Ilmessaggero.it, 15 novembre 2007
Bambini prepotenti, giovani sicuri di sé e con molte pretese. È quanto emerge dalla fotografia della nuova generazione italiana realizzata dall'Eurispes, nell'ottavo Rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, presentata oggi a Roma dall'istituto di ricerca e da Telefono Azzurro. Il primo dato che emerge è che i ruoli tra genitori e figli sembrano essersi ribaltati: è tempo dei figli “padroni”. Fanno scelte autonome su tutto quello che li riguarda.
Figli in cattedra
«Da un punto di vista, questo atteggiamento si può definire positivo per quanto riguarda l'utilizzo e le capacità legate alle nuove tecnologie - ha sottolineato Gian Maria Fara, presidente dell'Eurispes -. Infatti, la conoscenza non passa più di padre in figlio, ma accade sempre più spesso che siano proprio i figli a insegnare ai genitori come orientarsi nei meandri della rete e a informarli sull'evoluzione delle apparecchiature informatiche e sulle nuove modalità di comunicazione. È negativo, invece, quando diventano aggressivi con il gruppo dei pari, con i professori e con gli stessi genitori».
Divario più ampio tra le generazioni
Per il presidente di Sos il Telefono Azzurro Onlus, Ernesto Caffo, invece, emerge un «identikit dei bambini e degli adolescenti ricco di termini di affetto, di competenze e di opportunità, ma ancora alla ricerca di un reale dialogo con gli adulti. La comunicazione tra le generazioni risente, infatti, di un divario sempre più ampio nei linguaggi usati e nelle conoscenze».
Il Rapporto
In 40 schede tematiche di approfondimento sono spiegate le due indagini svolte all'interno del mondo scolastico, che hanno interessato 52 istituti di ogni ordine e grado. L'identikit dei più piccoli è stato tracciato attraverso un questionario somministrato a bambini, di un'età compresa tra i 7 e gli 11 anni, frequentanti la terza, quarta e quinta classe delle elementari e la prima classe della scuola media. Quello degli adolescenti, invece, ha raccolto gli orientamenti dei ragazzi dai 12 ai 19 anni, frequentanti la seconda e la terza media o una delle cinque classi degli istituti superiori. I questionari analizzati sono stati 1.680 per quanto riguarda l'infanzia e 1.950 per l'adolescenza.
Relazioni familiari
In generale, è risultato che i bambini non si sentono trascurati dalla propria madre, ma la cura della casa (25,3%) viene indicata come causa di mancanza d'attenzione. Il 18,5% dei bimbi si sente messo da parte a causa del fratello o della sorella e il 16,8% per il lavoro della madre. Se la maggioranza dei più piccoli (il 60,1%) può contare su una presenza costante del padre, il 14,1% non lo sente presente, mentre il 24,6% sente il suo ruolo incostante. Pochi però ritengono di sentirsi trascurati (6,7%). I bambini che vivono in una famiglia unita sono molto più certi di avere la madre al proprio fianco quando ne hanno bisogno (84,3%), rispetto ai figli di genitori separati (72,8%).
Televisione e nuove tecnologie
Tre bambini su dieci (29,6%) affermano di non poter rinunciare alla televisione, mentre il 20,2% preferisce la Playstation. Il cellulare è, invece, indispensabile per l'11,8% dei bambini e il 4,7% non può fare a meno di internet, strumento che comunque raccoglie meno consensi rispetto al pc (9,9%), all'Ipod (6%) e addirittura al dvd (4,8%). Le bambine usano regolarmente la Playstation solo nel 7,6% dei casi. Solo il 4,4% dei bambini non guarda mai la tv. Il 55,8% dei bambini è seguito da un adulto mentre guarda la televisione
Il 34% bambini non ha nessuno che controlli quando e dove navigano in internet. Se qualcuno dovesse molestarli tramite web, il 21,2% si limiterebbe a dire alla persona di non dare più fastidio, mentre il 10% assumerebbe un silenzio strategico o eviterebbe i luoghi virtuali di possibile incontro (10,6%). Il 2,5% è comunque fiducioso che non possa succedere nulla.
Il telefonino viene utilizzato prevalentemente per comunicare (72,9%), ma anche per fare fotografie (56,1%) o filmati (44,5%). II 10,2% degli bambini afferma di aver inserito on line dei filmati girati con il proprio telefonino. Il 26% dei piccoli non ha limiti di spesa per il cellulare, il 23% riceve una quota fissa destinata alla ricarica, mentre il 12,4% utilizza la propria paghetta o i propri risparmi. I
Il sesso
Più sesso occasionale e meno romanticismo: è questo il nuovo motto degli adolescenti secondo il Rapporto Eurispes-Telefono Azzurro. Alcune relazioni sessuali si svolgono, a volte in modo esclusivo, anche via sms in una sorta di immaginario erotico virtuale. Nel 2002, il 17,4% non aveva mai avuto un rapporto occasionale, nel 2007 questa percentuale è scesa al 7,7%. Un ragazzo su tre tuttavia non risponde alle domande. Anche se il 40,1% del campione riferisce poi di non aver mai avuto un rapporto occasionale senza protezione, il 13,4% a volte fa sesso in modo non protetto e per il 2,7% è un'abitudine, mentre l'1,8% non prende mai precauzioni.
