Da Voltaire ad Einstein: le citazioni famose, ma mai dette dagli autori

di Francesco D'Ugo, 15 ottobre 2018

Citazioni. Le bacheche dei nostri social ne sono piene: Gandhi, Voltaire, Socrate, Einstein sono solo alcuni dei grandi pensatori della storia di cui vengono riportate le frasi più ispiranti. Ma non di rado capita che venga commesso qualche errore storico o filologico. Siamo sicuri allora che tutte le citazioni che condividiamo siano vere?

Vediamo di seguito alcuni dei casi più famosi di citazioni famose mai pronunciate dai loro autori.

Voltaire - «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire»

La sola versione nota di questa citazione è quella della scrittrice inglese Evelyn Beatrice Hall,

«I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it. », (The Friends of Voltaire, 1906, ripresa anche nel successivo Voltaire In His Letters (1919)).

Charles Wirz, studioso di Voltaire, ha ricordato nel 1994, che Miss Evelyn Beatrice Hall, citò a torto questa frase in due opere da e riconobbe espressamente che la citazione in questione non era autografa di Voltaire in una lettera del 9 maggio 1939, della rivista “Modern language notes”.

Qui si può leggere l’estratto della lettera in inglese che Miss Hall scrisse alla rivista.

Dopo la smentita era ormai troppo tardi: la frase di Miss Hall aveva varcato l’Atlantico e dopo un piccolo rimbalzo nei circoli ristretti dei liberal era entrata nel formidabile circuito dei media americani, tramite il popolare Reader’s Digest (Giugno 1934) e la Saturday Review (11 Maggio 1935). Da allora la sua diffusione è stata inarrestabile.

Machiavelli – «Il fine giustifica i mezzi»

È forse uno dei casi più celebri di citazione falsa attribuita a un personaggio storico.

Solitamente questa frase è usata per riassumere l’utilitarismo presentato da Niccolò Machiavelli ne Il Principe. La citazione, nel tentativo di riassumere il suo pensiero, ha il risultato di semplificare eccessivamente il suo pensiero basato sulla separazione di politica e morale. Il passo incriminato è questo:

«Nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de' Principi ... si guarda al fine ... I mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati».

Con l’ultima frase, che è stata indebitamente trasformata nella famosa citazione, l’autore intende dire che azioni del governante contro la morale, ma legate alla ragion di stato saranno bene accolte dal popolo ignorante che ne vedrà solo gli effetti positivi per sé. (Qui una sintetica, ma esaustiva spiegazione del machiavellismo).

Galileo – «Preferisco ragionare anziché credere: ecco perché sono ateo»

Questa frase, comparsa qualche anno fa su dei manifesti nelle strade di Pisa, non sembra essere confermata da nessuna fonte e anzi è in contraddizione con quello che gli studi sul padre della scienza moderna ci hanno tramandato della sua persona. Tra gli studiosi di Galileo è ben conosciuta, infatti, la fede cattolica dello studioso e si può trovare attestata in diversi suoi passi. È inoltre anche ben attestata la sua convinzione della compatibilità di scienza fede. Qui si possono trovare alcune sue citazioni, vere, a riguardo.

Allo stesso modo, è falsa anche la storia della famosa frase «E pur si muove» che, secondo l’opinione comune, lo scienziato avrebbe pronunciato al termine dell’abiura. E pur Galilei non l'avrebbe mai detta al tribunale dell'Inquisizione: infatti il primo scrittore ad averne fatto menzione fu il giornalista Giuseppe Baretti in una ricostruzione della vicenda nel 1757.

Einstein – Dio e l’origine del male

Molto probabilmente avrete letto o sentito il racconto del giovane Einstein che, nonostante la tenera età, diede prova di grande sagacia e intelligenza fornendo a un insegnante ateo e cattivo che lo stava vessando, una brillante spiegazione del perché Dio permette il male nel mondo.

Eppure questa storia circola ininterrottamente sul web dal 1999, anche in varie versioni, tra cui il personaggio del giovane Einstein è sostituito prima da un soldato coraggioso poi da una ragazza sagace.

In ogni caso fu lo stesso Einstein a lasciare scritto di diffidare da chi gli attribuiva una fede particolare, cancellando i dubbi su quale fosse la sua posizione in tema di religione.

Gesù – «Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te»

Nei vangeli di Matteo (7,12; 22,36-40) e di Luca (6,31; 10,27) Gesù esorta ripetutamente ad applicare la regola d'oro del Levitico (cioè nella sua formulazione positiva, quella più esigente), ma non la pronuncia mai in questa sua versione negativa. La citazione precisa sarebbe infatti:

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.»

(Gesù nel discorso della Montagna, dal Vangelo secondo Matteo 7,12)

 

Ulteriore documentazione su citazioni errate si può trovare qui.

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