Dove si trovava la Sindone durante la Quarta Crociata? Lo rivela una lettera di papa Innocenzo III

di Sara Maddaloni, 12 giugno 2025

La Sindone all’epoca della Quarta Crociata si trovava a Costantinopoli, capitale dell’Impero Bizantino. A confermarlo è una missiva di papa Innocenzo III, risalente a novembre 1204. 

La tradizione relativa alla conservazione del corredo funerario di Gesù è molto complessa, ma grazie a numerosi studi, come abbiamo raccontato in questo articolo, è stato possibile ricostruire gran parte della sua storia. 

Uno dei periodi più oscuri riguardo alla collocazione della Sindone è senza dubbio quello compreso tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, proprio durante la Quarta Crociata (1202-1204). Alcuni indizi significativi, trasmessi da papa Innocenzo III, hanno però permesso di fare chiarezza su questa fase ancora incerta.

Chiesa cattolica: una reliquia come conferma della sua superiorità

Nel 1198, a pochi mesi dalla sua elezione, papa Innocenzo III, desideroso di riconquistare Gerusalemme e, soprattutto, di riaffermare la supremazia del Soglio di Pietro su tutta la cristianità, indisse una nuova crociata. 

Il pontefice era fermamente convinto della supremazia spirituale di Pietro, e quindi del suo successore. Supremazia che, come scrive in una lettera datata novembre 1204 e indirizzata al clero latino impegnato nella spedizione crociata, era confermata dalla presenza a Roma della reliquia del volto di Cristo, ovvero dell'immagine della testa del Figlio di Dio: 

«I misteri dell'umanità di Cristo sono rappresentati dal lino con cui era stato avvolto il corpo ferito mentre si ritiene che il sudario che era sopra la sua testa fosse il mistero della divinità. Infatti secondo l'Apostolo: “Il capo degli uomini è Cristo, il capo di Cristo è Dio”». 

La sola presenza di una reliquia tanto preziosa bastava, secondo Innocenzo III, a giustificare l’obbedienza di tutto il mondo cristiano a Roma.

Se infatti a Roma, dove risiedeva il successore di Pietro, il “capo” della Chiesa cattolica era giusto che fosse custodito il telo che aveva avvolto il volto (cioè il “capo”) di Gesù, era altrettanto giusto, scrive il pontefice, che a Costantinopoli, nelle mani dell'Imperatore latino, vi fosse il lenzuolo che avvolse il corpo di Cristo. All'Imperatore, infatti, spettava il compito di avere cura dei corpi. 

Dove fu portata la Sindone dopo i saccheggi di Costantinopoli?

Sappiamo, dalla epistola del pontefice, che nel 1204 la Sindone si trovava a Costantinopoli. Meno chiaro è il suo destino dopo la conquista della città da parte dei crociati in quello stesso anno.

Un indizio prezioso ci viene dato da una supplica, giunta sino a noi attraverso una trascrizione ottocentesca contenuta in un Cartulario e inviata il 1° agosto 1205 da Teodoro Angelo Comneno, nipote del deposto imperatore bizantino, a papa Innocenzo III, per denunciare le ruberie di reliquie subite durante il saccheggio di Costantinopoli avvenuto l'anno precedente. 

Tra gli oggetti depredati, riporta Teodoro Angelo Comneno, c’è “il lenzuolo nel quale fu avvolto, dopo la morte e prima della Resurrezione, nostro Signore Gesů Cristo”, il quale, a detta dello scrivente, era stato portato ad Atene. 

Un’ulteriore conferma viene data dall’abate Nicola Nettario di Otranto, il quale nell’estate del 1205 accompagnò il legato pontificio Benedetto di Santa Susanna proprio a Costantinopoli, a Tessalonica e ad Atene e che quindi ebbe l’occasione di vedere con i propri occhi le “spárgana”, termine greco che indica le fasce utilizzate per avvolgere il corpo del defunto. 

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