Santa Sede-ONU sull'orientamento sessuale

Vatican Information Service, 19.12.08
CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stata resa pubblica una dichiarazione della Delegazione della Santa Sede alla 63ma Sessione dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, sul tema: “Questioni relative ai diritti umani, che includono approcci alternativi per migliorare l’effettivo godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali: rapporto del Terzo Comitato”.
 
  “La Santa Sede” - ha affermato l’Arcivescovo Celestino Migliore - “apprezza l’impegno della ‘Dichiarazione sui diritti umani, l’orientamento sessuale e la identità di genere’ - presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite - di condannare tutte le forme di violenza nei confronti di persone omosessuali e di spronare gli Stati a prendere i necessari provvedimenti per porre fine a tutte le penalità criminali contro di esse”.
 
  “Allo stesso tempo, la Santa Sede nota che le parole usate in questa ‘Dichiarazione’ vanno ben al di là dell’intento sopra indicato e da essa condiviso”.
 
  “In particolare” - ha continuato l’Arcivescovo Migliore - “le categorie ‘orientamento sessuale’ e ‘identità di genere’, usate nel testo, non trovano riscontro e chiara e concordata definizione nel  diritto internazionale. Se dovessero essere prese in considerazione per la proclamazione e attuazione dei diritti fondamentali, creerebbero grave incertezza giuridica e verrebbero a minare la capacità degli Stati ad impegnarsi per far rispettare nuovi o già esistenti convenzioni e criteri relativi ai diritti umani”.
 
  “Nonostante la giusta condanna della ‘Dichiarazione’ da tutte le forme di violenza contro persone omosessuali e la protezione contro le violenze, il Documento, considerato nella sua interezza, va molto al di là tale finalità ed invece fa sorgere l’incertezza nel diritto e ricusa le norme esistenti relative ai diritti umani”.
 
  “La Santa Sede continua a sostenere che si deve evitare ogni segno di ingiusta discriminazione verso le persone omosessuali ed esorta gli Stati” - ha concluso l’Osservatore Permanente presso l’O.N.U. - “ad abolire le pene criminali contro di essi”.