Vaccini: effetti collaterali, Codacons, e molte bugie

di Priscilla Muro, 13 dicembre 2017

Dopo l’esposto presentato dal Codacons alla Procura di Catania intitolato “Vaccini contaminati e morti sospette”, il Ministero della Salute ha querelato l’associazione per procurato allarme e l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha smentito la veridicità dei dati riportati all’interno del documento. Vediamo di analizzare la ricerca in questione più da vicino.

La denuncia presentata dall’associazione per la tutela dei consumatori e da Covasi-Sicilia, cita i risultati di uno “studio indipendente” dal titolo "New Quality-Control Investigations on Vaccines: MicroandNanocontamination”. Il documento, redatto dal bioingegnere Antonietta Gatti e  da Stefano Montanari, laureato in Farmacia, parla della scoperta di presunte particelle contaminanti nei vaccini. "Poichè non è dato sapere con certezza quali effetti sull’organismo umano possano avere queste particelle inquinanti", si legge nel testo, il Codacons "chiede alla Procura di accertare una possibile correlazione con i decessi avvenuti negli ultimi mesi". In particolare, nel documento si fa riferimento al numero dei bambini morti (13) negli ultimi tre mesi sul territorio nazionale. L’AIFA ha però puntualizzato che questi 13 casi di mortalità infantile non riguardano l’Italia ma tutto il mondo. Inoltre, non c’è  nessuna prova che provi la correlazione tra questi decessi e le vaccinazioni. Ma sia che si tratti di dati relativi all'Italia o al mondo, il problema è a monte: lo studio citato dal Codacons non è attendibile dal punto di vista scientifico. 

Per dire cose esatte, non basta dirle in inglese

Certo, analizzare la validità di una ricerca è compito degli esperti di settore: attraverso una serie di procedimenti standardizzati come la peer review  è infatti la stessa comunità scientifica a conferire valore e quindi affidabilità al documento in questione, con l'aiuto di revisori specializzati. Questo processo è ovviamente monitorato da apposite strutture, come il COPE (Committee on Publication Ethics). Le domande che si pongono gli scienziati (ma che ci dovremmo porre anche noi) sono: chi sono gli autori dello studio? Il metodo d’analisi seguito è chiaramente descritto e si può considerare scientifico?  Qual è la reputazione della rivista su cui è stato pubblicata la ricerca? E quanti articoli della stessa rivista sono stati citati nell'arco dei due anni precedenti (impact factor)?  Come è facile intuire, soprattutto nell’era di internet, per risultare affidabili essere citati non basta. Bisogna anche capire da chi e in che termini. Fatte queste promesse, veniamo al caso in questione.

L’editore. L’editore dello studio di Gatti e Montanari si chiama Medcrave e compare in una lista di "predatory publishers”, ossia di quelle riviste scientifiche che pubblicano ricerche a pagamento  senza dilungarsi troppo in controlli accurati. La stessa rivista compare anche in un editoriale della rivista medica BMJ relativa al fenomeno dello spam.

La rivista. La rivista su cui lo studio di Gatti e Montanari è stato pubblicato si chiama invece “International Journal of Vaccine and Vaccination”, da non confondere con il "Journal of Vaccines and Vaccination”. 

La prima testata non risulta avere nessun impact factor e non compare su PubMed, motore di ricerca gratuito e banca dati internazionale per gli studi scientifici.  

Gli autori e il contenuto. Nel curriculum di Antonietta Gatti non troviamo nessuna competenza che riguardi la tossicologia o l'immunologia. Inoltre, sono state trovate numerose incongruenze anche nelle sue precedenti pubblicazioni, molte delle quali redatte insieme a Stefano Montanari.

Anche il metodo con cui lo studio è stato condotto è stato messo in dubbio ma per trovare inesattezze basterebbe fermarsi alla bibliografia. Nell’introduzione del documento si legge testualmente: "For instance, the diphtheria-tetanus-pertussis (DTaP) vaccine was linked to cases of sudden infant death syndrome (SIDS) [3]; measles-mumps-rubella vaccine with autism [4,5]; multiple immunizations with immune disorders [6]; hepatitis B vaccines with multiple sclerosis, etc”.  I numeri tra parentesi si riferiscono ovviamente alle note e dovrebbero quindi servire al lettore per sapere le fonti delle informazioni date dagli autori.

In questo caso, le informazioni si riferiscono alla correlazione tra il vaccino trivalente o MMR (parotite, morbillo e rosolia) e l’autismo (nota 4 e nota 5). Peccato che la pubblicazione citata in nota sia in realtà uno studio che smentisce tale ipotesi. Ed infatti, il titolo è il seguente: "Autism and measles, mumps, and rubella vaccine: no epidemiological evidence for a causal association”. 

La falsa correlazione tra vaccini e autismo è stata anche oggetto di quella che è stata considerata da molti come la più grande fake news scientifica dell’ultimo secolo (1998). 

Per avere un’informazione più accurata e per avvicinarsi in modo consapevole alla vaccinazione senza cadere in pericolosi allarmismi, ecco uno schema con i possibili rischi correlati alla vaccinazioneL'elenco, che riportiamo di seguito, si può consultare su un sito di un'associazione patrocinata dal Ministero della Salute e confronta i rischi dovuti a ciascuna malattia con quelli del vaccino corrispondente. 

Molti dei “miti” sui vaccini riportati dal Ministero della Salute sono stati  smontati anche attraverso un’apposita campagna promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell'aprile del 2017.

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