I vaccini funzionano e i numeri parlano chiaro

di Tommaso Cardinale, 8 settembre 2020

Solo qualche giorno fa a Roma ha avuto luogo una manifestazione con la pretesa, tra le altre, di combattere contro i vaccini (oltre che contro l’utilizzo delle mascherine). I partecipanti della manifestazione erano pochi e divisi, ma a tutti è capitato almeno una volta di dover discutere con una persona che sostiene che i vaccini abbiano effetti negativi o che non servano a niente. Ma la domanda è: ci si può chiedere oggi ancora se i vaccini funzionano? 

In realtà la letteratura scientifica è univoca nell’attribuire ai vaccini degli effetti positivi, e in questo grafico, curato dalla rivista Science, è possibile vedere come in America l’introduzione dei vaccini contro la difterite, la poliomielite, la pertossi e altre malattie come il morbillo, che settant’anni fa mietevano migliaia di vittime ogni anno, siano state praticamente annientate e ridotte a fenomeni molto più controllati. I dati sono presi dal CDC, Center for Disease Control and Prevention.

Per esempio, la varicella, per la quale nel 1987 negli Stati Uniti sono stati diagnosticati oltre 200mila casi, è scesa a poco più di 30mila casi nei 10 anni successivi alla distribuzione del vaccino, per arrivare ad appena 10mila casi diagnosticati nel 2014. Considerando la differenza di casi diagnosticati tra il 1995 e il 2014, il numero di malati di casi noti di varicella si è ridotto del 90% in 20 anni.

Grafico elaborato da Jia You, traduzione a cura de IlPost.it.

Il morbillo: da 481mila casi a meno di mille

Se prendiamo in considerazione il morbillo, che ha avuto pochi anni fa un picco di diffusione tra i minori in Italia, l’efficacia dei vaccini è ancora più evidente. Nel 1962, l’anno precedente alla scoperta del vaccino, negli Stati Uniti furono diagnosticati 481mila casi di morbillo. Nel 1964, un anno dopo la diffusione del vaccino, i casi scesero di sole 30mila unità, mentre nel 1966 si dimezzarono, arrivando a poco più di 200mila. Nel 1973, 10 anni dopo l’introduzione del vaccino negli Stati Uniti, i casi di morbillo diagnosticati furono poco più di 26mila, pari a una riduzione del 95%. Dal 1995 in poi i casi diagnosticati negli Stati Uniti sono sempre stati sotto il migliaio.

Anche considerando tutte le variabili come l’oscillazione del numero di diagnosi annuali, lo sviluppo demografico o le diagnosi errate, che al limite possono far dubitare degli effetti positivi nel brevissimo termine, è evidente che le malattie più letali e diffuse sono state ridotte quasi del tutto tra i 10 e i 20 anni dopo la distribuzione del vaccino.

Se ti è piaciuto l'articolo condividilo su Facebook e  Twitter, sostieni Documentazione.info. Conosci il nostro servizio di Whatsapp e Telegram?