Cosa votano i cattolici

di Tommaso Cardinale, 2 marzo 2018
Quella sul voto dei cattolici è una questione sulla quale a ogni tornata elettorale si discute con toni più o meno accesi. I cattolici devono votare solamente partiti di centro?  I leader cattolici sono automaticamente preferibili dai cattolici? E se il leader politico vive in contrasto con gli insegnamenti cristiani ma li difende?
 
Solitamente per districarsi in questo impasse si ricorre al celebre versetto evangelico contenuto in Matteo 22,21: "Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio".
 
Ma questo versetto spiega soprattutto che nel cristianesimo cattolico deve rispettare le leggi dello stato e quelle di Dio, ma non si capisce cosa votano o dovrebbero votare i cattolici. Anche perché quando fu pronunciato non si votava.
Esite un voto cattolico?
 
Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa racchiude e mette a sistema il pensiero della chiesa cattolica per quello che riguarda l'applicazione del messaggio evangelico nella vita politica e sociale dei fedeli cattolici. Qui non è possibile trovare la risposta alla domanda su cosa votano i cattolici, ma alcune osservazioni utili:
"Le istanze della fede cristiana difficilmente sono rintracciabili in un'unica collocazione politica: pretendere che un partito o uno schieramento politico corrispondano completamente alle esigenze della fede e della vita cristiana ingenera equivoci pericolosi. Il cristiano non può trovare un partito pienamente rispondente alle esigenze etiche che nascono dalla fede e dall'appartenenza alla Chiesa: la sua adesione a uno schieramento politico non sarà mai ideologica, ma sempre critica, affinché il partito e il suo progetto politico siano stimolati a realizzare forme sempre più attente a ottenere il vero bene comune, ivi compreso il fine spirituale dell'uomo" (punto 573)
Per stessa ammissione della chiesa cattolica, non esiste un partito che si adatta perfettamente alle istanze etiche cristiane. Più che un'indicazione di voto cattolico, in questo punto della DSC viene fornita un'indicazione di approccio politico: un'adesione che deve essere sempre critica e mai ideologica.
 
Cosa non votano i cattolici
 
Ma allora cosa devono votare i cattolici per rimanere in accordo con la loro fede e le indicazioni della Chiesa? Nell'Octogesima Adveniens di Paolo VI, un documento redatto nell'ottantesimo anniversario della pubblicazione della Rerum Novarum, si trova scritto cosa i cattolici non possono votare:
 
"Così il cristiano che vuol vivere la sua fede in un'azione politica intesa come servizio, non può, senza contraddirsi, dare la propria adesione a sistemi ideologici che si oppongono radicalmente o su punti sostanziali alla sua fede e alla sua concezione dell'uomo: né all'ideologia marxista, al suo materialismo ateo, alla sua dialettica di violenza e al modo con cui essa riassorbe la libertà individuale nella collettività, negando insieme ogni trascendenza all'uomo e alla sua storia, personale e collettiva; né all'ideologia liberale che ritiene di esaltare la libertà individuale sottraendola a ogni limite, stimolandola con la ricerca esclusiva dell'interesse e del potere, e considerando la solidarietà sociale come conseguenza più o meno automatica delle iniziative individuali e non già quale scopo e criterio più vasto della validità dell'organizzazione sociale". (punto 26)
 
In questo documento del 1971 marxismo e ideologia liberale sono indicati come sistemi ideologici opposti radicalmente o sostanzialmente alla fede e all'antropologia cristiana. Quindi è corretto dire che secondo gli insegnamenti della chiesa i cattolici non possono votare partiti con idee politiche che si rifanno ai tipi di ideologie descritte da Paolo VI in queste righe.
 
 
I cattolici possono votare partiti differenti?
 
Questo divieto non esclude partiti che si rifanno a versioni differenti della stessa ideologia: potrebbe, per esempio, esistere un partito che si definisce liberale, ma con dei chiari riferimenti antropologici rispettosi dei limiti umani, o di ispirazione marxista, ma con un'idea condivisibile di libertà religiosa. 
 
Il criterio per il voto cattolico è che nel programma o manifesto del partito che si vota non ci siano punti radicalmente opposti alla fede e alla concezione cristiana dell'uomo.
 
Non solo non esiste una norma che indichi cosa i cattolici debbano votare, ma non è neanche detto che tutti i cattolici debbano votare il medesimo soggetto politico:
 

"Nelle situazioni concrete e tenendo conto delle solidarietà vissute da ciascuno, bisogna riconoscere una legittima varietà di opzioni possibili. Una medesima fede cristiana può condurre a impegni diversi". (dottrina sociale della chiesa, punto 50).

 

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