Aumenta la povertà assoluta in Italia

di Francesco D'Ugo, 19 novembre 2019

La povertà in italia aumenta quasi ininterrottamente da 11 anni. A dirlo è il Flash Report 2019 della Caritas italiana su povertà ed esclusione sociale. 

Secondo il report, che fa uso di dati Istat, il 7% delle famiglie italiane vive in povertà assoluta. In termini assoluti, si parla di circa 1 milione e 800mila famiglie, che corrispondono a 5 milioni di persone (8,4% della popolazione). 

Come si può vedere nel grafico, i numeri sono in costante aumento dal 2007: da quell’anno al 2018 le persone che vivono in povertà assoluta in Italia sono aumentati del 181%. Per povertà assoluta si intendono, secondo la Caritas le 

“situazioni più gravi di fragilità economica (conclamate e non di rischio), di chi è impossibilitato ad accedere a quel paniere di beni e di servizi che nel contesto nazionale garantisce una vita dignitosa; sono persone dunque che non hanno lo stretto necessario per vivere in modo decoroso”

Povertà: il contesto europeo

Rispetto al resto d’Europa l’Italia è il sesto Paese maggiormente a rischio di povertà d’Europa (con un tasso del 27,3%), in ogni caso oltre il valore medio dell’Unione (21,7%). 

Il tasso più elevato di rischio di povertà si registra in Bulgaria (32,8%), mentre quello più basso nella Repubblica Ceca (12,2%). 

Povertà in Italia: Nord e Sud

Le situazioni di povertà assoluta non sono egualmente distribuite sul piano geografico: seguendo il report si nota che la situazione di maggiore svantaggio è registrata nel Sud Italia rispetto a quelle del Centro e del Nord: nel Sud e nelle Isole l’incidenza della povertà assoluta raggiunge rispettivamente l’11,1% e il 12,0%, a fronte di valori molto più contenuti registrati nelle regioni centrali (6,6%) e settentrionali (6,8%). 

Operai, famiglie numerose, giovani: chi sono i più svantaggiati

Una delle categorie più a rischio è quella degli operai: tra loro risulta povero in termini assoluti il 12,3% del totale. Dal 2008 al 2018 l’incidenza della povertà assoluta è aumentata del 624% (passando dall’ 1,7% del 2007 al 12,3% di oggi). Ciò può attribuirsi alla mancata crescita dei salari di questi anni a cusa della crisi economica. 

Più critica della media è la situazione delle famiglie numerose (19,6%) e in particolare di quelle dove sono presenti minori; famiglie con un solo minore hanno un’incidenza del 9,7% mentre incontriamo una percentuale del 19,7% nei nuclei con 3 o più figli minori. In tutti i casi il livello di povertà si attesta comunque al di sopra della media nazionale (7,0%). L’indigenza minorile tocca, poi, in termini assoluti, 1 milione 260 mila tra bambini e ragazzi. 

Un’altra categoria fortemente penalizzata, oltre ai minori, è quella dei giovani nella fascia 18-34 anni. Da 5 anni la povertà appare inversamente proporzionale all’età: diminuisce cioè all’aumentare di quest’ultima, decretando minori e giovani-adulti come i più svantaggiati. Dal 2017 al 2018 l’incidenza della povertà assoluta nella fascia 18-34 anni è aumentata dell’8,0%, dagli anni pre-crisi ad oggi è più che quadruplicata.  

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