Papa Francesco, eutanasia e fine vita

di Priscilla Muro, 18 novembre 2017

Le parole di papa Francesco sul fine vita segnano una svolta epocale per la Chiesa? In realtà le affermazioni di papa Francesco su eutanasia e accanimento terapeutico non comportano alcuna novità per quanto riguarda gli insegnamenti della Chiesa su questi temi. Così come era successo ad agosto per lo Ius Soli, molti quotidiani hanno voluto attribuire significati storici distanti dalla realtà di ciò che è stato detto dal Papa.

Mentre i titoli delle edizioni online riportano precisamente le parole del Papa (laddove citate), i catenacci si lanciano in interpetazioni. In quello de Il manifesto si legge: “Sul fine vita il papa detta la nuova linea del Vaticano e manda in tilt i cattolici pro-life”. Ma papa Francesco nel testo cita direttamente il Catechismo della Chiesa Cattolica: «Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità».

Papa Francesco è a favore dell'eutanasia?

No. Papa Francesco non si è schierato in favore dell'eutanasia. Ha ripreso un discorso già avviato dai suoi predecessori. Nel 1957 in occasione del IX Congresso nazionale della Società Italiana di AnestesiologiaPio XII rispose a tre quesiti sollevati da alcuni medici che riguardavano gli obblighi medici e morali della pratica dell’anestesia, in particolare sui moribondi: il Papa sottolineò l’importanza delle cure e delle attenzioni rivolte al paziente dal proprio medico, chiamato a “unire alla perfetta conoscenza delle tecniche della sua arte grandi doti di simpatia, di comprensione, di dedizione”. Questo, “non solo allo scopo di favorire tutte le disposizioni psicologiche utili alle buone condizioni della malato, ma anche per un sentimento di vera e profonda carità umana e cristiana”. Di conseguenza “la Chiesa lascia capire che non bisogna, senza ragioni gravi, privare il moribondo della coscienza di sé. Quando ciò fa la natura, gli uomini devono accettarlo; ma non lo faranno di propria iniziativa, se non avranno per questo seri motivi” affermava ancora Pio XII.

La chiesa è a favore dell'eutanasia?
Nel 1980 la Congregazione per la Dottrina della Fede in “Iura et bona” e nel 1995 Giovanni Paolo II nella “Evangelium Vitae” ribadiscono questo stesso concetto. Nel 2008 anche Benedetto XVI aveva affermato l’importanza di quell ”alleanza terapeutica” tra medico e paziente che mira “soprattutto a sostenere, pur nel rispetto della verità dei fatti, la speranza, elemento essenziale del contesto terapeutico”. 

Oltre alle parole dei pontefici e della Congregazione per la Dottrina della Fede è possibile leggere direttamente sul Catechismo della Chiesa Cattolica al punto 2278:

L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all`accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire”.

Ecco a cosa si riferisce papa Francesco quando afferma che “non c’è obbligo di impiegare sempre tutti i mezzi terapeutici disponibili” e che, “in casi ben determinati, è lecito astenersene”.

Molti hanno visto nelle  affermazioni di papa Francesco un segnale di apertura verso la legge sul testamento biologico, ferma in Senato da sei mesi. Anche in questo caso si dimentica che il messaggio è rivolto a tutto il mondo  e in particolare al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e ai partecipanti al meeting della World Medical Association.