Cosa chiede papa Francesco ai nunzi apostolici, suoi rappresentanti nel mondo

di Giovanni Tridente, 13 giugno 2019

Dal 12 al 15 giugno si svolge in Vaticano la terza riunione dei Rappresentanti Pontifici, ovvero gli ambasciatori della Santa Sede in tutto il mondo.

All’incontro in Vaticano prendono parte 103 rappresentanti pontifici, di cui 98 nunzi apostolici e 5 Osservatori permanenti. Sono 183 gli Stati che attualmente intrattengono relazioni diplomatiche con la Santa Sede. Ai summenzionati Stati vanno aggiunti l’Unione Europea e il Sovrano Militare Ordine di Malta. 

Questa mattina papa Francesco ha consegnato ai partecipanti un discorso nel quale sono illustrati 10 “precetti semplici ed elementari”, per vivere la missione di nunzio apostolico con entusiasmo e “fervente disponibilità”. Giovanni Tridente ha riassunto il contenuto essenziale delle 10 indicazioni del Papa ai Rappresentanti pontifici.

  1. Il Nunzio è uomo di Dio

Segue Dio in tutto e per tutto, ubbidisce ai suoi comandamenti con gioia, vive per le cose di Dio e non per quelle del mondo, accetta con animo generoso le sofferenze, non raggira né froda il suo prossimo, non si lascia andare a pettegolezzi e maldicenze, conserva la mente e i cuori puri preservando occhi e orecchie dalla sporcizia del mondo, rifugge i valori mondani e mantiene il cuore aperto verso gli svantaggiati e i reietti dalla società. Pratica la giustizia, l’amore, la clemenza, la pietà e la misericordia.

  1. Uomo di Chiesa

Non rappresenta sé stesso, ma la Chiesa e in particolare il Successore di Pietro, non tratta male i collaboratori, né cerca il lusso, gli indumenti e gli oggetti “firmati” in mezzo a gente priva del necessario. È servo di tutti, mette da parte le convinzioni personali con l’umiltà di rappresentare il volto, gli insegnamenti e le posizioni della Chiesa. Difende la Chiesa dinanzi alle forze del male che cercano sempre di screditarla, di diffamarla o di calunniarla. È amico dei vescovi, dei sacerdoti, dei religiosi e dei fedeli, con confidenza e calore umano, sentendosi responsabile della loro salvezza. Nelle “feste” resta in nunziatura, perché quella è la sua Famiglia.

  1. Uomo di zelo apostolico

È un uomo in cammino che semina il buon seme della fede nei cuori di chi incontra. Evita di cadere nella timidezza o nella tiepidezza dei calcoli politici o diplomatici, o addirittura del “politicamente corretto” rinunciando all’annuncio, proteggendosi dal cancro della disillusione.

  1. Uomo di riconciliazione

È uomo di mediazione, di comunione, di dialogo e di riconciliazione, cercando sempre di rimanere imparziale e obiettivo, arbitro giusto che cerca di difendere e tutelare solo la giustizia e la pace senza mai lasciarsi coinvolgere negativamente.

  1. Uomo del Papa

Non rappresenta sé stesso ma il Successore di Pietro e agisce per suo conto, concretizzando, attuando e simboleggiando la presenza del Papa tra i fedeli e le popolazioni. Questa missione richiede disponibilità, flessibilità, umiltà, impeccabile professionale, capacità di comunicazione e di negoziazione, vivendo con la valigia sempre pronta, predisposto ai rapporti umani e alle relazioni interpersonali, visitando le comunità dove il Papa non riesce a recarsi. Deve continuamente aggiornarsi e studiare, in modo da conoscere bene il pensiero e le istruzioni di chi rappresenta. È inconciliabile questo ruolo con il criticare alle spalle il Papa, avere dei blog o addirittura unirsi a gruppi ostili a Lui, alla Curia e alla Chiesa di Roma.

  1. Uomo di iniziativa

Ha capacità e agilità nel promuovere o adottare una condotta adeguata alle esigenze del momento senza mai cedere né alla rigidità mentale, spirituale e umana, né alla flessibilità ipocrita e camaleontica: saper passare dall’ideazione all’attuazione avendo in mente il bene comune e la fedeltà al mandato. È pienamente curioso, pieno di dinamismo e di intraprendenza, creativo, coraggioso e non si lascia vincere dal panico, sapendo con serenità, intuito e fantasia tentare di capovolgere e gestire positivamente anche le situazioni imprevedibili. Rasserena con positività coloro che attraversano le tempeste della vita.

  1. Uomo di obbedienza

Un uomo che non vive la virtù dell’obbedienza – anche quando risulta difficile e contrario alla propria visione personale – è come un viaggiatore che perde la bussola, rischiando di fallire l’obiettivo: è contro-testimonianza chiamare gli altri all’obbedienza e disobbedire.

  1. Uomo di preghiera

Senza una vita di preghiera rischia di diventare semplice funzionario, sempre scontento e frustrato. La vita di preghiera è quella luce che illumina tutto il resto e tutto l’operato del Nunzio e della sua missione.

  1. Uomo di carità operosa

Deve spendersi nelle opere caritative, specialmente verso i poveri e gli emarginati, realizzando così pienamente la sua missione e il suo essere padre e pastore. È prudente nell’accettare i doni che vengono offerti per annebbiare la propria oggettività e in alcuni casi per comprare la propria libertà. Rifiuta i regali troppo costosi e spesso inutili e li indirizza alla carità, ben sapendo che ricevere un regalo costoso non giustifica mai il suo uso.

  1. Uomo di umiltà

Secondo le “Litanie dell’umiltà” del Servo di Dio Rafael Merry del Val, già collaboratore di San Pio X, chiede a Gesù di essere liberato dal desiderio di essere stimato, amato, decantato, onorato, lodato, preferito agli altri, consultato, approvato; e liberato dal timore di essere umiliato, disprezzato, soffrire ripulse, calunniato, dimenticato, essere preso in ridicolo, ingiuriato e sospettato. Al tempo stesso, chiede la grazia di desiderare che altri siano amati e stimati più di lui, crescere, impiegati, lodati, preferiti e più santi, e lui messo in disparte, non curato, purché divenga santo in quanto possa.

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