È Natale

di Alessandro Cristofari, 20 dicembre 2011

Gesù è nato veramente il 25 dicembre? Perché si fa il Presepe? L’albero di Natale e Babbo Natale c'entrano qualcosa con il cristianesimo? Ecco la storia dei simboli che ci ricordano la nascita di Cristo che, stando agli studiosi, sembra proprio avvenuta il 25 dicembre di duemila anni fa.

Vittorio Messori in un articolo di qualche tempo fa, riportava gli studi di un uno storico dell’Università di Gerusalemme che sostiene, in base ai documenti di Qumran, che Gesù sia nato proprio il 25 dicembre. Fino a poco tempo fa, spiega Messori, si riteneva che questa data fosse una scelta pastorale per sostituire la festa pagana del Sol invictus con la nascita del Cristo. Oggi ci sono molti elementi che fanno pensare a una corretta collocazione del Natale proprio il 25 dicembre.

Tommaso Federici, professore emerito di teologia biblica in un articolo sulla rivista 30 Giorni, fa il punto su indizi e scoperte che confermano la storicità della data del Natale. Il punto di partenza sono i dati forniti dal vangelo di Luca (Lc 2, 1-2) che presenta in parallelo le nascite di Giovanni Battista e quella di Gesù. Luca ci informa che l'Annunciazione della nascita di Gesù a Maria avvenne quando sua cugina Elisabetta (madre di Giovanni Battista) era al sesto mese di gravidanza; tanto che Maria in fretta si reca dalla parente per assisterla nel parto. Gesù nasce dopo nove mesi dall’annuncio a Maria.

Ecco allora il calendario degli eventi, partendo dal Natale: 25 dicembre nascita di Cristo. 25 marzo, nove mesi prima, l’annunciazione; 24 giugno nascita di san Giovanni Battista, 24 settembre dell’anno precedente annunciazione dell’angelo a Zaccaria. 

Il Presepe

Tutto ebbe inizio quando san Francesco d'Assisi nel 1223 decise di celebrare il Natale all'eremo di Greccio dove espresse il desiderio di vedere con gli "occhi del corpo" come il bambino Gesù fu adagiato in una mangiatoia. Stabilì che si celebrasse la Messa posizionando un altare sopra una mangiatoia e che ai due lati fossero condotti un asino e un bue come nella stalla di Betlemme, secondo la tradizione dei vangeli apocrifi. Più tardi tale avvenimento ispirò la rappresentazione della Natività mediante immagini o statue, ossia il presepe in senso moderno.

Il presepe si diffuse quando Francesco nel 1228 fu canonizzato da papa Gregorio IX. L'avvenimento del Natale di Greccio fu conosciuto da molte persone che desiderarono raffigurarlo, inziando a fare il presepe. In questo modo divenne patrimonio della cultura e fede popolare. Per approfondire vedi l’intervista di Zenit a Padre Pietro Messa della scuola superiore di Studi Francescani.

L’Albero

Fu San Bonifacio - vescovo e martire, iniziatore dell’evangelizzazione delle popolazioni pagane in Germania – che nel 724 ebbe l’idea di addobbare un abete appoggiando delle candele accese sui suoi rami.

Pietro Barbini in un suo articolo sull’Ottimista spiega che il Santo, nel periodo dell’Avvento, si trovò a fermare un sacrificio umano, una consuetudine in uso alle popolazione pagane dell’epoca. Tradizione voleva che i sacrifici avvenissero sotto una quercia, che la popolazione venerava in quanto credeva possedesse lo spirito della loro divinità. San Bonifacio, fermato il sacrificio, abbatté con un’ascia la quercia. Dopodiché catechizzò la popolazione riassumendo la vita e le opere di Gesù, dalla nascita alla resurrezione, annunciando la venuta di Cristo. Dietro la grande quercia abbattuta c’era un Abete e San Bonifacio, finita la sua catechesi, fece disporre sui rami dello stesso, durante tutto il periodo di Natale, delle candele accese a simboleggiare la discesa dello Spirito Santo sulla terra con la venuta del “bambin Gesù”. Da quel giorno in poi la tradizione dell’albero di Natale cominciò a varcare i confini della Germania fino a diventare una consuetudine natalizia globale. 

Con il tempo, poi, ai piedi dell’albero cominciò ad instaurarsi la tradizione di posare alcuni doni. Quella dello scambio di doni è un’ antica tradizione che appartiene non solo alla fede cattolica. I Romani, ad esempio, avevano l’abitudine di scambiarsi regali nei primi giorni del nuovo anno. Per la fede cattolica la novità consiste nel fatto  che il  regalo  è  la  risposta  all’ inestimabile  Dono, quello della incarnazione di Cristo,  che  ogni cristiano  ha ricevuto.

 Babbo Natale

La figura di Babbo Natale deriva dal vescovo San Nicola della città di Myra (in Italia noto come San Nicola di Bari), di cui si racconta che fosse solito fare elargizioni a favore dei poveri.

La tradizione su San Nicola è alla base di una grande festa olandese, quella di Sinterklaas, che a sua volta ha dato origine al nome di Santa Claus. Questo spiega anche l'esistenza di diverse varianti inglesi del nome (Santa Claus, Saint Nicholas, St. Nick).

Gli abiti di Sinterklaas sono simili a quelli di un vescovo; porta una mitra (il copricapo vescovile) rossa con una croce dorata, e si appoggia ad un pastorale. Il richiamo al vescovo di Mira è ancora evidente. Sinterklaas ha un cavallo bianco con il quale vola sui tetti; i suoi aiutanti scendono nei comignoli per lasciare i doni (in alcuni casi nelle scarpe dei bambini, lasciate vicino al caminetto).

Sembra che l'aspetto moderno di Babbo Natale/Santa Claus ha assunto la forma definitiva con la pubblicazione della poesia Una visita di San Nicola. L'autore del racconto è tradizionalmente ritenuto Clement Clarke Moore, anche se l'attribuzione è controversa. Santa Claus vi viene descritto come un signore un po' tarchiato con otto renne. 

Per approfondire la storia di Babbo Natale, visita la pagina di Cathopedia.

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