Eutanasia in Europa: la situazione legislativa

Stefano Grossi Gondi, 1 luglio 2015

L'eutanasia in Europa

Un libro uscito dpoco è l'occasione per riparlare (qui il nostro dossier) del tema dell'eutanasia. Ci riferiamo al lavoro di Giovanna Razzano "Dignità nel morire, eutanasia e cure palliative nella prospettiva costituzionale”, Giappichelli Editore, che tra le altre cose illustra la realtà legislativa dei principali paesi europei, spesso presi come riferimento nel dibattito in Italia. Ecco quindi in sintesi l'attuale situazione, paese per paese.

Paesi Bassi

L'eutanasia e il suicidio medicalmente assistito sono regolamentati dalla Legge sul controllo di interruzione della vita su richiesta e assistenza al suicidio, in vigore dal 1 aprile 2002 , Essa introduce cause di giustificazione dei medici, senza depenalizzare eutanasia e assistenza al suicidio. Viene applicata anche a minorenni e a malati non terminali. 

Destinata a casi estremi, nella pratica di oltre dieci anni si è allargata a molti altri casi, in virtù dell'interpretazione sempre più elastica della "sofferenza insopportabile”, fino a riguardare le patologie legate all'età, quali la mobilità ridotta a causa dell'artrite, l'abbassamento della vista e la sordità. E così via, in linea con la soggettività della percezione del paziente.

Un dato sui minorenni che richiedono l'eutanasia: sono circa 5 l'anno, Molto superiore è la cifra di neonati soppressi, ovviamente senza il loro consenso.

La World Medical Association (2002) in una risoluzione ribadisce che l'eutanasia è in conflitto con i principi etici fondamentali della professione medica.

Il Protocollo di Groningen (2005) dell'associazione pediatrica olandese, consente di eliminare neonati affetti da spina bifida. Successivamente, l'associazione dei medici olandesi KNMG ha allargato l'interruzione volontaria della vita dei neonati ai casi di "difetti molto seri alla nascita”.

Belgio

La Legge del 20-12-1999 che regolamenta l'eutanasia. Nel 2014 è stata estesa ai minori. Ruolo centrale è assegnato alla valutazione medica. Una ricerca recente rivela come la decisione di togliere idratazione e nutrizione è stata presa dai medici senza consultare a tempo debito paziente e familiari, come previsto dalla legge. I pazienti, familiari, medici colleghi ed infermieri sono stati consultati, rispettivamente, nel 19%, 76%, 41% e 62% dei casi. E se la legge prevede che i medici prospettino al paziente l'alternativa delle cure palliative, soltanto il 10% dei medici coinvolti ha ricevuto formazione su queste cure palliative (vedi dossier dell'European Institute of Bioethics del 2012). La Commissione di controllo belga segnala che in molti casi l'eutanasia viene praticata senza una richiesta.

Lussemburgo

Legge del 16-3-2009 sull'eutanasia e l'assistenza al suicidio, ricalca quelle olandese e belga, ma escludendo i minori.

Regno Unito

- Suicide Act del 1961: il suicidio non è un crimine

- La Commissione di etica medica della Camera dei Lords ha dichiarato nel 1994 che la riprovazione sociale dell'uccisione intenzionale è la pietra angolare del diritto e delle relazioni sociali. Il morire - continuava la Commissione - non è una faccenda personale o individuale, ma si riflette sulle vite degli altri. L'interesse dell'individuo non può essere quindi separato da quello della società nel suo complesso.

- Mental Capacity Act, in vigore dal 2007, concede di esprimere anticipatamente le proprie volontà riguardo ai trattamenti sanitari, seguendo il principio dei best interests del paziente; allo stesso tempo vengono puniti l'istigazione e l'aiuto al suicidio. Il successivo Code of practice ha escluso che con la dichiarazione anticipata si possano rifiutare le cure di base, come nutrizione e idratazione via bocca, riscaldamento e pulizia. Si possono rifiutare anticipatamente la nutrizione e l'idratazione artificiali.

