Il ritorno del matrimonio

Estratto della prolusione del Prof. Rafael Navarro-Valls, dell'Università Complutense di Madrid, alla festa della Facoltà di Diritto Canonico dell’Università della Santa Croce, Roma 11.01.2007
Gli ultimi sondaggi sul tema della famiglia e dell’unione tra uomo e donna indicano un “ritorno” del matrimonio classico. In Spagna, uno dei paesi in cui la legislazione ha inciso in modo più evidente nell’ambito dei cittadini, recentemente un valido studio ha concluso che “tanto gli studi più recenti del Centro di Ricerca Sociologica, quanto quelli sui valori o sulla gioventù, assegnano grande importanza alla famiglia nella vita, al di sopra degli amici, del lavoro …. o della competenza professionale”. E in una scala da 1 a 10, la famiglia basata sul matrimonio e con figli di entrambi i coniugi ottiene un ponteggio al di sopra del 9, essendo il “modello ideale di famiglia” più vicino. In Germania, democristiani e socialdemocratici hanno presentato da poco un insieme di misure orientate a promuovere la natalità, favorire la fiscalità delle famiglie e conciliare vita familiare e lavorativa. A partire da giugno verranno versati fino a 1800 euro a quei genitori che decidono di non lavorare per prendersi cura del figlio appena nato per 14 mesi.

Parallelamente alcune iniziative legali e decisioni giudiziarie sembrano riaffermare elementi classici del matrimonio che permettono di parlare di un “ritorno del matrimonio”. Ritorno – e questo va detto – ancora di tempus lento. Proprio perché queste iniziative che qui menzionerò si intrecciano con altre che continuano a portare avanti il processo di erosione a cui prima accennavo.

I dati negativi
Parlare di ritorno della stabilità matrimoniale sembra un sarcasmo se guardiamo, per esempio, le legislazioni vigenti nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Dei 4.8 milioni di bambini nati nell’UE nel 2004, un 31.6% sono nati fuori dal matrimonio. In questo stesso anno ci sono stati 4.8 matrimoni e 2.1 divorzi ogni 1000 abitanti. Negli Stati Uniti 25 di 100 matrimoni finiscono in divorzio. In Spagna si può osservare un interessante aumento del divorzio. Nell’anno 2004 il numero di separazioni matrimoniali è stato di 134.931, il che suppone un aumento del 6.5% rispetto all’anno precedente e del 17.3% rispetto al 2002. Dal 1996 al 2000 il ritmo di crescita dei matrimoni è stato del 7% e quello delle separazioni matrimoniali del 26%.

I provvedimenti negli USA per promuovere la stabilità
Nonostante questi dati, il ritorno della stabilità viene evidenziato da alcune linee legislative orientate a rafforzare il matrimonio. Ho appena citato gli Stati Uniti, torniamoci sopra un momento. L’habitat geografico leader in separazioni matrimoniali inizia lentamente a proteggere la stabilità matrimoniale con il cosiddetto <matrimonio sulla carta o opzionale>.
Concretamente, vari Stati dell’Unione (Luisiana, Arizona, Arkansas) hanno stabilito, accanto al matrimonio facilmente dissolubile, un altro opzionale. Per le nuove leggi quest’ultimo sarà <contratto da un uomo e una donna, che ritengono e pattuiscono che il matrimonio tra loro è un rapporto per tutta la vita>.

Il matrimonio “blindato”
Coloro che intendono celebrare questo matrimonio “blindato” devono liberamente firmare una dichiarazione previa in cui dichiarano che <se in futuro ci trovassimo di fronte a particolari difficoltà nel nostro rapporto, ci impegniamo a compiere ogni sforzo giusto per preservare il matrimonio, anche la consulenza di esperti>. È significativo il testo della dichiarazione che devono pronunciare, prima del matrimonio, coloro che ricorrono a questa modalità matrimoniale. “Dichiariamo solennemente che il matrimonio è un patto tra un uomo e una donna, che pattuiscono di vivere insieme come sposi durante tutto il corso della loro vita…Se in futuro dovessimo fare esperienza nel nostro matrimonio di particolari difficoltà, ci impegniamo a compiere ogni sforzo giusto per preservarlo…Avendo piena conoscenza di ciò che questo impegno significa, dichiariamo che il nostro matrimonio sarà soggetto a questa legge, e promettiamo di amarci, onorarci e prenderci cura l’uno dell’altro come marito e moglie per il resto della nostra vita”. Strutturare questo matrimonio come una “relazione per tutta la vita” implica il fatto di risaltarne la stabilità essenziale ed è coerente con la finalità di queste leggi, che non è altra, secondo i suoi fondatori, se non quella di dotare il matrimonio di una stabilità di cui è privo nel comune panorama nordamericano. Come è stato detto, riflettono uno spostamento dalle libertà fondamentali verso “una resurrezione dei valori tradizionali”, fra cui la stabilità della famiglia.