Il 49,1% degli adolescenti associa il sesso all'amore, a fronte di un 14,8% che lo considera un'esigenza naturale e di un 11,3% per il quale è un'attrazione fatale. In generale, il 32,7% dei giovani ha un approccio pragmatico con il sesso. Sono le ragazze, più dei ragazzi, ad essere ancorate alla visione romantica del sesso: il 63,2% contro il 22,6% dei maschi. Sempre in tema di sessualità, il rapporto riferisce i risultati di un'indagine di Telefono Azzurro e dell'università di Roma Tor
Vergata sulle esperienze fra i 3 e 12 anni. I comportamenti auto-esploratori vengono messi in atto dal 54% delle bambine e dal 77% dei bambini.
Bullismo
Una nuova forma di bullismo ha invaso la rete. La cyber-bullying, come la definisce il rapporto sull'infanzia e sull'adolescenza, usa sms ed e-mail per diffondere foto o video di minaccia nei confronti dei coetanei. A livello mondiale, si stima che circa 200 milioni di bambini e giovani
sono maltrattati dai loro compagni e l'85% degli episodi di bullismo avverrebbe in presenza di osservatori che però intervengono solo nell'11% dei casi.
Alcol
Si chiama “shottino” (“lo sparo”) ed è la tendenza che sta dilagando fra i giovani. Si tratta di un superalcolico puro, assunto per stordirsi immediatamente, prima di entrare nelle discoteche, per poi accompagnarlo con altri super-alcolici consumati nei locali. L'assunzione di questo mix, specie nelle lunghe serate in discoteca, è pericoloso perché dà energia ed euforia. In Italia, si sta inoltre diffondendo la consuetudine spagnola, chiamata “botellon”, di ritrovarsi in piazza per bere e trascorrere la serata giocando e scherzando. Gli appuntamenti si diffondono con il passaparola, spesso su internet. A Milano, alcune riunioni hanno raggiunto persino i 30 mila partecipanti.
A preoccupare è anche la sbornia del week-end. Tra i giovani, di età compresa tra gli 11 e i 24 anni, che va in discoteca, il 9,2% si ubriaca contro l'1,9% di chi non ci va. Il rapporto ricorda che nel nostro Paese, il 12% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni beve alcolici regolarmente, contro la media europea del 27%. I giovani italiani bevono meno, ma cominciano prima: in media a 12,2 anni contro i 14,6 della Ue. Sono 2.500, inoltre, i giovani che ogni anno perdono la vita per incidenti stradali causati dal consumo di alcol.
Figli in cattedra
«Da un punto di vista, questo atteggiamento si può definire positivo per quanto riguarda l'utilizzo e le capacità legate alle nuove tecnologie - ha sottolineato Gian Maria Fara, presidente dell'Eurispes -. Infatti, la conoscenza non passa più di padre in figlio, ma accade sempre più spesso che siano proprio i figli a insegnare ai genitori come orientarsi nei meandri della rete e a informarli sull'evoluzione delle apparecchiature informatiche e sulle nuove modalità di comunicazione. È negativo, invece, quando diventano aggressivi con il gruppo dei pari, con i professori e con gli stessi genitori».
Divario più ampio tra le generazioni
Per il presidente di Sos il Telefono Azzurro Onlus, Ernesto Caffo, invece, emerge un «identikit dei bambini e degli adolescenti ricco di termini di affetto, di competenze e di opportunità, ma ancora alla ricerca di un reale dialogo con gli adulti. La comunicazione tra le generazioni risente, infatti, di un divario sempre più ampio nei linguaggi usati e nelle conoscenze».
Il Rapporto
In 40 schede tematiche di approfondimento sono spiegate le due indagini svolte all'interno del mondo scolastico, che hanno interessato 52 istituti di ogni ordine e grado. L'identikit dei più piccoli è stato tracciato attraverso un questionario somministrato a bambini, di un'età compresa tra i 7 e gli 11 anni, frequentanti la terza, quarta e quinta classe delle elementari e la prima classe della scuola media. Quello degli adolescenti, invece, ha raccolto gli orientamenti dei ragazzi dai 12 ai 19 anni, frequentanti la seconda e la terza media o una delle cinque classi degli istituti superiori. I questionari analizzati sono stati 1.680 per quanto riguarda l'infanzia e 1.950 per l'adolescenza.
Relazioni familiari
In generale, è risultato che i bambini non si sentono trascurati dalla propria madre, ma la cura della casa (25,3%) viene indicata come causa di mancanza d'attenzione. Il 18,5% dei bimbi si sente messo da parte a causa del fratello o della sorella e il 16,8% per il lavoro della madre. Se la maggioranza dei più piccoli (il 60,1%) può contare su una presenza costante del padre, il 14,1% non lo sente presente, mentre il 24,6% sente il suo ruolo incostante. Pochi però ritengono di sentirsi trascurati (6,7%). I bambini che vivono in una famiglia unita sono molto più certi di avere la madre al proprio fianco quando ne hanno bisogno (84,3%), rispetto ai figli di genitori separati (72,8%).
