Pochi figli, il mondo invecchia

di Stefano Grossi Gondi, 20 febbraio 2014

Negli Stati Uniti si parla con un po' di preoccupazione delle childless women, le donne che non hanno figli. Stanno aumentando di numero e rappresentano il 19% delle statunitensi di età compresa tra i 40 e i 44 anni. Soltanto sei paesi al mondo hanno una percentuale più alta. I dati sono stati raccolti dal Pew Research Centre sulla base del World Fertility Report 2012, a cura delle Nazioni Unite.

Tra le varie ragioni di questo fenomeno c'è la tendenza a rinviare il momento di diventare madri: l'età media per il primo figlio delle donne Usa è di 25 anni (nel 1980 era 23 anni) e all'età di "fine corsa" (40-44 anni) le donne Usa hanno una media di 1,9 bambini a testa. Quello delle childless women è quindi spesso il dramma di chi desidera avere figli, ma dopo aver rinviato a lungo scopre che "è troppo tardi”. Raccontavamo lo scorso anno come questa flessione demografica (la quota di 2,1 rappresenta il tasso di stabilità della popolazione) fosse interpretata come elemento di crisi economica. E parliamo degli Stati Uniti, dove grazie soprattutto alla forte immigrazione la situazione demografica non è ancora grave.

Il confronto con l''Italia

Nel nostro Paese, dove il tasso di fertilità è dell'1,4 figli per donna, abbiamo rispetto agli Usa  ancora una migliore percentuale di quarantenni senza figli (oltre il 10%) e una più alta età media per l'inizio della maternità: 29 anni. Un ulteriore invecchiamento delle madri italiane (tipica conseguenza dei periodi di crisi economica) porterebbe ad ulteriore peggioramento della situazione demografica e quindi economica del Paese. 

Altri elementi di confronto con gli Usa: la percentuale di donne con almeno tre figli lì è del 30 per cento, da noi intorno al 20. Da loro i figli nati fuori dal matrimonio rappresentano il 40 per cento, da noi il 21 per cento.

Per concludere, la percentuale di donne con figli è più alta in Italia che negli Usa, ma nel nostro Paese le donne iniziano più tardi e hanno meno figli.     

Il mondo sta invecchiando

Se incrociamo questi dati con quelli sull'età media della popolazione mondiale (anche questi a cura del Pew Research Centre) abbiamo una prospettiva del mondo che sarà: popolazione sempre più anziana e sempre meno nascite. Sempre più Africa e meno Occidente (come dicevamo qui), che per far fronte alla crisi dovrà far leva sull'immigrazione (abbiamo parlato qui della situazione italiana).

Ritornando alla ricerca del Pew Research Centre che ci parla dell'invecchiamento della popolazione, le stime dicono che nel 2050 il numero degli over 65 nel mondo è destinato a triplicare e l'età media passerà dai 29 anni del 2010 ai 36 anni. Passando alle cifre dei singoli paesi, vediamo che la percentuale degli over 65 dovrebbe aumentare in Italia dal 20,3 per cento al 33 per cento, mentre la media mondiale nel 2050 è stimata a quota 15,6 per cento. Pochi paesi avranno percentuali di anziani più alte che in Italia, e tra queste il Giappone, con il 36,5 per cento. I ricercatori del Pew Centre hanno riscontrato che l'87 per cento dei giapponesi è preoccupato per questa prospettiva, mentre in Italia la serietà del problema è avvertito dal 41 per cento della popolazione.

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