Sempre meno giovani si sposano in Italia

di Tommaso Cardinale, 1 ottobre 2018

L’Istat ha pubblicato il report “Popolazione residente per stato civile” aggiornato al 1 gennaio 2018. La popolazione residente in Italia è pari a 60 milioni 484 mila unità. Nel report emerge che rispetto al censimento del 1991 la popolazione anziana è aumentata sia in termini relativi (dal 15,3% a 22,6%) che in termini assoluti (da 8,7 milioni a 13,6 milioni).

4 milioni di coniugati in meno

Rispetto al 1991, quasi 4 milioni di uomini e donne oggi invece di essere coniugati sono celibi e nubili (meno di un milione i divorziati in più rispetto a quella data). Nella fascia d’età 14-64 anni, il 46,7% degli uomini oggi è celibe, mentre il 38,2% delle donne è nubile.

Nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni l’81% degli uomini è celibe, e il 65% delle donne è nubile. Questa è la fascia d’età nel quale la percentuale di matrimoni si è abbassata maggiormente, mentre nella fascia 45-54 anni quasi un uomo su 4 non si è mai sposato. In 25 anni il numero di prime nozze ogni mille abitanti (tasso di primo-nuzialità) è passato da da 658,0 a 449,6  per gli uomini, e da da 670,7 a 496,9 per le donne.

Mentre il numero di matrimoni si abbassa sempre di più, aumenta esponenzialmente quello delle libere unioni di celibi e nubili, ovvero quello delle convivenze o coabitazioni (in 20 anni si sono quasi decuplicate).

Le unioni civili

Il trend delle unioni civili prosegue in maniera analoga a quanto riportato l’anno scorso: lo 0,02% della popolazione residente ha contratto unione civile in Italia o ha convalidato un’unione civile ratificata all’estero, per un totale di 13,3 mila persone. Solo l’11% di queste unioni civili è avvenuta nel sud, mentre un quarto del totale di tutte le persone unite civilmente risiede a Milano, Roma e Torino.

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