Vittorio Sabadin, La Stampa 18 novembre 2008
Londra. Se non vogliamo che i bambini diventino sempre più violenti e ribelli, le madri e i padri sempre più irresponsabili e che i valori che sono stati per decenni il collante della convivenza civile siano dimenticati e dispersi, c’è una sola cosa da fare: rendere più difficili il divorzio e le convivenze al di fuori del matrimonio. In gioco, è il futuro della società così come la conosciamo, una organizzazione nella quale il ruolo educativo dei genitori e l’assistenza reciproca all’interno della famiglia erano un bene fondamentale che trasferiva alle nuove generazioni i valori delle precedenti.
Progetto di legge contro l’ondata di divorzi
In Gran Bretagna il partito Conservatore denuncia da tempo i pericoli che derivano da quella che ha definito «la società spezzata» e ora prova a proporre qualche rimedio. L’ex leader dei Tories Iain Duncan Smith ha preparato un progetto di legge che ha lo scopo di frenare l’ondata di divorzi che affligge il paese, con 144 mila coppie separate lo scorso anno. La maggior parte non appartiene alla classe media, ma vive nelle aree più depresse dell’Inghilterra.
Crescita della violenza giovanile, anzi infantile
Le conseguenze per i figli sono a volte devastanti: dopo la rottura del legame famigliare, i ragazzi cercano altrove la propria famiglia e la trovano spesso nelle gang del coltello i cui capi insegnano loro una filosofia di vita molto diversa. Secondo un sondaggio reso noto ieri, la maggior parte degli inglesi comincia ad avere fisicamente paura addirittura dei bambini, che diventano violenti in età molto precoce: solo quest’anno 400 piccoli diavoli sono stati espulsi dagli asili perché nessuno era in grado di contenerli.
Un bambino su quattro vive con un solo genitore
«Oggi - ha detto Duncan Smith al “Daily Telegraph” - il 25 per cento dei bambini vivono con un solo genitore e il trend è destinato ad accelerare. Questi bambini hanno sei volte più probabilità di essere vittime di abusi. I piccoli che vivono poi anche con un genitore non biologico ma acquisito hanno 50 volte più probabilità di perdere la vita per una azione violenta». La Gran Bretagna ancora si vergogna della storia di «Baby P», il bambino di 17 mesi morto a causa delle percosse ricevute all’interno della sua nuova famiglia, dopo che la madre si era separata e aveva iniziato una nuova relazione. Per 60 volte gli assistenti sociali del governo erano andati a visitare il bambino senza accorgersi di nulla.
Misure per ostacolare i divorzi e incoraggiare i matrimoni
Ma per i Conservatori, il problema non sta tanto nella capacità o meno dello stato di intervenire a tutela delle abituali vittime del divorzio, i bambini. Bisogna prevenire e non reprimere, e dunque si deve fare in modo che i genitori non si separino o almeno che farlo non sia più così semplice e relativamente poco dispendioso. Duncan Smith propone che i patti prematrimoniali, che stabiliscono divisioni e condivisioni delle proprietà, diventino obbligatori e legalmente vincolanti per incoraggiare i matrimoni. Più fondi pubblici andranno investiti nell’organizzazione di corsi prematrimoniali: se una volta erano dedicati al sesso, ora che nessuno ha più bisogno di informazioni al riguardo dovranno concentrarsi sulla manutenzione del rapporto, sul come superare le inevitabili crisi evitando di arrivare subito a conclusioni che spezzino il legame.
Riconoscimento del ruolo stabilizzatrice della famiglia all’interno della società
Ma se proprio non si può fare a meno di divorziare, il progetto del partito di David Cameron prevede anche che la separazione sia più costosa, che ai nonni venga garantito il diritto di potere vedere i bambini, così come il padre dovrà avere più tempo a disposizione per stare con loro. Per ripristinare l’effetto stabilizzante della famiglia attraverso il matrimonio, bisognerà poi scoraggiare le unioni di fatto, che in base a tutte le statistiche sono quelle che finiscono più rapidamente. Non è un problema da poco: il 44 % dei bambini inglesi nasce ormai da donne non sposate, contro il 25% del 1988. Una coppia su quattro convive, contro una su 10 di vent’anni fa. Queste famiglie, osserva Duncan Smith, si sgretolano più rapidamente di quelle basate sul tradizionale matrimonio e il loro numero crescente spiega la nuova «società spezzata».
Contro la prospettiva di una popolazione di single
I progetti di molti governi europei e dello stesso Gordon Brown di garantire alle coppie di fatto i diritti di quelle sposate sono dunque sbagliati, dicono i Conservatori, e contribuiranno al decadimento della società. Secondo Cameron, la recessione economica porterà ad un notevole aumento del numero di separazioni, come è sempre avvenuto nei periodi di crisi economica, quando i rapporti all'interno della coppia sono guastati dalla mancanza di denaro e dalla disoccupazione. Bisogna dunque fare qualcosa, prima che la società diventi un insieme di single che vivono in monolocali passando da un partner all’altro, tirandosi dietro bambini sempre più fragili e disorientati. E che c’è di meglio del vecchio matrimonio?
