Sette luoghi comuni sul Medioevo

di Raffaele Buscemi, 6 luglio 2015

“Non siamo mica nel Medioevo!”. Quante volte abbiamo sentito questa frase quando qualcuno vuole indicare oscurantismo e arretratezza?

Perché tutti pensano che fosse un’epoca di ignoranza, mancanza di ogni regola, barbarie e abusi da parte dei più potenti? Se quando pensate al Medioevo la prima cosa che vi viene in mente sono i roghi dell’Inquisizione e le cinture di castità, allora dovete leggere questo articolo, e rivalutare per un momento ciò che ci hanno insegnato a scuola. Il sito “Seicappelli” ha infatti stilato una lista di luoghi comuni e bufale sul medioevo che farebbero storcere il naso ad ogni medievalista e di cui noi vi proponiamo un sunto.

La storia che ci hanno raccontato a scuola è semplicissima: l’Impero romano fu grandezza, ricchezza e splendore, poi improvvisamente dopo il 476 D.C iniziò quel periodo chiamato “Medioevo” che durò fino al Rinascimento, con cui finalmente si ebbe una rifioritura improvvisa delle arti e dei mestieri, di tutto ciò su cui si fonda il nostro concetto di modernità. Ma davvero i secoli che vanno dalla caduta dell’Impero al Cinquecento sono soltanto secoli bui?

Uno tra i più grandi storici medievisti, Jacques Le Goff, diede una definizione famosa di quest’epoca che è molto di più di un’epoca di passaggio: Il Medioevo è sinonimo di progresso. Perché sì, non c’è raccolta senza semina, non c’è sviluppo senza gradualità.

E il Medioevo è stato ingegnoso, per certi versi rivoluzionario, senz’altro è stato un’epoca che ha fondato il nostro modo di pensare moderno. In questi secoli nascono le università, gli ospedali, la città in senso nuovo e il turismo, la lotta di classe, le banche e le strutture amministrative.

Ma ecco una lista di bufale e luoghi comuni sul Medioevo:

1) La caccia alle streghe

Ebbene sì, dimenticatevi l’immagine di brutalità e torture e terribili strumenti del terrore. La caccia alle streghe è un fenomeno storico che viene registrato a partire dalla fine del Medioevo, e anzi si concentra soprattutto nel ‘600 e ‘700. Inoltre fu un fenomeno più legato alle istituzioni laiche (governi, tribunali etc) che religiose.

2) La schiavitù

Innanzitutto, occorre fare una netta distinzione tra schiavo e servo. La servitù della gleba è un vincolo tipicamente medievale che lega il contadino al terreno che coltiva: il servo mantiene la propria identità di persona avente dei diritti ma ovviamente anche dei doveri nei confronti del signore, in cambio di protezione e tutela. Al contrario, la schiavitù prevede la totale appartenenza verso un proprietario che ha, quindi, nei confronti dello schiavo diritto di proprietà e di morte, in quanto “cosa” e non persona.

La schiavitù è una pratica abitudinaria dell’età classica, che scomparì progressivamente  proprio nel Medioevo.

3) Mancanza di leggi

Durante tutto l’arco del Medioevo i documenti mostrano la vitalità sia del diritto longobardo sia del diritto romano classico, ai quali si affiancarono una serie di consuetudini e norme locali. E poi, avete mai visto “Non ci resta che piangere”? Pensate soltanto alla faccia del povero Saverio (interpretato da Roberto Benigni) quando scopre che per aprire una macelleria serve una licenza.

4) Sempre la solita zuppa! 

Quella della scarsa varietà di alimentazione è un’altra bella bufala, dal momento che la dieta medievale risulta equilibrata e varia soprattutto grazie all’importanza che le verdure avevano nell’alimentazione dell’epoca: tra quelle più comuni c’erano diversi tipi di cavoli e insalate (cicoria, lattuga, bietola, rapa) e molte radici (finocchi, ravanelli, carote). 

5) Lo ius primae noctis

Per chi non se ne intenda di latino: il diritto del signore a concupire la moglie del proprio servo della gleba durante la prima notte di nozze. Su questo gli studiosi sono d’accordo: il diritto alla prima notte sarebbe un’invenzione moderna, visto che non esiste alcuna documentazione che ne provi l’esistenza, né nella vastissima mole di lamentele dei contadini verso i loro signori, né nella novellistica, genere licenzioso che non si è mai fatto problemi a parlare di sesso e che, quindi, non avrebbe perso l’occasione di infarcirci qualche bella storia.

6) La cintura di castità

Le donne nel Medioevospesso avevano un potere politico ed economico impensabile per le epoche successive, e molta più libertà. Non esistono reperti di cinture di castità che possano essere fatte risalire al medioevo: quelle che abbiamo sarebbero state costruite nell’Ottocento, favorendo l’immagine poi arrivata felicemente fino ai giorni nostri.

7) La terra è piatta

L’idea della presunta ignoranza dell’uomo medievale è strettamente connessa all’idea che gli unici testi che leggessero erano quelli sacri. Ma l’uomo colto di quell’epoca, al contrario, ne sapeva un sacco ed era avido di ogni tipo di lettura, oltretutto il fatto che fosse cristiano non impediva di possedere della logica e senso critico, anzi.

Ecco perché era concetto assodato quello della sfericità della terra. Basta poco per dimostrarlo: guardate tutte le raffigurazioni del potere imperiale nell’arte di quei secoli. Vi accorgerete che gli imperatori venivano rappresentati sempre con uno scettro terminante con un globo, a volte sormontato da una croce, simbolo della loro sovranità universale su tutte le terre del mondo.

In conclusione, perché allora l’immagine totalmente negativa di questi secoli continua ad essere tramandata di generazione in generazione? Secondo Alessandro Barbero (qualcuno  di voi lo conoscerà grazie a SuperQuark), il pregiudizio sul Medioevo sarebbe legato al “piacere di credere che in passato c’è stata un’epoca tenebrosa, ma che noi ne siamo usciti, e siamo migliori di quelli che vivevano allora”.