Televisione e nuove tecnologie
Tre bambini su dieci (29,6%) affermano di non poter rinunciare alla televisione, mentre il 20,2% preferisce la Playstation. Il cellulare è, invece, indispensabile per l'11,8% dei bambini e il 4,7% non può fare a meno di internet, strumento che comunque raccoglie meno consensi rispetto al pc (9,9%), all'Ipod (6%) e addirittura al dvd (4,8%). Le bambine usano regolarmente la Playstation solo nel 7,6% dei casi. Solo il 4,4% dei bambini non guarda mai la tv. Il 55,8% dei bambini è seguito da un adulto mentre guarda la televisione
Il 34% bambini non ha nessuno che controlli quando e dove navigano in internet. Se qualcuno dovesse molestarli tramite web, il 21,2% si limiterebbe a dire alla persona di non dare più fastidio, mentre il 10% assumerebbe un silenzio strategico o eviterebbe i luoghi virtuali di possibile incontro (10,6%). Il 2,5% è comunque fiducioso che non possa succedere nulla.
Il telefonino viene utilizzato prevalentemente per comunicare (72,9%), ma anche per fare fotografie (56,1%) o filmati (44,5%). II 10,2% degli bambini afferma di aver inserito on line dei filmati girati con il proprio telefonino. Il 26% dei piccoli non ha limiti di spesa per il cellulare, il 23% riceve una quota fissa destinata alla ricarica, mentre il 12,4% utilizza la propria paghetta o i propri risparmi. I
Il sesso
Più sesso occasionale e meno romanticismo: è questo il nuovo motto degli adolescenti secondo il Rapporto Eurispes-Telefono Azzurro. Alcune relazioni sessuali si svolgono, a volte in modo esclusivo, anche via sms in una sorta di immaginario erotico virtuale. Nel 2002, il 17,4% non aveva mai avuto un rapporto occasionale, nel 2007 questa percentuale è scesa al 7,7%. Un ragazzo su tre tuttavia non risponde alle domande. Anche se il 40,1% del campione riferisce poi di non aver mai avuto un rapporto occasionale senza protezione, il 13,4% a volte fa sesso in modo non protetto e per il 2,7% è un'abitudine, mentre l'1,8% non prende mai precauzioni.
Il 49,1% degli adolescenti associa il sesso all'amore, a fronte di un 14,8% che lo considera un'esigenza naturale e di un 11,3% per il quale è un'attrazione fatale. In generale, il 32,7% dei giovani ha un approccio pragmatico con il sesso. Sono le ragazze, più dei ragazzi, ad essere ancorate alla visione romantica del sesso: il 63,2% contro il 22,6% dei maschi. Sempre in tema di sessualità, il rapporto riferisce i risultati di un'indagine di Telefono Azzurro e dell'università di Roma Tor
Vergata sulle esperienze fra i 3 e 12 anni. I comportamenti auto-esploratori vengono messi in atto dal 54% delle bambine e dal 77% dei bambini.
Bullismo
Una nuova forma di bullismo ha invaso la rete. La cyber-bullying, come la definisce il rapporto sull'infanzia e sull'adolescenza, usa sms ed e-mail per diffondere foto o video di minaccia nei confronti dei coetanei. A livello mondiale, si stima che circa 200 milioni di bambini e giovani
sono maltrattati dai loro compagni e l'85% degli episodi di bullismo avverrebbe in presenza di osservatori che però intervengono solo nell'11% dei casi.
Alcol
Si chiama “shottino” (“lo sparo”) ed è la tendenza che sta dilagando fra i giovani. Si tratta di un superalcolico puro, assunto per stordirsi immediatamente, prima di entrare nelle discoteche, per poi accompagnarlo con altri super-alcolici consumati nei locali. L'assunzione di questo mix, specie nelle lunghe serate in discoteca, è pericoloso perché dà energia ed euforia. In Italia, si sta inoltre diffondendo la consuetudine spagnola, chiamata “botellon”, di ritrovarsi in piazza per bere e trascorrere la serata giocando e scherzando. Gli appuntamenti si diffondono con il passaparola, spesso su internet. A Milano, alcune riunioni hanno raggiunto persino i 30 mila partecipanti.
A preoccupare è anche la sbornia del week-end. Tra i giovani, di età compresa tra gli 11 e i 24 anni, che va in discoteca, il 9,2% si ubriaca contro l'1,9% di chi non ci va. Il rapporto ricorda che nel nostro Paese, il 12% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni beve alcolici regolarmente, contro la media europea del 27%. I giovani italiani bevono meno, ma cominciano prima: in media a 12,2 anni contro i 14,6 della Ue. Sono 2.500, inoltre, i giovani che ogni anno perdono la vita per incidenti stradali causati dal consumo di alcol.