Ictus e risveglio dal coma: la storia di George Pickering III

Washington Post, 3 febbraio 2016

George Pickering III era stato dichiarato in stato di “morte cerebrale” e i medici stavano per “staccare la spina” dei macchinari che ancora lo tenevano in vita. La sua storia la racconta il Washington Post che parte dal giorno in cui George è stato colpito da un Ictus finendo in coma farmacologico.

Solo il padre, George II, non si era rassegnato all'idea che il figlio dovesse morire a soli 27 anni: "Sapevo che se avessi avuto tre o quattro ore in più, quella notte, sarei riuscito a sapere se era davvero cerebralmente morto. Si stavano muovendo tutti troppo in fretta: l'ospedale, gli infermieri, i dottori". Ha deciso di dire no a un passo dalla fine ha impugnato la pistola, ha minacciato di sparare ai medici che stavano per staccare quella maledetta spina e ha tenuto lontani polizia e personale ospedaliero per tre ore. Sebbene Pickering sia stato poi velocemente disarmato da un altro figlio che era presente all'ospedale si è comunque rifiutato di arrendersi agli ufficiali di polizia creando una situazione di stallo. 

Il tempo necessario per sentire, per ben quattro volte, che dietro sollecitazione il figlio riusciva a stringergli la mano. Il tempo giusto per capire che George III non era morto, neanche cerebralmente.

L'uomo ha ammesso di essere stato aggressivo e in stato di ubriachezza ed è comunque andato in prigione. Ora, a quasi un anno di distanza, suo figlio ha pienamente recuperato e lui, incarcerato per aggressione armata dopo quel disperato blitz, è stato da poco rilasciato. "E' stata infranta la legge, lo so ma è stato fatto per un buona ragione. E' solo grazie a questo che io sono ancora qui: è stato amore, solo amore. E' dovere di un genitore proteggere I propri figli, e questo è quello che ha fatto mio padre. L'unica cosa che conta è che sono vivo e vegeto, che mio padre è tornato a casa e che siamo di nuovo insieme" ha detto George II.

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