Quanto guadagna un sacerdote? Tutti i numeri e i criteri

di Gianluigi Marsibilio, 8 marzo 2016

Lo scorso anno fece scalpore la decisione dei parroci della diocesi di Bergamo di devolvere i propri stipendi ai disoccupati del territorio. Ogni volta che sentiamo queste notizie di cronaca ci poniamo delle domande sugli stipendi dei sacerdoti, cercheremo quindi di spiegare quanti soldi guadagna un parroco e i criteri di distribuzione dello stipendio del clero italiano.

Quanto guadanga un sacerdote?

Ad occuparsi della remunerazione del clero è un istituto apposito, l' ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero), questo organo è direttamente connesso alla Conferenza Episcopale Italiana. In media, secondo i dati dell'ICSC, il compenso di un prete si aggira sui 1000 euro lordi, con un minimo di 988 euro e un massimo di poco superiore ai 1800, sempre lordi e per 12 mensilità. 

Come viene stabilito lo stipendio di un sacerdote?

Questa somma è coperta in parte dalle parrocchie (nella nostra diocesi esse contribuiscono con 0,0723 € per ogni abitante componente le rispettive comunità), in parte da altri redditi del sacerdote (soprattutto nel caso di insegnamento), il restante è garantito dal sistema del Sostentamento del Clero, il quale a sua volta recepisce le risorse, come già detto, dalle offerte libere, dagli Istituti diocesani per il Sostentamento del Clero e dai fondi dell’8 per mille.

Per stabilire la cifra esatta di quanto guadagnano i preti si utilizzano dei criteri legati ad un punteggio, ogni punto ha un valore e viene dato ad un sacerdote in base ai servizi che svolge. Ogni anno la CEI stabilisce il valore del singolo punto, ad oggi è di 12,36 euro. Un neo-sacerdote, ad esempio, parte con un punteggio di 80, quindi percepirà 988 euro.

Annulmente i sacerdoti sono chiamati a presentare un modulo ( P01) all'ICSC, dove sono indicate mansioni e servizi nella diocesi, l'istituto provvede al calcolo e controllo del punteggio, effettuando anche decurtazioni per imposte e contributi pensionistici al Fondo Clero istituito presso l’INPS, e alla fine manda i soldi al sacerdote. 

Il sacerdote impegnato in attività come l'insegnamento della religione nella scuola pubblica, non ha un doppio stipendio, ma va a percepire dall'ICSC solo il denaro che manca per raggiungere il tetto stabilito dai punti accumulati. Se ne guadagna più di quanto il suo punteggio prevede non ottiene alcun contributo. Se lo supera la quota che gli spetta l’ICSC funge da sostituto di imposta, e il sacerdote dovrà quindi versare la relativa somma maturata.

Le pensioni dei sacerdoti sono calcolate in base al contributo pensionistico rilasciato al fondo del Clero istituito all’Inps.

Quanto guadagnano i vescovi e il Papa?

Per i vescovi i conti sono fatti sempre in base ai punteggi, con una remunerazione che può toccare al massimo i 3000 euro lordi.

Cifre che spingono a chiedersi quanto guadagnano i Papi. "Per Joseph Ratzinger – si legge in un articolo di Franca Giansoldati – si stabilì una rendita di 2.500 euro, poco più di uno stipendio di un funzionario. Cifra che, volendo, può essere integrata dai diritti dei tanti libri che ha pubblicato come teologo e che ha alimentato pure una fondazione che sostiene gli studi teologici. Francesco, invece, non riceve nessuno stipendio. Ma ha la facoltà di attingere liberamente  all'Obolo di San Pietro, un fondo istituito presso lo Ior che raccoglie le donazioni in arrivo nella data del 29 giugno, solennità di San Pietro e Paolo, con lo scopo di sponsorizzare tutti i progetti benefici a lui più cari (circa 65 milioni di dollari nel 2012)".

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