
La data della scoperta dell’America è fissata nella storia al 1492, ma è ormai dimostrato che alcuni popoli fossero già arrivati dall'Europa nelle terre oltre l’Oceano prima di Cristoforo Colombo. Una nuova prova di questi viaggi in America prima della sua “scoperta” è stata riportata nello studio “Marckalada: The First Mention of America in the Mediterranean Area (c. 1340)”, pubblicato sulla rivistia Terrae Incognitae da Paolo Chiesa, professore di Letteratura Latina Medievale e Umanistica presso l’Università degli Studi di Milano.
La Cronica universalis scritta dal frate domenicano milanese Galvano Fiamma (probabilmente nato 1283 e morto nel 1344) ha al suo interno un riferimento sorprendente a una terra que dicitur Marckalada, che sarebbe situata a ovest della Groenlandia.
Questa terra sarebbe riconoscibile come la Markland riportata dalle fonti islandesi e identificata dai ricercatori come parte della costa Atlantica dell’America del Nord.
Il riferimento scritto da Galvano, secondo gli autori dello studio, probabilmente è frutto di un resoconto orale ascoltato dal frate domenicano a Genova, 150 anni prima della scoperta dell’America.
«I marinai che percorrono i mari della Danimarca e della Norvegia dicono che oltre la Norvegia, verso settentrione, si trova l’Islanda. Più oltre c’è un’isola detta Groenlandia. E ancora oltre, verso occidente, c’è una terra chiamata Marckalada. Gli abitanti del posto sono dei giganti: lì si trovano edifici di pietre così grosse che nessun uomo sarebbe in grado di metterle in posa, se non grandissimi giganti. Lì crescono alberi verdi e vivono moltissimi animali e uccelli. Però non c’è mai stato nessun marinaio che sia riuscito a sapere con certezza notizie su questa terra e sulle sue caratteristiche».
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