La famiglia italiana ha difficoltà finanziarie

di Angelo Pergolini, Panorama, 22 marzo 2007 e di Maurizio Cannone, L’Espresso, 23 marzo 2007
Per capire la dimensione del fenomeno del sovraindebitamento delle famiglie italiane, qualche cifra: secondo l’Assofin (l’associazione che riunisce le principali società del settore), nel 2006 l’ammontare di questi finanziamenti è stato di 53 miliardi, con una crescita del 12 per cento rispetto al 2005.
Indicatori monetari e finanziari, supplemento al Bollettino statistico dell’ufficio studi della Banca d’Italia, rileva poi che il credito al consumo con durata superiore ai cinque anni aumenta addirittura del 31,6 per cento e pesa sui conti delle famiglie per oltre 20 miliardi di euro.
«È un fenomeno positivo, che ci avvicina a modelli di comportamento e a stili di vita europei» ritiene Valentino Ghelli, presidente dell’Assofin. «Se esaminiamo bene i dati, però, vediamo che il credito al consumo rappresenta solo il 18 per cento del debito degli italiani» osserva ancora Ghelli. Quanto all’Europa, resta lontana: in Italia i finanziamenti rateali coprono l’8,7 per cento dei consumi contro una media europea del 13,6 per cento, e rappresentano solo il 5,8 per cento del pil (in Europa è l’8,4). Conclusione di Ghelli: «Questo è un settore che ha ancora un grande spazio di crescita».

Il problema dell'indebitamento, emergenza sociale
E il problema del sovraindebitamento? L’Assofin sottolinea che, ovviamente, qualche caso c’è. Ma comunque si tratta di dati «fisiologici», non di un fenomeno allarmante. Mentre il tasso di insolvenza resta molto basso, la metà della media europea.
Sarà.
All’Adiconsum, l’associazione dei consumatori più attenta al problema del sovraindebitamento delle famiglie, sono di parere molto diverso. Certo, non usano il termine allarme. Però Paolo Landi, segretario dell’associazione, parla di un fenomeno «che si sta configurando sempre più come un’emergenza sociale». E sottolinea come la piaga del sovraindebitamento non riguarda solo i più poveri, perché «si sta diffondendo anche nei ceti medi».

Difficoltà a pagare le rate dei prestiti
Che quello delle famiglie che non riescono più a far quadrare i conti non sia un fenomeno di nicchia o marginale lo suggeriscono poi due dati. Il primo è contenuto nel più recente (2006) rapporto dell’Istat (l’istituto italiano di statistica): il 14,4 per cento delle famiglie italiane ha, almeno una volta all’anno, difficoltà a pagare le rate dei prestiti. Quanto al secondo dato, è una osservazione empirica ma rivelatrice che viene proprio dall’Adiconsum. L’associazione ha aperto uno sportello per le famiglie a rischio crac a causa dell’insostenibilità delle rate. Ebbene: gli sos arrivati da tutta Italia sono stati una valanga, oltre 11 mila.

Molte situazioni economiche precarie
Per mettere a fuoco i contorni (e le cause) del fenomeno sovraindebitamento, l’Adiconsum ha condotto una ricerca che ha riguardato un campione composto da 626 casi di famiglie andate in default. E a leggere bene le pagine di questo rapporto si trovano molte sorprese. Osserva Silvia Landi, giovane psicologa e curatrice della ricerca: «C’è il sovraindebitamento passivo, causato da fattori negativi e imprevedibili, come la perdita del posto di lavoro, o la necessità di far fronte a onerose cure mediche; e quello attivo. Ed è proprio questo quello che rischiano le famiglie abituate a spendere senza avere i soldi, anche per beni come uno schermo al plasma o un nuovo telefonino. Tutti acquisti che potrebbero essere rinviati o magari non fatti».

 Se il mutuo diventa una trappola
Tempi duri per chi si trova a pagare le rate di un mutuo a tasso variabile. I sette aumenti consecutivi del costo del denaro (il prossimo è previsto per l'estate) hanno appesantito parecchio le rate di rimborso. Per capirci, chi ha sottoscritto nel 2005 un mutuo a tasso variabile della durata di 30 anni paga ora 121 euro in più al mese ogni 100 mila euro ricevuti in prestito. Quindi avendo sottoscritto un mutuo da 250 mila euro, valore medio nelle grandi città, l'aumento mensile supera i 300 euro.

Una somma che può far sballare i bilanci familiari. Specie pensando che quasi l'80 per cento dei mutui è concesso a soggetti con un reddito inferiore ai 2.000 euro mensili.