USA: l'embrione ha gli stessi diritti di un bambino già nato

di Matteo Casarosa, 8 settembre 2017

Non c'è bisogno di essere già nati per godere dei diritti di cui godono i cittadini. L'Harvard Journal of Law and Public Policy ha recentemente pubblicato un articolo nel quale l'autore, Josh Craddock, sostiene che il testo stesso della Costituzione degli Stati Uniti escluda la legalità dell'aborto. Questa tesi viene motivata attraverso una linea interpretativa detta originalismo, per la quale il testo della Costituzione andrebbe inteso secondo il significato che gli avrebbero dato le persone del tempo in cui è stata scritta, e la premessa che il termine “persona” veniva inteso comprendere anche i nascituri al tempo della ratificazione della costituzione americana.

In particolare, Craddock mostra che nei dizionari e nella terminologia giuridica dell'epoca i termini “persona” e “essere umano” erano considerati come sinonimi, e che quindi coloro che scrissero la costituzione americana intendevano molto probabilmente riferirsi a qualsiasi essere umano, anche non ancora nato, quando scrissero nel quattordicesimo emendamento della protezione da parte della legge del diritto alla vita di ogni persona.

Per quanto riguarda il fatto che l'embrione, fin dal concepimento, corrisponda alla definizione di essere umano, noi di Documentazione.info ce ne siamo occupati ad esmpio qui e qui.

Per sostenere la sua tesi, Craddock osserva anche che molti degli stati che avevano votato per ratificare il quattordicesimo emendamento avevano anche reso illegale l'aborto. Inoltre, anche se inizialmente il criterio legale per individuare l'inizio della vita umana era la presenza di movimenti fetali percepibili dalla madre, a partire dalla metà del diciannovesimo secolo le corti e gli stati iniziarono a riconoscere questo criterio come scientificamente obsoleto e a considerare come inizio della vita umana il concepimento.

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