La famiglia in Italia 4. Le prospettive

tratto dall’Indagine conoscitiva della Commissione affari sociali della Camera, 24 aprile 2007
 Altre sezioni dell'indagine
 Introduzione
 1. la situazione
 2. I figli
 3. I soldi
 

La famiglia supplisce alle fragilità del welfare
Il quadro che ci consegnano le audizioni e il lavoro svolto è quello di famiglie che vivono in un contesto di forti difficoltà, spesso gravate dal peso di funzioni di protezione sociale e di cura dei propri componenti, che suppliscono alle fragilità ed ai limiti del sistema di welfare. Tale sistema, infatti, spesso non risponde appieno, in termini di diritti esigibili, alla molteplicità e alla crescente complessità dei bisogni e delle esigenze delle persone e delle famiglie. Da questo punto di vista, il persistente ruolo di compensazione svolto dalla famiglia entra sovente in contraddizione con i percorsi di libertà delle donne, traducendosi in pesante carico di lavoro e di fatica.

La necessità di sostenere la famiglia
Tale quadro di riferimento segnala l'opportunità di portare a pieno compimento il complesso delle misure legislative ed amministrative vigenti riguardanti la promozione e la tutela della famiglia. Si tratta di investire anche su un percorso di sviluppo e di potenziamento di un sistema di welfare, che non solo impedisca di far ricadere esclusivamente sulle famiglie e sulle donne il peso della risposta ai problemi e alle criticità evidenziate, ma che sappia garantire diritti e sollecitare responsabilità, in una logica di promozione autentica della persona e dei contesti sociali e familiari.

La centralità delle politiche familiari
(…) Occorre apprestare una serie di politiche innovative in grado di far fronte alle diverse e nuove esigenze emergenti anche operando attraverso interventi legislativi. Dalla serie di audizioni realizzate, oltre che dalle indicazioni contenute nei documenti consegnati all'attenzione della Commissione, emerge una forte sollecitazione affinché la famiglia e i diritti della persona vengano messi al centro di politiche legislative più adeguate che ne promuovano e ne sostengano il valore.  Si tratta di evitare interventi sporadici e misure meramente assistenziali. Emergono forti e diffuse aspettative con riferimento a politiche integrate e coordinate, capaci di modificare la condizione e la sostenibilità delle famiglie.

Sono necessarie politiche fiscali, del lavoro, dei servizi e delle pari opportunità
Gli obiettivi di benessere individuale, familiare, della comunità locale, non possono essere efficacemente perseguiti solo da politiche e interventi sociali, così come gli obiettivi di salute non possono essere conseguiti solo da politiche e interventi sanitari. Una politica per le famiglie non è settoriale ma è data dalla convergenza della politica fiscale, del lavoro, dell'istruzione, della salute, della casa, dei servizi sociali, delle pari opportunità. Solo un mix di strumenti, infatti, (fatto di servizi alle persone, interventi e agevolazioni fiscali, trasferimenti monetari, insieme alla buona occupazione, in particolare femminile, e alla conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e familiare) può garantire un reale sostegno alle responsabilità familiari.

Incrementare e orientare meglio la spesa sociale
L'obiettivo è quello di incrementare e di orientare meglio la spesa, per sostenere politiche più adeguate, e rivedere la sua composizione, per portare, gradualmente, il livello delle risorse disponibili il più vicino possibile alla dimensione dei parametri europei. Il nostro Paese, infatti, deve colmare un forte differenziale rispetto all'Europa, visto che esso ha destinato alla spesa sociale nel 2006 il 26,4 per cento del PIL, contro il 31 per cento di Francia e Germania e il 31,5 per cento della media dei paesi che componevano l'Unione a 15 (dati Eurispes), e tenuto conto che L'Europa dedica alle famiglie l'8,5 per cento della spesa sociale, contro il 4,4 per cento di quella italiana.

La promozione sociale della famiglia
La famiglia, nelle sue diverse articolazioni sociali, deve diventare un riferimento ineludibile di un sistema di sicurezza e di promozione sociale capace di sostenere e di accompagnare le responsabilità familiari, di dare rilevanza ai contesti, alle condizioni economiche e ai carichi di cura, di valorizzare la funzione di relazione tra le persone e tra le persone e la società.