Progetto di legge contro l’ondata di divorzi
In Gran Bretagna il partito Conservatore denuncia da tempo i pericoli che derivano da quella che ha definito «la società spezzata» e ora prova a proporre qualche rimedio. L’ex leader dei Tories Iain Duncan Smith ha preparato un progetto di legge che ha lo scopo di frenare l’ondata di divorzi che affligge il paese, con 144 mila coppie separate lo scorso anno. La maggior parte non appartiene alla classe media, ma vive nelle aree più depresse dell’Inghilterra.
Crescita della violenza giovanile, anzi infantile
Le conseguenze per i figli sono a volte devastanti: dopo la rottura del legame famigliare, i ragazzi cercano altrove la propria famiglia e la trovano spesso nelle gang del coltello i cui capi insegnano loro una filosofia di vita molto diversa. Secondo un sondaggio reso noto ieri, la maggior parte degli inglesi comincia ad avere fisicamente paura addirittura dei bambini, che diventano violenti in età molto precoce: solo quest’anno 400 piccoli diavoli sono stati espulsi dagli asili perché nessuno era in grado di contenerli.
Un bambino su quattro vive con un solo genitore
«Oggi - ha detto Duncan Smith al “Daily Telegraph” - il 25 per cento dei bambini vivono con un solo genitore e il trend è destinato ad accelerare. Questi bambini hanno sei volte più probabilità di essere vittime di abusi. I piccoli che vivono poi anche con un genitore non biologico ma acquisito hanno 50 volte più probabilità di perdere la vita per una azione violenta». La Gran Bretagna ancora si vergogna della storia di «Baby P», il bambino di 17 mesi morto a causa delle percosse ricevute all’interno della sua nuova famiglia, dopo che la madre si era separata e aveva iniziato una nuova relazione. Per 60 volte gli assistenti sociali del governo erano andati a visitare il bambino senza accorgersi di nulla.
Misure per ostacolare i divorzi e incoraggiare i matrimoni
Ma per i Conservatori, il problema non sta tanto nella capacità o meno dello stato di intervenire a tutela delle abituali vittime del divorzio, i bambini. Bisogna prevenire e non reprimere, e dunque si deve fare in modo che i genitori non si separino o almeno che farlo non sia più così semplice e relativamente poco dispendioso. Duncan Smith propone che i patti prematrimoniali, che stabiliscono divisioni e condivisioni delle proprietà, diventino obbligatori e legalmente vincolanti per incoraggiare i matrimoni. Più fondi pubblici andranno investiti nell’organizzazione di corsi prematrimoniali: se una volta erano dedicati al sesso, ora che nessuno ha più bisogno di informazioni al riguardo dovranno concentrarsi sulla manutenzione del rapporto, sul come superare le inevitabili crisi evitando di arrivare subito a conclusioni che spezzino il legame.
Riconoscimento del ruolo stabilizzatrice della famiglia all’interno della società
Ma se proprio non si può fare a meno di divorziare, il progetto del partito di David Cameron prevede anche che la separazione sia più costosa, che ai nonni venga garantito il diritto di potere vedere i bambini, così come il padre dovrà avere più tempo a disposizione per stare con loro. Per ripristinare l’effetto stabilizzante della famiglia attraverso il matrimonio, bisognerà poi scoraggiare le unioni di fatto, che in base a tutte le statistiche sono quelle che finiscono più rapidamente. Non è un problema da poco: il 44 % dei bambini inglesi nasce ormai da donne non sposate, contro il 25% del 1988. Una coppia su quattro convive, contro una su 10 di vent’anni fa. Queste famiglie, osserva Duncan Smith, si sgretolano più rapidamente di quelle basate sul tradizionale matrimonio e il loro numero crescente spiega la nuova «società spezzata».
Contro la prospettiva di una popolazione di single
I progetti di molti governi europei e dello stesso Gordon Brown di garantire alle coppie di fatto i diritti di quelle sposate sono dunque sbagliati, dicono i Conservatori, e contribuiranno al decadimento della società. Secondo Cameron, la recessione economica porterà ad un notevole aumento del numero di separazioni, come è sempre avvenuto nei periodi di crisi economica, quando i rapporti all'interno della coppia sono guastati dalla mancanza di denaro e dalla disoccupazione. Bisogna dunque fare qualcosa, prima che la società diventi un insieme di single che vivono in monolocali passando da un partner all’altro, tirandosi dietro bambini sempre più fragili e disorientati. E che c’è di meglio del vecchio matrimonio?