Siamo sicuri che i sacerdoti sono depressi?

di Giovanni Tridente, 4 marzo 2016

Non di rado chi è credente è considerato con sospetto, soprattutto riguardo all'integrità del proprio stato psicologico. Questi sospetti diventano maggiori nel caso di chi è religioso o addirittura sacerdote. A essere messo in dubbio è il benessere psicofisico di queste persone (predisposizioni caratteriali, disturbi depressivi, dipendenze varie), la cui carenza sarebbe effettivamente legata al particolare stato di vita.

Una ricerca realizzata dall'Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro, ideato e coordinato da Antonio Cerasa e pubblicato sulla rivista "Personality and Individual Differences" ha invece dimostrato esattamente il contrario.

Per la prima volta è stato preso in esame un campione di 200 sacerdoti diocesani della Chiesa Cattolica, confrontato con oltre 300 credenti praticanti e 200 persone dichiaratesi non credenti o agnostici. L'indagine riguardava la verifica di 5 grandi fattori: stabilità emotiva, estroversione, amicalità, apertura mentale e coscienziosità.

I tratti caratteristici dei sacerdoti che sono risultati molto alti dallo studio riguardano proprio la coscienziosità, e cioè l'affabilità, la puntualità, la capacità di auto-organizzarsi.

I sacerdoti si sono distinti anche per l'amicalità, cioè la capacità di essere empatici, modesti, sensibili, altruisti e fiduciosi, caratteristica comunque riscontrata ampiamente tra i credenti.

L'indagine con il "Neo Personality Inventory" ha fatto emergere anche una maggiore stabilità emotiva e una estroversione sempre nei sacerdoti, e quindi una scarsa impulsività, e lo scarso desiderio di andare alla ricerca di nuove sensazioni.

Sacerdoti e fedeli laici hanno dimostrato, infine, anche una chiara tendenza ad approfondire ciò che è già conosciuto, e quindi ad affidarsi a un'autorità riconosciuta all'interno della comunità per quanto attiene ai valori.

Leggi il comunicato del CNR

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