Linee guida
Si possono, dunque, indicare a fondamento degli indirizzi da assumere, alcuni valori e linee guida in cui il legislatore può responsabilmente riconoscersi:
- ritenere fondamentale il ruolo della famiglia per la formazione, il benessere delle persone, la coesione sociale, il dialogo e la solidarietà tra le generazioni;
- dare importanza alla solidità dei legami familiari liberamente scelti, mettendo a disposizione opportunità e risorse perché i contesti culturali e sociali la favoriscano;
- realizzare politiche ed interventi che non discriminino né le persone, né i legami familiari, con misure che promuovano la crescita della responsabilità e della solidarietà;
- riconoscere l'importanza della funzione educativa degli adulti e il ruolo sociale della famiglia, il valore formativo delle relazioni fra le persone;
- riconoscere e rispettare i diritti e le differenze di cui è portatore ciascun componente della famiglia, comprese quelle connesse alle diverse stagioni della vita;
- favorire le pari opportunità tra i sessi;
- stimolare le relazioni familiari e favorire la cooperazione, il mutuo aiuto e l'associarsi delle famiglie per realizzare obiettivi comuni.

Investire sulle responsabilità familiari e genitoriali
In coerenza con queste linee guida, occorrono scelte che promuovano il ruolo attivo delle famiglie nell'ambito delle politiche sociali. (…) Investire sulle responsabilità familiari e genitoriali, e sui diritti delle persone che le compongono, è una condizione fondamentale per
prevenire e contrastare le diseguaglianze e le varie forme di esclusione sociale.

Il sostegno alle madri e la conciliazione lavoro-famiglia
Abbiamo visto, a questo proposito, i dati in costante crescita sulla povertà minorile in Italia. Per contrastare questo fenomeno occorrono forti investimenti nella cura dei bambini, nel sostegno delle loro capacità cognitive nelle prime fasi della vita, nel sistema scolastico e formativo, nel sostegno al lavoro delle madri e nei servizi socio-educativi per i bambini da zero a sei anni di età, nella funzione educativa dei genitori, nella conciliazione fra tempi di lavoro e tempi di vita.

I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza
La promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza costituisce un punto importante per gli indirizzi di una nuova politica della famiglia che non dimentica e che anzi promuove i diritti e le opportunità delle persone a partire da quelle più deboli. A questo proposito appare meritevole di segnalazione l'esigenza di introdurre nel nostro ordinamento la figura del Garante per l'infanzia (90).

La sintesi delle problematiche
L'indagine segnala diverse e corpose criticità, che sono state evidenziate nei capitoli delle pagine precedenti, e che riassumiamo sinteticamente:
- le problematiche relative al reddito delle famiglie e al costo dei figli;
- i limiti di un sistema fiscale non adeguatamente commisurato ai problemi delle famiglie con figli, di quelle monoreddito e dei contribuenti cosiddetti incapienti, cioè di quelli più poveri;
- le carenze e le difficoltà di fruizione della rete dei servizi;
- le difficoltà nelle relazioni intrafamiliari, con particolare riferimento ai problemi di carattere relazionale ed educativo;
- la complessa conciliazione tra vita lavorativa e vita affettiva e familiare e le difficoltà delle donne di accedere al mercato del lavoro;
- i problemi connessi con il costo e la reperibilità delle abitazioni;
- la non autosufficienza e i carichi delle responsabilità di cura sui componenti della famiglia ed, in particolare, sulle donne;
- la povertà ed il disagio economico che colpisce, in particolare, le famiglie con figli, senza o con un solo reddito, residenti prevalentemente nel Mezzogiorno.

La necessità di misure legislative a lungo termine
Dalle linee guida e con riferimento alle criticità evidenziate, può derivare un'agenda concreta di politiche e di misure legislative sulla quale impegnare il Parlamento in questa e nelle prossime legislature e da sostenersi con un graduale ma consistente incremento di risorse finanziarie pubbliche, la sollecitazione di quelle private e la valorizzazione di quelle del privato sociale (Fondazioni bancarie, imprese sociali, associazionismo di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, Patronati, ecc.):

Sostenere il desiderio di maternità e di paternità,
con la rimozione degli ostacoli materiali e culturali che si frappongono alla libera scelta di avere figli, e la estensione alle donne che ancora non ne hanno diritto dei vari istituti riguardanti la tutela della maternità (in particolare per le lavoratrici con contratti atipici e discontinui e quelle del comparto del lavoro domestico e familiare);

