In Spagna una gravidanza su sei termina con l’aborto

traduzione da Aceprensa, 3 gennaio 2007
I dati più recenti del Ministero della Sanità spagnolo dicono che nel 2005 una gravidanza su sei si è conclusa con un aborto. Il numero annuale di aborti è salito a 91.664, un 7,8% in più dell’anno precedente. Dal 1985, anno in cui questa pratica è stata depenalizzata, il tasso di aborti non ha cessato di crescere, fino all’attuale 9,6 per 1.000 donne in età fertile.

Aborto usato come mezzo contraccettivo
Da vari anni si attende che il tasso di aborti cessi di crescere, ma ancora una volta i dati sono deludenti per la politica del Ministero della Sanità. Nonostante le massicce campagne a favore dell’uso del preservativo, nonostante l’uso della “pillola del giorno dopo” sia per lo meno triplicato, gli aborti continuano ad aumentare in numeri assoluti e relativi. Tenendo conto che nel 2005 ci sono state in Spagna 456.616 nascite, nello stesso anno sono state interrotte volontariamente il 16,4% delle gravidanze. Questo valore così alto fa pensare che l’aborto non venga utilizzato soltanto per casi eccezionali – come prevede la legge – ma come mezzo contraccettivo, in contrasto con le raccomandazioni della Conferenza Onu per la popolazione.

Le cifre di un fallimento
Il gruppo di età nel quale si abortisce di più è quello delle donne da 20 a 24 anni (26% del totale), seguito da quello da 25 a 29 anni (24,4%). Il numero di aborti in minori di 20 anni è salito a 12.883, quasi il 7% in più dell’anno precedente. Questa tendenza all’aumento indica anche il fallimento della politica di educazione sessuale e, in concreto, la strategia della “pillola del giorno dopo”. Quando venne messa in vendita nel 2001, e quando i servizi alla salute di alcuni comuni come Madrid decisero di distribuirla gratuitamente, si invocò l’urgenza di ridurre le gravidanze tra le adolescenti. Oggi però l’impressione è che tale fatto è servito piuttosto per svalutare i rischi di determinati comportamenti sessuali, e per legittimare ancor di più l’aborto come soluzione.

Le ragioni per l’interruzione della gravidanza
L’87% degli aborti è stato realizzato in gestazioni di meno di 12 settimane, e in quasi tutti i casi (96,7%) si invoca come ragione il rischio per la salute fisica o psichica della madre. Visto che la cura medica in Spagna non fa prevedere che sia a rischio in molti casi la salute fisica della madre, la causa invocata si riduce alla contrarietà psicologica che implica la gravidanza (i dati del Ministero non distinguono tra salute fisica e psichica)
Il Ministero della Sanità attribuisce l’aumento del numero di aborti alle gravidanze non pianificate di donne giovani immigrate. Secondo le sue stime, il 40-50% degli aborti si praticano a donne straniere residenti in Spagna. Però sono solo stime, non dati effettivi.

Spagna, paese del business dell’aborto facile
D’altra parte, è noto che 2.615 aborti sono stati praticati a straniere non residenti che sono venute ad interrompere la gravidanza in Spagna. Come quelle del Portogallo, paese che ha una legislazione simile a quella spagnola ma applicata dai medici in maniera rigorosa. La Spagna è diventato quindi un paese dell’aborto facile per le europee in avanzato stato di gestazione. Come hanno dimostrato alcuni servizi della stampa inglese e danese, cliniche spagnole accettano di realizzare aborti in condizioni proibite in altri paesi, nel momento in cui si è disposti a pagare un prezzo più alto.
L’aborto è diventato un business molto redditizio per le cliniche private, nelle quali si realizzano il 97,1% degli aborti.