Il mancato effetto domino dei matrimoni omosessuali
E’ noto che un certo numero di leggi hanno introdotto in vari paesi (Spagna, Belgio, Olanda, Canada e qualche stato dell’Australia) il cosiddetto “matrimonio tra persone dello stesso sesso”. Si prevedeva che questa “ondata” iniziale avrebbe prodotto un incontenibile effetto “domino”, il quale, a sua volta, avrebbe trascinato verso una “cascata” di legislazioni simili. Però, se esaminiamo accuratamente l’universo legislativo mondiale, sembra piuttosto che abbiano scatenato un “effetto blindaggio”. L’ondata si è limitata alla recente legislazione favorevole al matrimonio omosessuale introdotta nella Repubblica Sudafricana.

Misure legali a livello internazionale per difendere il matrimonio
Certamente, e all’inizio, le aree geografiche lontane da questo timore hanno visto questo tema dibattuto nelle loro campagne elettorali. E’ il caso del Cile, Messico, Perù e alcuni paesi dell’Europa dell’Est. Tuttavia il dibattito non ha avuto il risultato sperato. La verità è che “l’effetto blindaggio” è stato più potente “dell’effetto domino”. Un chiaro esempio è costituito dalla serie di misure legali orientate a difendere internazionalmente il matrimonio eterosessuale, che tende a “globalizzare” una specie di “cordone sanitario” di difesa contro il minoritario modello di matrimonio omosessuale. Vediamo tutto questo più da vicino.

Negli USA l’affermazione del matrimonio eterosessuale
Il Senato degli Stati Uniti ha recentemente dibattuto un emendamento della Costituzione federale orientato a definire eterosessualmente il matrimonio. Sebbene non sia stato raggiunto il quorum necessario di 60 voti (i suoi sostenitori ne hanno ottenuti solo 48), ciò suppone un ulteriore manifestazione del riflesso difensivo che si sta generando nei confronti del modello di matrimonio omosessuale. Questo Federal Marriage Amendment, fu introdotto nel Congresso degli Stati Uniti il 21 Maggio del 2003, da parte della Congressista Mary Musgrave, con il seguente contenuto: “Il matrimonio negli Stati Uniti consisterà unicamente nell’unione di un uomo e una donna. Né questa Costituzione né la Costituzione di qualunque stato, né la legge statale o federale, potrà essere interpretata nel senso che lo status matrimoniale o le sue conseguenze legali possano essere conferite a coppie non sposate o gruppi”.

39 stati hanno promulgato leggi a difesa del matrimonio tra uomo e donna
Proprio negli Stati Uniti trentanove stati hanno promulgato leggi che definiscono espressamente il matrimonio come “unione legale di un uomo e una donna”. Diciannove di queste leggi sono state approvate per referendum. Seguono l’esempio della Legge Clinton di Difesa del Matrimonio (12 luglio 1996) che, a effetti federali, concede vita legale solo al matrimonio eterosessuale. Poiché in qualche singolo stato (Massachussetts), la magistratura ha dichiarato incostituzionale questo modello, tutta un’altra serie di stati – concretamente diciannove – hanno apportato emendamenti alle loro Costituzioni proibendo il modello di matrimonio omosessuale. La media dei referendum popolari in questi stati dà una maggioranza compresa tra il 60-70% di votanti favorevoli al modello di matrimonio eterosessuale. Anche i senatori che hanno votato contro l’emendamento federale non si sono mostrati favorevoli al matrimonio omosessuale. Hanno votato contro un emendamento alla Costituzione “perché ritengono che il matrimonio sia una questione degli stati”.

