I giovani italiani cercano lavoro all'estero

di Filippo Passantino, 17 maggio 2017
Sempre più giovani italiani progettano il loro futuro all’estero, dopo essersi laureati in Italia. Lo rivela il rapporto Almalaurea 2017, una rilevazione effettuata su 71 università italiane e su oltre 270 mila laureati. Dalle intenzioni ai fatti, il numero si riduce. Solo il 10,6 per cento degli intervistati, durante gli studi, ha fatto un'esperienza all'estero. È comunque il 3% in più rispetto al 2006.

 

Quanti sono i giovani pronti a lasciare l’Italia?
Il numero dei giovani laureati pronti a partire, oggi, è pari al 49% degli intervistati, cioè quasi 134 mila. Un dato nettamente superiore al 2006, quando era il 38%. Un laureato su tre non ha problemi a trasferirsi in un altro continente, uno su quattro accetta spostamenti frequenti. Il 52% si dice disponibile a trasferire anche la residenza. Numeri che segnalano una grande volontà dei giovani italiani di cercare lavoro all’estero, perché credono che in Italia non ci siano prospettive all’altezza delle loro aspettative. Solo il 3 per cento dei laureati, che hanno partecipato alla rilevazione, è indisponibile a qualsiasi tipo di trasferta.

Quanti italiani lavorano già all’estero?
A cinque anni dalla laurea lavora all'estero il 7 per cento dei laureati italiani in possesso di una laurea magistrale, un dato in lieve crescita nell’ultimo triennio. Un elemento caratterizza questi giovani: chi decide di spostarsi fuori per motivi lavorativi, in genere, ha avuto voti agli esami migliori e studi più regolari. Tra loro, oltre l'80 per cento degli occupati all'estero lavora in Europa: il 19 nel Regno Unito, il 12 in Svizzera e in Germania, il 10 in Francia, il 6 in Spagna. Le retribuzioni medie percepite sono superiori a quelle dei lavoratori con lo stesso titolo di studio rimasti in Italia: chi è in possesso di una laurea magistrale ed è emigrato guadagna, a cinque anni dalla fine studi, 2.202 euro mensili netti, il 64% in più rispetto ai 1.344 euro dei colleghi rimasti a casa.