COMUNICAZIONE

di Giovanni Tridente, 6 giugno 2013

Dopo quasi tre mesi di pontificato, è ormai un fatto conclamato che Papa Francesco possieda delle ottime qualità comunicative, sia per la capacità di trasmettere in maniera chiara, concisa e penetrante la Parola di Dio e il Magistero della Chiesa, sia per i gesti genuini che compie quando si rapporta con le folle di fedeli in Piazza San Pietro o con ogni singola persona che riceve in occasione di udienze programmate.

Uno stile sobrio, totalmente personale, evidentemente nuovo rispetto a qualunque altro - e per questo da non mettere a comparazione. Tuttavia non si può prescindere, questo sì, da una sua valutazione seppur sommaria, come hanno cercato di fare nelle scorse settimane diversi commentatori.

A pochi giorni dall’inizio del pontificato, Michele Brambilla intervista...

in COMUNICAZIONE Chi è Papa Francesco
Documentazione.info, 13 settembre 2012

In Italia quasi la metà dei contenuti online sul Papa (48,74%) ha un tono negativo e un impatto lesivo; solo il 7% è positivo ma generalmente tiepido, poco entusiasta; il resto ha valore neutro. Sono i risultati di una ricerca di Reputation Manager, pubblicata da Espansione e ripresa da Andrea Tornielli su Vatican Insider.

 La ricerca ha messo a confronto le identità digitali di Papa Ratzinger e del Dalai Lama, tenendo conto di tre parametri: immagine personale, vita religiosa e comunicazione.

Il Dalai Lama è più popolare...

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di Franco Olearo, 1 marzo 2012

È molto bello constatare come in tempi recenti soro arrivati nelle sale film estremamente sereni e positivi sul tema delle disabilità gravi: il merito, fino a questo momento, è della filmografia francese. Ancora più piacevole è scoprire come l’ultimo film in ordine di tempo: Intouchables (titolo in italiano: Quasi Amici) sia stato campione di incassi in Francia e anche in Italia sta ricevendo un ottimo apprezzamento.

Quasi amici ci parla dell’incontro fra un ricco parigino paraplegico e il suo badante di colore, disoccupato e con la fedina penale non molto pulita (il film è ispirato a una storia vera). Il racconto scivola via leggero e divertente  ma i messaggi che ci...

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di Alessandro Cristofari, 1 marzo 2012

«È altamente improbabile che mio figlio possa imbattersi in una situazione spiacevole su Internet». Otto genitori italiani su dieci (e qualcosa di più, l’82% rispetto a una media comunitaria di circa il 70%) lo hanno dichiarato ai ricercatori del progetto Eu Kids Online.

Sembrerebbe che i genitori non siano al corrente dei rischi che possono incontrarare i loro figli sul web. Ma i dati parlano chiaro: l’indagine, uscita qualche tempo fa, finanziata dall’Unione europea e coordinata dalla London School of Economics and Political Science, ha fotografato il rapporto con Internet di oltre 25 mila ragazzi (e loro genitori) di 25 Paesi Ue....

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Ansa, 22 novembre 2005
La Tv 'cattiva maestra' per eccellenza. Passare tante ore davanti alla televisione condiziona infatti in peggio tutti i comportamenti degli adolescenti: da quelli alimentari (i giovani tv-dipendenti consumano più alcol, snack e fuoripasto) a quelli sociali (hanno minore fiducia negli adulti e considerano fondamentali status-symbol come gli abiti alla moda).

 E' l'identikit tracciato dall'Indagine 2005 sulle abitudini e i comportamenti degli adolescenti, realizzata dalla Società Italiana di Pediatria (Sip) su un campione nazionale di 1260 studenti delle scuole medie inferiori di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. Il primo dato riguarda proprio il consumo televisivo: Continua ad aumentare, con un trend che sembra inarrestabile. A guardare la Tv più di tre ore al giorno è infatti...

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Avvenire, 21 ottobre 2006
Troppi bimbi lasciati soli in rete. È quanto emerge da un'indagine Swg, la prima a livello nazionale, sull'uso della rete da parte dei minori. Dall'indagine, condotta su un campione di 5mila genitori e docenti, emerge che il 40% dei genitori non si preoccupa dei rischi del web, nonostante quasi tutti navighino abitualmente su internet, e che un bimbo su quattro naviga senza controlli.
Nel 25 per cento dei casi il computer è nella stanza dei ragazzi e il 28 per cento delle famiglie non ha caricato sul pc software di “parental control” per bloccare l’accesso a siti inadatti ai ragazzi.
Ma i bimbi navigano eccome: il 43 per cento tutti i giorni, il 25 per cento due o tre volte la settimana, per cercare informazioni, scambiare mail, scaricare...
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documentazione.info
Offriamo alcuni consigli su come scrivere lettere ai giornali per essere pubblicati. Tali lettere, anche se non pubblicate, vengono prese in considerazione ed evidenziano comunque un punto di vista rappresentivo dell'opinione pubblica. Sicuramente il materiale offerto da documentazione.info potrà stimolarti ad intervenire in diverse occasioni.

RISPETTOSA
Anche se chi scrive è indignato, le persone a cui si rivolge sono indaffarate, probabilmente non direttamente responsabili dell’opinione in discussione, stanno esercitando il loro lavoro professionale, e così via… Non va messo il direttore in condizione di dover...
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The Economist, 3 marzo 2007
Gli elementi erotici distraggono lo spettatore dal prodotto
Sexual allure is often hinted as being the prize for buying this or that. Yet advertising wares during commercial breaks in programmes with an erotic theme can be tricky: the minds of viewers tend to be preoccupied with what they have just seen and the advertisement is ignored. New research now suggests that even if the commercial is made sexually enticing, people still fail to remember it.

Una ricerca per stabilire se la pubblicità erotica funziona veramente
Professor Adrian Furnham [UCL Psychology] devised an experiment to test three ideas. The first was to confirm that men and women alike...
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Repubblica.it, 28 ottobre 2007
MILANO - Guardare la televisione provoca ansia: lo sostiene uno studio promosso da Meta Comunicazione e realizzato in collaborazione con un pool di 60 psicologi e psicoterapeuti. Sotto accusa toni concitati, annunciatori che sembrano lanciare allarmi bomba, termini super allarmistici. Lo studio ha analizzato, per un periodo di 4 settimane, i contenuti, i toni e il lessico utilizzato in diverse tipologie di trasmissioni.

La scelta dei temi
Il primo degli elementi sotto accusa è costituito dai temi trattati, che rappresentano la causa più evidente dell'ansia e dello stress che sempre di più si associano al piccolo schermo, come sottolinea il 63% degli intervistati. Scandali, efferati delitti,...
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Il Messaggero.it 24 luglio 2007
Roma - «Alla pervasività della televisione non corrisponde la sua qualità, ch’è andata sempre più scadendo». Il presidente dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), Corrado Calabrò, nella relazione al Parlamento, denuncia il basso livello della tv italiana.

Lo scadimento dei programmi trasmessi sulle televisioni italiane, dice Calabrò nella relazione è dovuto al «presupposto - falso se guardiamo al di là dell’effimero - che quanto più si abbassa il livello di una trasmissione tanto più sia allarga il target dei telespettatori: ed è all’audience, e all’audience soltanto che guardano i pubblicitari (e i bambini se ne stanno per ore sul divano a guardare la televisione bevendo bibite dolci e sgranocchiando merendine, patate,...
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