Povertà in Italia, in dieci anni è più che raddoppiata

di Filippo Passantino, 15 marzo 2017
La povertà in Italia è aumentata più del doppio negli ultimi dieci anni. Lo indicano i dati di Openpolis, che segnalano un aumento del 141%. Sono 4,6 milioni le persone nell'indigenza assoluta: si tratta quasi dell'8% della popolazione residente in Italia, come conferma anche l'Istat. Se le condizioni peggiori si vivono al sud, al nord i bisognosi sono triplicati. Nel 2005 i poveri erano 588mila al nord e poco più di un milione al sud. Adesso sono rispettivamente 1,8 e 2 milioni circa. Dati che nascondono storie di persone che non possono permettersi spese essenziali, come quelle per gli alimenti, la casa, i vestiti, i mezzi pubblici o le medicine.
 
Non bisogna essere necessariamente disoccupati per essere poveri. Lo confermano i dati elaborati da Openpolis per Repubblica.it. Tra le famiglie operaie, il tasso di povertà è salito dal 3,9 all'11,7%. Ma, più in generale, con la crisi il rischio di finire in miseria è aumentato per i lavoratori in 7 Stati dell’Unione europea su 10. L'Italia è il quarto Paese in cui è cresciuto di più: nel 2005 erano a rischio povertà 8,7 lavoratori su 100, nel 2015 sono diventati 11. 


Proprio le famiglie sono quelle che hanno subito di più l’impoverimento. Il numero di famiglie in povertà assoluta è quasi raddoppiato. Erano 819mila nel 2005, mentre oggi sono quasi 1,6 milioni. Sono passate dal 3,6 al 6,10%. In pratica, su 100 famiglie, 6 non possono permettersi un tenore di vita accettabile. Un dato che ha specifiche ricadute: il 38,6% delle famiglie non può far fronte a spese impreviste (erano il 29% nel 2005), mentre sono aumentate del 65% quelle che non possono permettersi di riscaldare la propria abitazione.

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