio presenti sul palco il presidente Fausto Bertinotti e Anna Serafini, e nella Sala del Mappamondo molti parlamentari e studiosi e la signora Flavia Prodi, la moglie del presidente del Consiglio. Dati che mettono sotto accusa le nonscelte nelle politiche sociali e familiari.
La famiglia, invece di essere aiutata dallo Stato, è diventata «con un malinteso senso di sussidiarietà» (ha commentato il professor Pierpaolo Donati) essa stessa «un vero e proprio ammortizzatore sociale», come ha detto il ministro Rosy Bindi.
Però, ormai la situazione si è fatta così pesante che la famiglia non ce la fa più. Per questo Lucà ha chiesto a governo e Parlamento «un cambio dl passo ora, perché non è più rinviabile».
Insomma, a una settimana dal Family Day, l'indagine della Camera, Lucà e la Bindi lanciano un appello: «Bisogna aiutare gli italiani a fare figli». Non si può più aspettare oltre ad intervenire perché si è creato un grande squilibrio tra le generazioni e l'invecchiamento della popolazione è molto più dilatato rispetto agli altri Paesi avanzati, ad eccezione del Giappone.
Un indicatore di questa situazione è il forte innalzamento dell'età media delle donne italiane alla nascita del primo figlio: quasi 31 anni, mentre in Europa il primo figlio nasce tra i 26 anni e i trenta.
La dilatazione del numero delle convivenze è un argomento a favore dei Dico? «Dei Dico, qui non se ne parla proprio» commenta Franco Grillini, leader dell’Arcigay. Per Riccardo Pedrizzi di An: «I dati dimostrano che la vera discriminata è la famiglia, non le coppie gay».
Il problema dei costi è quello che incide di più, oltre al posto di lavoro e alla casa, sulla scelta di avere figli. II 50 per cento delle famiglie italiane (fonte Istat) vive con entrate che non superano i 1.800 euro al mese. Mantenere un figlio al di sotto del sei anni costa quasi il 20 per cento di questo reddito mensile. Una coppia senza figli spende circa 1.300; un figlio tra zero e cinque anni costa 252 euro al mese; tra i 6 e i 14 anni costa 212 euro. Che diventano 233 per ragazzi tra i 15 e i 18 anni.
Lo studio sfata invece un ben radicato luogo comune. In Europa «la contraddizione tra lavoro e figli è stata ribaltata: se le donne lavorano fanno più figli».
Lo scenario complessivo ha spinto Bertinotti a commentare che «emerge un preoccupante aumento delle fasce di povertà e che il quadro è denso dl elementi controversi e di criticità».
Per cambiare, la Commissione propone un decalogo dl interventi: dalle politiche fiscali «amiche della famiglia», alla rete del servizi, alle politiche del lavoro. «Okay, ma si rischia di scrivere, il libro dei sogni», è il pericolo segnalato dalla teodem Paola Binetti.
1. La situazione
2. I figli
3. I soldi
4. Le prospettive