Il progressivo indurimento dei tribunali nei confronti del matrimonio omosessuale
Una caratteristica importante consiste nel progressivo “indurimento” dei Tribunali americani nei confronti del matrimonio omosessuale. Fino ad oggi – già lo abbiamo visto con il caso del Massachussetts – l’attivismo giudiziale era stato lo strumento con cui le unioni di persone dello stesso sesso infrangevano i limiti legislativi. Tuttavia sembra che questo sia cambiando negli Stati Uniti. Infatti i Tribunali Supremi di New York e della Georgia hanno recentemente negato la possibilità che abbia operatività in entrambi gli stati un tipo di matrimonio diverso da quello che configura l’unione di persone di sesso diverso.

Anche in altri stati anglosassoni si sta facendo marcia indietro
Ed altre zone anglosassoni stanno facendo marcia indietro. L’Australia ha annullato ultimamente le nuove leggi del Territorio della Capitale Australiana (Canberra), che permettevano le unioni omosessuali. Il Pubblico Ministero, promuovendo questo annullamento, ha affermato che la legge federale australiana mette in chiaro che il matrimonio è valido solo tra un uomo e una donna. A sua volta il nuovo governo canadese ha dichiarato di voler presentare un progetto di legge al Parlamento che abroghi le leggi vigenti sul matrimonio tra persone dello stesso sesso.

In America latina
Anche l’America latina ha reagito mostrando la propria opposizione al matrimonio omosessuale. Ad esempio, l’Honduras ha modificato la propria Costituzione per definire il matrimonio come “unione legale di un uomo e una donna”. Il Guatemala ha preso una direzione simile. Il tribunale costituzionale del Costa Rica alcuni giorni fa ha dichiarato incostituzionale il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Vari partiti di San Salvador hanno presentato un emendamento per elevare a rango costituzionale la definizione di matrimonio come unione tra persone di sesso diverso.

In Messico, Perù e Cile
Ho potuto verificare personalmente la reticenza latinoamericana nei confronti dei matrimoni omosessuali. Alcuni mesi fa fui invitato dai Difensori del Popolo messicani (uno per stato, più il presidente della Commissione federale dei Diritti Umani) a discutere questo tema. La maggioranza – di sinistra, destra e centro – si è mostrata reticente nei confronti del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Qualcosa di simile è avvenuto nelle elezioni presidenziali del Messico. Si noti che nonostante l’Assemblea legislativa di Città del Messico abbia da poco introdotto (9 ottobre 2006) delle “leggi di convivenza”, che possono includere anche le unioni tra persone dello stesso sesso, tali relazioni non ricevono il nome di matrimonio e vengono semplicemente assimilate agli effetti che nella legge messicana produce l’istituzione del concubinato. I candidati peruviani  - fra cui il vincitore socialdemocratico Alan García – si sono mostrati contrari ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Infine, neanche il nuovo presidente socialista del Cile, Michelle Bachelet, sembra sostenere l’introduzione dell’esperimento.

In Europa e nelle Filippine
In Europa, la Lettonia ha approvato un emendamento costituzionale lo scorso mese di Dicembre per definire esplicitamente il matrimonio come unione tra un uomo e una donna. Nelle Filippine sono stati presentati emendamenti al Congresso e al Senato per “vietare” il matrimonio omosessuale.

In Spagna è in studio l’incostituzionalità del matrimonio omosessuale
In Spagna il fatto che il Tribunale Costituzionale studi la possibile incostituzionalità della legge sul matrimonio omosessuale già approvata, non si deve ritenere, dunque, come qualcosa di eccezionale. Probabilmente si tratta di un effetto interno di questo “effetto blindaggio” che si osserva all’esterno.

L’inizio di una nuova valorizzazione del matrimonio
Ho da poco citato alcuni esempi che dimostrano come in un sistema di varie relazioni matrimoniali, il centro del nuovo universo continui ad essere la famiglia di base matrimoniale. Comincia ad insinuarsi – anche se ancora in tempus lento, come ho già affermato – una certa stanchezza nei confronti di formule matrimoniali estranee alla maggioranza dei cittadini. È l’inizio di una nuova valorizzazione della formula matrimoniale classica. Forse un lento ritorno del matrimonio.