Avere molti figli aiuta la carriera

di Federica Cavadini, Corriere della Sera, 25 settembre 2007
Staccano i telefonini nei weekend. Sono irraggiunglbili all'ora della nanna. Indisponibili per gli appuntamenti mondani. Hanno agende imperscrutabili e fitti calendari di micro eventi sovrapposti a consigli d'amministrazione, approvazione di bilanci e teleconferenze: la prima lezione di judo, la visita per l'apparecchio ai denti, l'iscrizione a pianoforte. Hanno una doppia vita, che si guardano bene dal nascondere. Sono manager, attrici, liberi professionsti ma anche super mamme e super papà, hanno splendide carriere e splendide famiglie, le une illuminano le altre e viceversa.
Mentre nell'Italia a crescita zero (1,4 figli per donna) si dà battaglia per il diritto all'asilo nido, c'è un partito dei quattro (almeno) figli che raccoglie simpatie in maniera trasversale. II modello è la famiglia di Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto, attrice e scrittrice lei, attore e regista lui, doppia brillante carriera per entrambi e quattro creature da crescere. La formazione Mazzantini piace, anche se resta un traguardo lontano per la maggior parte delle coppie, costrette a fare i conti con il mutuo e la disponibilità di nonni o tate.

Lavorare e vivere in maniera diversa
«Non è questione di reddito - dice Marina Salamon, ex donna in carriera e oggi mamma-imprenditrice con quattro figli maschi da 8 a 15 anni. Quattro figli stravolgono la vita di una famiglia "normale' ma anche quelle più fortunate. Non riesco ad aprire il giornale prima dell'una di notte, c'è sempre un libro per la scuola da ricoprire o da fare la punta alle matite. All'inizio prevale l'ansia e il senso di inadeguatezza come professionista e come madre. Poi impari a lavorare e a vivere in maniera diversa: stavo in ufficio 60 ore la settimana, ora 20, oggi so delegare, prima no. Ma vivo con allegria. Anche se i momenti da urlo comunque non mancano, come la domenica sera, quando ne addormento quattro in contemporanea».

Le grandi aziende apprezzano maggiormante chi sa “staccare”
La carriera e la famiglia (o il contrario), nella stessa vita, alla stessa velocità. Un'opportunità negata alle generazioni precedenti, l'opzione del doppio impegno, in casa e fuori casa, fino a ieri non c'era. Né per lei, né per lui. Oggi il presidente dell'Ibm, Andrea Pontremoli, è un top manager, con cinque figlie. Niente comparsate e vita mondana per lui, appena può prende l’auto e raggiunge moglie e figli a Bardi, sull’Appennino parmigiano. Le multinazionali apprezzano tipi come lui e diffidano dei single che si fermano in ufficio fino a notte e non staccano mai.
Secondo gli osservatori la famiglia non soltanto non è più considerata un ostacolo alla carriera, ma è sempre più un efficace biglietto da visita. «Famiglia e quotidianità sono i valori emergenti - sostiene il sociologo Giampaolo Fabris -. Un manager scapolo, senza figli, non è tranquillizzante». Un matrimonio duraturo e con abbondante prole è spendibile sul lavoro. E non è una moda milanese o della capitale.

Verso il superamento della cultura dell’aut-aut?
Tony Blair si insediò a Downing Street con tre figli ed entrò poco dopo nel club dei «4». Ségolène Royal in campagna elettorale si è proposta (anche) come mamma delle sue quattro creature e Angela Merkel ha preso una  posizione ultranetta scegliendo come ministra della Famiglia una madre di sette-figli-sette.
Fino a ieri vigeva la regola «o,o»; o il lavoro o la famiglia. Soprattutto per le donne, finalmente liberate, ma sempre inchiodate a quel bivio. «Oggi cominciano a capire che non c'è più contraddizione tra il progetto esistenziale di libertà e l'assunzione di un ruolo così tradizionale come quello della madre», commenta Marina Terragni, autrice del libro sull'identità femminile La scomparsa delle donne (Feltrinelli).

Il sogno di molti: avere più figli
E le donne cominciano ad osare. L'Istat ha rilevato che il numero di figli desiderati è più alto di quelli reali. Le famiglie italiane non sono (ancora?) cresciute ma sognano di poterlo fare. Molti sono pronti a barattare il Suv per il Doblò, a preferire i cartoni delle otto su Rai2 agli aperitivi «sociali», le domeniche in campagna con i ragazzi alle gare di golf con il capo. Sognano un ciclo continuo di pancioni, parti, svezzamenti, primi passi e primi giorni di scuola. Fa gola la famiglia di Carlo Puri Negri e Giulia Clavarino che conta cinque pargoli, quella di Camilia Borghese Khevenhüller, con quattro femmine, quella di Osanna e Giangaleazzo Visconti, quattro creature anche per loro, quella di Bianca di Savoia e GiIberto Arrivabene, quattro maschi è una femmina, quella di Fiona Corsini che ne ha già cinque e ha il sesto pancione. Piace quella della stilista Luisa Beccaria, con cinque creature dai 23 ai 7 anni, tutti con occhi blu e un nome che inizia per Lu. Come una favola? «Anche. Ma ci sono state le rinunce e i compromessi. Soprattutto però vince Io scambio di energia, dalla famiglia al lavoro e viceversa. E non lo nascondo, sono molti i momenti in cui assaporo quello che ho».