Agevolare ed estendere le forme di conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e familiare,
anche per evitare che una parte consistente di donne abbandoni il lavoro dopo la nascita di un figlio e per incentivare gli uomini, che risultano ancora scarsamente coinvolti nel ricorso alle varie opportunità previste dalla legislazione per la cura dei figli piccoli e dei familiari disabili o non autosufficienti (permessi e congedi parentali, astensione temporanea dal lavoro, part-time, ecc.);

Sostenere i genitori nella crescita e nella cura dei figli,
in particolare sul piano dei costi economici, intervenendo con strumenti e agevolazioni fiscali più rapportate alla numerosità della famiglia, con erogazioni monetarie adeguate e continuative, con l'attivazione ed il potenziamento della rete dei servizi, con particolare riferimento ai minori da zero a sei anni;

Assicurare il necessario sostegno ai genitori nell'assolvimento delle funzioni educative,
promuovendo una più stretta collaborazione tra la famiglia, il sistema scolastico e gli altri soggetti deputati alle attività di istruzione e di formazione;

Favorire l'autonomia dei giovani nel costruire propri percorsi di vita e la formazione di nuove famiglie,
attraverso l'incremento dell'occupazione stabile dei giovani, le agevolazioni per l'acquisto della prima casa o per il reperimento di abitazioni in affitto, ovvero l'attivazione di programmi di edilizia pubblica agevolata e/o sovvenzionata;

Assistere le famiglie che vivono conflitti e difficoltà;

Promuovere l'autonomia delle persone disabili e/o non autosufficienti
e sostenere le famiglie con problemi connessi alla presa in carico di tali persone, anche attraverso un consistente potenziamento finanziario del Fondo per la non autosufficienza, per garantire i livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni ed intervenire a sostegno delle spese di cura delle famiglie, dei servizi domiciliari, di territorio, e dei servizi residenziali sanitari ed assistenziali, per favorire, anche attraverso opportuni sgravi fiscali, l'assunzione regolare delle assistenti familiari;

Sostenere l'integrazione delle cittadine, dei cittadini e delle famiglie di immigrati regolari.

Le tipologie familiari che vanno più tutelate
In particolare, nel programmare e organizzare gli interventi, appare opportuno rivolgere una specifica attenzione all'impegno di «cura» e di «sostegno» nei confronti di alcune tipologie familiari e di soggetti la cui situazione, più di altre, si ritiene esposta a maggiori difficoltà:
- famiglie con bambini piccoli;
- famiglie che affrontano problemi psichiatrici, di disabilità, di non autosufficienza, o di dipendenza patologica di particolare gravità, genitori soli con bambini;
- famiglie con tre o più figli;
- giovani che intendono costituire una nuova famiglia;;
- giovani famiglie immigrate;
- famiglie che affrontano cambiamenti di particolare complessità relazionale, quali la separazione coniugale, con particolare riguardo ai casi in cui la separazione è legata a violenze o abusi;
- famiglie o soggetti che versano in condizioni di povertà e di emergenza sociale ed economica, nei cui confronti urgono interventi sul piano abitativo, lavorativo, psicologico e sociale. (…)

Potenziare i servizi sociali
In primo luogo, si palesa la necessità di potenziare, dal punto di vista organizzativo, il sistema dei servizi sociali, in modo che possa fornire risposte tempestive e qualitativamente all'altezza delle questioni trattate. Le carenze dei servizi sociali, denunciate dagli operatori del settore e dal mondo dell'associazionismo, derivano, in molti casi, dalle politiche di contenimento della spesa, dalla soppressione del turn over e dalla riduzione degli organici, dalla scarsa attenzione per la formazione e l'aggiornamento professionale (…).

Potenziare i benefici fiscali e i servizi
Risulta dunque del tutto evidente l'esigenza di potenziare e orientare meglio i flussi della spesa pubblica per il sistema di welfare e implementare gli altri interventi a favore della famiglia, anche potenziando gli strumenti di sostegno del reddito e dei carichi familiari (assegni familiari, benefici fiscali, con particolare riferimento alle famiglie numerose) e la rete dei servizi sul territorio (…).

Incentivare la formazione di nuove famiglie
Inoltre, al fine più specifico di incentivare la formazione di nuove famiglie vanno adottate misure per ridurre in modo consistente la precarietà dei rapporti di lavoro, diffusa soprattutto tra i giovani e nelle aree del mezzogiorno, nonché per risolvere il disagio abitativo soprattutto per le giovani coppie.

