Perché Papa Francesco non ha profanato una chiesa con un pranzo

di Raffaele Buscemi, 5 ottobre 2017

La visita del Papa a Bologna ha portato con se alcuni strascichi. Alcuni giornalisti, di un paio di testate, hanno parlato di “desacralizzazione” e “profanazione” a causa del pranzo che Papa Francesco ha consumato all'interno della basilica di San Petronio.

Papa Francesco ha profanato una chiesa?
Senza addentrarci troppo in queste polemiche vediamo perché queste due accuse sono senza fondamento e perché Papa Francesco non ha profanta nessuna chiesa. La tradizione secolare della Chiesa,infatti, ha fatto uso di questo tipo di accoglienza: i poveri sono al centro del Vangelo, Gesù è descritto molte volte nel Vangelo a tavola e anzi veniva accusato perché si sedeva con pubblicani e peccatori ed era di scandalo, ma per uno che si dice cristiano accusare il proprio fondatore di scandalo e non percorrere invece le sue strade è un po' problematico.


Perché non c'è stata profanazione: la tradizione
Si è detto che mai si era stato fatto un pranzo in cattedrale o nelle basiliche, e invece la storia attesta tutt'altro: san Giovanni Crisostomo, che non è sicuramente un modernista, ha molte volte approvato questa usanza. Lui diceva per esempio che nelle chiese c'era l'usanza ammirevole dei fedeli che ascoltata la parola di Dio partecipavano alle preghiere e poi prima di tornare a casa si fermavano alla stessa tavola con le provviste che avevano portato i ricchi. Gregorio Magno, vescovo di Roma nel VI secolo, aprì le chiese per far mangiare i più poveri quando c'erano violenze nella città, e così via. Nella basilica di Costantino (ovvero la chiesa che esisteva prima di San Pietro in Vaticano) sono numerosissime le fonti storiche che parlano di banchetti, pranzi e cene all'interno della struttura. Come racconta anche Alberto Angela in un libro dedicato proprio alla chiesa dove riposano le spoglie di San Pietro.
 

Perché non c'è stata profanazione: i casi recenti
Arrivando a giorni nostri ci sono state altre iniziative identiche che però non hanno suscitato nessun scalpore e nessuna polemica su profanazioni varie:

Il card. Bagnasco nel 2015 ha accolto i poveri in un pranzo di Natale proprio dentro una stupenda basilica, l'anno dopo il card. Sepe, con tanto di grembiule, ha servito il pranzo ai poveri all'interno di un'altra chiesa (erano circa 600) continuando una tradizione che era nata addirittura nella sua stessa casa. Ci sono altri casi anche a Cassino ed Alessandria. Ma forse quello più conosciuto è quello di Santa Maria in Trastevere a Roma dove ogni anno si fa una cena di Natale con i poveri all'interno della chiesa. In tutte queste occasioni non era mai arrivate nessuna accusa di profanazione.

Non si capisce quindi perché lo sia quella di Bologna. Alcuni hanno spostato il focus prima dal pranzo alla presenza di WC chimici all'interno della chiesa. Appurato dalle foto che non c'era nessn WC in chiesa l'accusa si è spostata al fatto che i WC erano sul sagrato che è pertinente alla chiesa. Solo che dalle foto non risulta, anche stavolta, nulla di tutto questo. 


Perché non c'è stata profanazione: il diritto canonico
Inoltre anche il codice di diritto canonico (canone 1210) dice che il luogo sacro è sì dedito alla promozione del culto, della pietà, della religione e così via, ma l'ordinario, cioè il Vescovo, può anche permettere altri usi, purché non siano contrari alla santità del luogo (come ad esempio un concerto di musica classica). Se si parla di pietà, come luogo sacro in cui si deve esercitare, mi sembra che nel Vangelo dare da mangiare agli affamati sia una grande opera di misericordia corporale. Che è poi è quella che in sostanza è stata realizzata.

In sostanza: un pranzo in chiesa può non mettere a proprio agio e sicuramente si può discutere sull'opportunità di organizzarne uno e se non sia il caso di cercare strutture alternative. Qui non c'è una risposta giusta o sbagliata, solo pro e contro. Ma l'accusa di profanazione/desacralizzazione non sta in piedi né dal punto di vista “legalistico” né da quello della tradizione ne da quello evangelico.