Elaborazione di Documentazione.info, fonte: The Guardian, October 5, 2007 (Polly Curtis)
I matrimoni diminuiscono, ma chi si sposa vive meglio e gode di maggior salute. Lo dice una ricerca sulla vita familiare realizzata in sei anni dal governo britannico, che ha fatto anche un confronto tra le coppie sposate e quelle di fatto.
Conseguenze sui figli
Le prime differenze si notano nei figli. L'analisi, pubblicata il 4 ottobre scorso dall'Ufficio nazionale di statistica inglese, dice che i bambini di genitori conviventi hanno risultati peggiori a scuola, lasciano gli studi prima degli altri e sono soggetti maggiormente a malattie gravi. Ulteriori conseguenze negative derivano da una separazione o dalla presenza di un solo genitore. Dei ragazzi che vivono con genitori sposati, il 69% di maschi e il 78% di femmine sono ancora a scuola all'età di 17 anni, mentre le percentuali di quelli che vivono con la sola madre è di 59% per i maschi e 69% per le femmine.
Più bassa la percentuale di coloro che vivono in una famiglia di fatto.
Il matrimonio fa bene alla salute
I dati rivelano che il matrimonio è associato ad una salute migliore, soprattutto tra gli uomini. Ma ancora più in salute risultano le donne che sono (o sono state) sposate e che hanno figli, almeno che non vivano da sole. In questo caso risultano maggiormente soggette a lunghe malattie. Anche il divorzio e la separazione sono associate a scarsa salute.
In crescita il numero di coppie di fatto
Nel 2006 quasi il 70% di coppie erano sposate. In 10 anni il numero di coppie sposate è sceso del 4%, a poco sopra i 12 milioni, mentre il numero di madri sole è salito dell'11% fino alla cifra di 2,3 milioni. Entro il 2031 il numero di persone conviventi non sposate tra i 45 e i 64 anni in Inghilterra e Galles salirà di circa il 250% rispetto al 2003, sostiene il Rapporto.
Il problema dell'assistenza agli anziani
Le persone sposate trovano maggiore assistenza per malattie o handicap rispetto a quelle che coabitano. La crescita di quest'ultima categoria fa quindi pensare che nei prossimi aumenteranno gli anziani privi di assistenza. Secondo il censimento, quasi il 10% dei single di età superiore ai 75 anni vivono in una casa di riposo, dove invece gli sposati sono l'1%.
Conseguenze sui figli
Le prime differenze si notano nei figli. L'analisi, pubblicata il 4 ottobre scorso dall'Ufficio nazionale di statistica inglese, dice che i bambini di genitori conviventi hanno risultati peggiori a scuola, lasciano gli studi prima degli altri e sono soggetti maggiormente a malattie gravi. Ulteriori conseguenze negative derivano da una separazione o dalla presenza di un solo genitore. Dei ragazzi che vivono con genitori sposati, il 69% di maschi e il 78% di femmine sono ancora a scuola all'età di 17 anni, mentre le percentuali di quelli che vivono con la sola madre è di 59% per i maschi e 69% per le femmine.
Più bassa la percentuale di coloro che vivono in una famiglia di fatto.
Il matrimonio fa bene alla salute
I dati rivelano che il matrimonio è associato ad una salute migliore, soprattutto tra gli uomini. Ma ancora più in salute risultano le donne che sono (o sono state) sposate e che hanno figli, almeno che non vivano da sole. In questo caso risultano maggiormente soggette a lunghe malattie. Anche il divorzio e la separazione sono associate a scarsa salute.
In crescita il numero di coppie di fatto
Nel 2006 quasi il 70% di coppie erano sposate. In 10 anni il numero di coppie sposate è sceso del 4%, a poco sopra i 12 milioni, mentre il numero di madri sole è salito dell'11% fino alla cifra di 2,3 milioni. Entro il 2031 il numero di persone conviventi non sposate tra i 45 e i 64 anni in Inghilterra e Galles salirà di circa il 250% rispetto al 2003, sostiene il Rapporto.
Il problema dell'assistenza agli anziani
Le persone sposate trovano maggiore assistenza per malattie o handicap rispetto a quelle che coabitano. La crescita di quest'ultima categoria fa quindi pensare che nei prossimi aumenteranno gli anziani privi di assistenza. Secondo il censimento, quasi il 10% dei single di età superiore ai 75 anni vivono in una casa di riposo, dove invece gli sposati sono l'1%.