Germania

- La Legge del 29 giugno 2009 introduce il testamento biologico. Un tutore verifica la congruenza tra dichiarazioni anticipate e situazione reale e ha il ruolo di ricostruire la volontà presunta nei casi in cui manchi una dichiarazione anticipata. Il tutore si consulta con il medico curante; la sua decisione è soggetta all'autorizzazione del Giudice tutelare.

- La sentenza 25-6-2010 della Corte di Giustizia federale ha giustificato non soltanto l'omissione del nutrimento artificiale, ma anche l'intervento attivo per interrompere trattamento non gradito dal paziente.

Problema tutto tedesco: il termine "eutanasia” richiama direttamente il Programma-Eutanasia del Nazismo e crea imbarazzo ai suoi sostenitori. Nel dibattito questo termine è stato quindi sostituito con "Sterbehilfe” (aiuto alla morte), mentre la nuova tendenza è di usare il termine "Sterbebegleitung” (accompagnamento alla morte). 

Spagna

La Legge 14-11-2002, n. 41 parla di rispetto della dignità della persona e di rispetto della volontà del paziente. Egli ha diritto di essere informato e di scegliere tra le possibili opzioni cliniche. Soltanto in casi limite di forza maggiore si può agire senza il suo consenso. Una persona può dare istruzioni anticipate riguardo ai trattamenti sanitari ricevuti in stato di incoscienza, ma queste istruzioni non sono vincolanti per i medici quando risultino contrarie alla legge. Viene lasciato ampio spazio alla valutazione del medico .

Il Tribunale costituzionale spagnolo aveva nel 1990 escluso che il diritto alla vita potesse configurarsi anche come diritto alla propria morte.

Francia

L'eutanasia è espressamente proibita dal codice penale, sia in forma attiva che passiva. 

La Legge Leonetti del 2005 consente ad un paziente di rinunciare a trattamenti terapeutici, anche vitali. Si possono redigere direttive anticipate sul fine vita, nel caso venga a mancare la capacità di intendere e volere. Il medico ne tiene conto se redatte negli ultimi tre anni.

Nel 2013 la Commissione diretta da Didier Sicard (ne abbiamo parlato qui) ha studiato le problematiche relative all'introduzione del suicidio assistito e della depenalizzazione dell'eutanasia. Il Rapporto Sicard non è arrivato a conclusioni nette; ha certamente auspicato un ulteriore sviluppo della medicina palliativa e un migliore applicazione della legge in vigore, nel rispetto del malato. Lo scienziato francese ha inoltre dichiarato che una legge sull'eutanasia sarebbe inutile e dannosa.

La Società francese di anestesia e rianimazione ha successivamente ribadito la netta distinzione fra la sedazione palliativa e l'eutanasia, e ha denunciato la mancanza di una cultura palliativa. Anche tra i medici, che risultano in materia scarsamente preparati. Un elemento da non trascurare - afferma lo Studio degli anestesisti francesi -  è quello economico: l'aumento del ricorso all'eutanasia (ad esempio nel Benelux) è anche dettato dalla "economicità” dell'eutanasia rispetto a qualunque tipo di cure di fronte al problema dell'invecchiamento della popolazione. È un dato che i pazienti che si trovano in una situazione economica precaria e senza la copertura di un'assicurazione sanitaria siano i più inclini a richiedere l'eutanasia. Infine, gli investimenti dell'industria farmaceutica si concentrano sulla medicina più redditizia a detrimento della medicina palliativa.

Recentemente si è parlato di eutanasia in relazione al caso Lambert, perché la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata a favore della interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali per il 40enne Vincent Lambert, in stato vegetativo. Praticamente un altro caso Englaro, con la differenza che qui c'è contrasto tra i parenti: la moglie ha chiesto di metter fine alla vita del marito, i genitori chiedono di poterlo tenere in vita.

 

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