4 marzo, come si vota? La legge elettorale spiegata bene

di Raffaele Buscemi, 26 febbraio 2018

Le elezioni di domenica 4 marzo (7.00/23.00) si avvicinano velocelemente. Noi di Documentazione.info abbiamo deciso di mettere in stand-by i nostri temi per fare un articolo di servizio che spieghi per bene come funziona la nuova leggere elettorale e come si vota tramite il Rosatellum bis.

Cominciamo con dire che il Rosatellum bis è uno schema elettorale misto, unione dei sistemi proporzionale e maggioritario. Ma come funziona il Rosatellum bis?

La parte maggioritaria della legge elettorale
Tale sistema è quello che si applica mediante collegi uninominali, cioè collegi nei quali si elegge un solo candidato. Il territorio italiano è suddiviso per la Camera in 231 collegi uninominali che eleggono altrettanti candidati, più un solo deputato eletto nella circoscrizione della Val D’Aosta. Nei collegi uninominali è eletto il candidato che otterrà la maggioranza relativa (almeno un voto in più su tutti).

La parte proporzionale della legge elettorale
I restanti 386 seggi sono eletti con sistema  proporzionale in circa 70 o 77 collegi plurinominali; in questo caso le liste dei candidati saranno bloccate, cioè i nomi degli eletti saranno scelti dai partiti.

La presunta costituzionalità delle liste bloccate (più volte oggetto di sentenze di incostituzionalità da parte della Consulta) si basa sulla presenza dei nomi stessi sulla scheda elettorale e sul fatto che ciascuna lista conterrà un numero molto ristretto di candidati. Alla circoscrizione estero vengono attribuiti 12 seggi da eleggere con metodo proporzionale.

Al Senato, invece, saranno 103 i senatori eletti con il sistema maggioritario, 206 con il proporzionale, più 6 destinati alla circoscrizione estero.

Procediamo adesso con altri aspetti: le modalità di voto del Rosatellum bis.

L’elettore dovrà votare su un’unica scheda in cui comparirà il nome del candidato per il collegio uninominalesopra le liste che lo sostengono (contenenti ciascuna i propri candidati per il proporzionale). Qualora un elettore decidesse di barrare esclusivamente il nome del candidato al collegio uninominale, il suo voto sarà distribuito alle liste che lo sostengono in proporzione ai voti ottenuti a livello nazionale da ciascuna di esse. Ad esempio, se in un collegio ci sono dieci voti di elettori che si sono limitati a barrare esclusivamente il nome del candidato, il quale è sostenuto da tre liste che ottengono rispettivamente il 30 per cento la prima e il 10 le altre due, i 10 voti raccolti dal solo candidato saranno ripartiti così: sei alla prima lista e due a testa tra le altre due. Inoltre non è previsto il voto disgiunto: non si potrà votare un candidato nella sezione uninominale e votare nel proporzionale una lista/coalizione che sostiene un altro candidato. Se lo si farà il voto sarà considerato nullo.

Le liste civetta e lo sbarramento del 3%

Tutte quelle liste che sono in una coalizione e che non raggiungono il 3% ma superano l’1% andranno a favorire le liste della medesima coalizione; infatti i voti di queste liste saranno ripartiti nella coalizione, cioè ad altri partiti. Queste liste, chiamate “liste civetta”, hanno come scopo quello di drenare voti a partiti più grandi. Le liste che non sono in una coalizione devono sperare di superare la soglia del 3% per poter portare rappresentanti in parlamento.

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