
Il grafico che segue mostra le risorse del Fondo per la Sicurezza Interna dell’Unione Europea (FSI) destinate ai singoli Stati per il periodo 2014-2020. Le cifre sono espresse in milioni di euro. I finanziamenti dell’Fsi sono assegnati per due diversi scopi: il controllo delle frontiere e dei visti (rosso) e il potenziamento delle forze dell’ordine (in blu).

All’Italia, le briciole
Il Fondo per la Sicurezza Interna è stato creato dalla Commissione Europea per la lotta al terrorismo e alle altre forme di crimine organizzato internazionale. In totale i fondi erogati finora ai singoli Stati sono stati 1.938 milioni di euro, dei quali 212,94 vanno all’Italia. Una parte del budget del fondo non è rappresentata nel grafico, perché non viene affidata alla gestione degli Stati ma viene gestita direttamente dalla Commissione Europea, per interventi di emergenza e per favorire la cooperazione tra Paesi diversi. Considerando anche questa parte del budget, il totale della spesa sale a 3.764 milioni di euro, lo 0,35% del bilancio della Ue. Di questi, 2.760 milioni sono per il controllo di visti e frontiere e 1.004 milioni per potenziare le forze dell’ordine. Inoltre sono stati messi a budget altri 138,7 milioni per rafforzare i meccanismi di condivisione delle informazioni tra i vari Stati.
Il budget 2014-2016 è maggiore quello del 2007-2013: il finanziamento per il controllo delle frontiere e dei visti è cresciuto del 51,2% e quello per il potenziamento della polizia del 35.7%.
La spesa è in aumento
Nel solo 2015 il Fondo ha erogato 274.7 milioni di euro che saliranno a 397 milioni quest’anno. Gli attentati dell’11 settembre 2001 hanno reso evidente al mondo la minaccia del terrorismo islamico e da allora gli Stati europei hanno cominciato a investire di più nelle misure di sicurezza. Calcolare quanto hanno speso in totale è difficile, anche perché molti provvedimenti, per esempio i controlli antiriciclaggio, sono stati presi sia contro il terrorismo sia contro altre forme di criminalità e costi e procedure variano da Stato a Stato. Tuttavia, l’ufficio studi del Parlamento europeo stima che la spesa degli Stati della Ue per la lotta al terrorismo sia cresciuta da 5,3 milioni di euro nel 2002 a 93,7 milioni nel 2009. La voce “Sicurezza e cittadinanza” nel bilancio dell’UE è quasi raddoppiata: da 2.522 milioni di euro nel 2015 a 4.052 milioni nel 2016.
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