Natalità: l'allarme dei demografi

di Bruno Mastroianni, 7 gennaio 2016

Il 2015 si è chiuso con dati preoccupanti che provengono dall’ISTAT: aumentano i decessi (si parla di 68mila morti in più) e continua a scendere la natalità (la stima è che si vada sotto i 500mila bambini all’anno). Se le rilevazioni definitive confermassero le proiezioni, nel 2015 si avrebbero quasi 150mila italiani in meno. 

Sul tema sono intervenuti alcuni esperti analizzando la situazione. Il Prof. Gian Carlo Blangiardo docente di statistica alla Bicocca ha fatto notare che, al saldo naturale negativo (differenza tra nascite e morti), non risponderanno nemmeno i movimenti migratori che nel nostro Paese sono molto calati assestandosi sulle 20-30mila unità. Bisogna risalire al 1917-18 per trovare una situazione simile di saldo naturale negativo, quando gli effetti della I Guerra Mondiale si unirono all’epidemia di “spagnola”.

Sempre meno italiani dunque ma qual è la ragione? Alessandro Rosina, demografo dell’Univesità Cattolica ha spiegato che il numero di decessi aumenta anche perché la popolazione invecchia: la probabilità di morte è diminuita ma sono più che raddoppiate le persone che arrivano ad 80 anni. E l’invecchiamento è dovuto fondamentalmente alla denatalità, come ha sottolineato in un altro articolo: il numero delle nascite in Italia ha raggiunto nel 2013 i valori più bassi di sempre dall’Unità d’Italia e il calo è proseguito nel 2014; i dati parziali del 2015 dicono che si scenderà ancora a meno di 500 mila nascite e più di 650 mila decessi. Da notare: dal 2007 nel nostro paese il saldo naturale è sistematicamente negativo.

Una denatalità dovuta a diversi fattori ad esempio il calo dei matrimoni che riguarda tutti i paesi europei. A questo proposito è intervenuto lo statistico Roberto Volpi evidenziando come in Italia l’età media delle donne che si sposano (32,8 anni) ha ormai superato l’età media delle donne che fanno un figlio (31,5 anni). Un dato che conferma che i figli si fanno sempre più fuori dal matrimonio, ma anche che il matrimonio diventa sempre più sconveniente sia per fattori culturali che per i costi economici. Le donne in un certo senso corrono ai ripari: seppur pronte a rinunciare o a rimandare il matrimonio, lo sono meno per quanto riguarda la possibilità di diventare madri. 

I record demografici negativi del 2015 per l’Italia si inseriscono nelle proiezioni dell’invecchiamento europeo che vedono nel 2030  un pensionato ogni due lavoratori (con effetti disastrosi sul sistema economico).

Ma c’è una speranza. Coma abbiamo già evidenziato i dati dicono che il 94% dei giovani italiani desidera formare un famiglia, si tratta solo di iniziare a rimuovere gli ostacoli - spesso economici - che frenano questo desiderio. 

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