Tutelare le famiglie numerose
È stata segnalata, inoltre l'urgenza di una nuova configurazione degli indicatori assunti a parametro dell'ISEE che, per come è attualmente costruito, penalizza spesso le famiglie più numerose, nonché l'esigenza della riduzione e della ridefinizione dell'imposta comunale sugli immobili, di quella sui rifiuti, e delle tariffe dei consumi di elettricità, di acqua, di gas, nel senso di graduarne l'importo in relazione alla consistenza del nucleo familiare. Va inoltre presa in considerazione la proposta di aggiornare il sistema della rilevazione dei prezzi, non solo per ricercare una migliore interpretazione del paniere (e quindi dell'andamento dell'inflazione), ma soprattutto per costituire nuovi panieri strutturati per aree geografiche e per classi sociali (92). Specifiche misure vanno poi adottate per affrontare il problema del sovraindebitamento delle famiglie (…).

Il sistema sanitario
Per quanto attiene, poi, al sistema sanitario appare urgente dedicare una specifica attenzione alla questione dell'accesso alle prestazioni (peraltro caratterizzata da tempi di attesa molto lunghi, soprattutto per la diagnostica strumentale e specialistica e gli interventi chirurgici) e della semplificazione dei percorsi assistenziali allo scopo di promuovere la presa in carico effettiva del paziente.

L’assistenza domiciliare
Occorrerebbe inoltre operare per garantire un livello adeguato di assistenza a domicilio per alcune patologie tra le quali si segnalano quelle oncologiche, nonché quelle croniche, rare e psichiatriche. In particolare, per quanto attiene a questo ultimo aspetto, va segnalato che la tutela della salute mentale continua a gravare in modo consistente sulle famiglie con gravosissimi oneri economici e psicologici (93). Più specificamente connessa al tema della maternità, è stata richiamata la necessità di rafforzare la tutela dei diritti della partoriente e del neonato, a partire dal diritto della donna di ricorrere al parto indolore, su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento all'assistenza prima, durante e dopo il parto e alla segretezza dello stesso.

I disabili
Una particolare attenzione va poi riservata al potenziamento degli interventi a favore della non autosufficienza anche valutando l'introduzione di specifici sgravi fiscali per l'assunzione delle assistenti familiari (badanti). In relazione alle fasce di disabilità occorrerebbe poi giungere ad una semplificazione delle procedure di accertamento, al potenziamento dell'assistenza domiciliare e alla realizzazione di centri di soggiorno, nonché ad un maggior coordinamento delle competenze centrali e locali delineate dalla legge n. 104 del 1992. Va riservata infine una considerazione particolare al tema della tutela delle persone maggiorenni divenute non autosufficienti a seguito di traumi o patologie.

L’inserimento sociale degli immigrati
Sussiste infine anche la necessità di affrontare alcune priorità relative alla condizione degli stranieri, tra le quali vanno segnalate l'opportunità di giungere ad una piena tutela dei diritti dei migranti (anche attraverso l'adesione alla Convenzione ONU del 1990 e gli opportuni adeguamenti del quadro normativo in materia di cittadinanza), di favorirne il ricongiungimento familiare, di consentirne l'inserimento sociale, lavorativo e scolastico, di adottare particolari misure per fronteggiare il disagio abitativo.

La prevenzione dell’aborto
Al fine di ridurre, inoltre, la tendenza crescente delle donne immigrate a ricorrere alla interruzione volontaria di gravidanza, appare prioritaria l'esigenza di operare un rafforzamento dei consultori e degli altri strumenti di prevenzione, informazione e di sostegno alle donne medesime.


Note
(89) Cfr. CGIL, CISL e UIL, audizione del 27 settembre 2006.
(90) Cfr. le segnalazioni degli organi giurisdizionali che operano nel campo del diritto minorile e di famiglia, audizione del 7 marzo 2007.
(91) Cfr. Associazioni disabili, Fish, audizione del 29 novembre 2007.
(92) Cfr., tra gli altri, Adiconsum, audizione del 14 dicembre 2006.
(93) Cfr. Cittadinzattiva - Tribunale per i diritti del malato, Relazione PiT salute 2004-2005, depositata nel corso dell'audizione del 14 dicembre 2006.