Scuola statale e scuola paritaria, quanto costano?

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di Giovanni Vassallo, 6 marzo 2011

La notizia dell'esenzione dall'IMU delle scuole paritarie ha riacceso il dibattito continuo sui costi e l'affidabilità delle scuole paritarie in confronto alle scuole statali. A riguardo sono interessanti i dati forniti dal Ministero dell'Istruzione.

Secondo i dati del Miur (2009) in Italia le scuole statali raggiungono il 74,6% del totale delle scuole (56.789 unità) e accolgono l'87,6% degli alunni.  Le scuole paritarie sono 13.670 e rappresentano il 24,1% delle scuole in totale.

Di queste, circa 8.000 (il 41% delle scuole in totale) sono scuole dell’infanzia, 1500 le primarie, poco meno di 700 le secondarie di primo grado e poco più di 1500 le secondarie di secondo grado; gli alunni che le frequentano rappresentano più o meno il 10% della popolazione scolastica totale, che ammonta a circa 8 milioni e 960 mila studenti.
A seguito della legge 62/2000, che ha riconosciuto la parità a tutte le scuole private purché in linea con determinati requisiti fissati dalla legge stessa, è stato riconosciuto alle scuole paritarie un contributo finanziario che nell’anno 2006 ha raggiunto il suo apice (circa 530 milioni di euro), che poi è stato sistematicamente messo in discussione dalle successive leggi finanziarie, fino a prevedere tagli rilevanti (oltre il 45%), scongiurati, solo in parte, dalle proteste di alcune associazioni di famiglie, scuole ed enti gestori.

La scuola paritaria costa allo Stato meno dell'1% di quella statale, ma serve il 10% degli alunni
Nel Quaderno “La scuola in cifre 2009-2010″, curato dalla Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e i Sistemi informativi del MIUR, si legge che in Italia uno studente che assolve l'obbligo d'istruzione nella scuola statale (sino ai 15 anni) senza ripetenze e frequentando la scuola materna (13 anni di scolarità) costa circa 88.700 euro, per i diplomati di scuola secondaria di II grado (16 anni di scolarità) raggiunge i 109.420 euro. Per i ripententi il costo sale di oltre il 6%.

Le risorse destinate nel 2009 alla scuola statale ammontano a più di 54 miliardi di euro: se si desse alle scuole paritarie la cifra che ad esse spetterebbe in base alla percentuale numerica dei suoi iscritti (10%), il contributo dovrebbe ammontare a oltre 5,4 miliardi di euro, dieci volte in più di quanto viene riconosciuto attualmente. Sul bilancio totale dell’istruzione la scuola paritaria rappresenta, infatti, meno dell’1%.

Un risparmio annuo di oltre 6 miliardi di euro
In sostanza, allo Stato ogni alunno di scuola paritaria costa annualmente 584 euro nell’infanzia, 866 nella primaria, 106 nella scuola secondaria di primo grado, 51 nella secondaria di secondo grado. Sono cifre interessanti se paragonate al costo annuale di un singolo alunno di scuola statale: la spesa per studente delle istituzioni scolastiche pubbliche nel 2009 si attesta intorno a 6.635 euro (6.351 euro per la scuola primaria, 6.880 per la secondaria). A conti fatti, dunque, l’esistenza delle scuole paritarie garantisce allo Stato un risparmio annuo di oltre 6 miliardi di euro che è quanto spenderebbe se tutti gli alunni che le frequentano passassero alla scuola statale.

Molti sostengono che il Governo toglie risorse alla scuola statale per darle alla scuola privata; alla luce di questi dati, bisognerebbe affermare il contrario.  

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Commenti

E' scandaloso sentire da taluni media che lo Stato toglie alle scuole Statali per darle alle scuole paritarie. Per giustizia dovrebbe aumentare notevolmente i fondi a favore delle Scuole paritarie.
Complimenti per la buona informazione fornita.

Nell'articolo non si risponde ad una domanda molto semplice: perché la scuola privata è più economica della scuola pubblica?
L'Istat (Istituto Nazionale di Statistica) ci offre una prima risposta.
Infatti nel 2008 i dipendenti <strong>irregolari</strong>(ossia con contratti in nero) nel settore istruzione erano 17.200 mentre nel 2009 si è passati a 19.000 (+10,5% in un solo anno!): ovviamente questo <a href="http://www.istat.it/it/files/2011/09/tavole3.zip?title=Misura+dell%E2%80... riguarda solo le scuole private, visto che quelle pubbliche non possono avvalersi di insegnanti <em>"irregolari".</em>
Questa non è la sola causa di <em>"ecomomicità".</em>
Infatti il Ministero dell'Istruzione ha realizzato un <a href="http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot2085_12">monitoraggio</a> su 5.986 istituzioni statali e 4.250 paritarie. 
Dalla recente ricerca del Ministero dell'Istruzione risulta che le scuole private sono nettamente indietro alle scuole pubbliche. Infatti ben il 99,3% delle scuole pubbliche è dotata di laboratori tecnologici e multimediali contro solo il 48,6% delle paritarie. Addirittura solo il 78% delle scuole private ha una connessione ADSL che è invece presente nel 90% delle scuole pubbliche. Inoltre l'82% delle scuole pubbliche è dotata di lavagne interattive multimediali contro il 20% delle scuole private.
Ovvio che la scuola privata - facendo ricorso ad un maggior uso del "nero" e spendendo meno in tecnologia - può essere più economica: tutto a svantaggio della legalità e dell'offerta formativa.
Insomma chi vorrebbe una scuola più economica ma con più contratti irregolari (dati ISTAT) e minore diffusione di supporti multimediali (dati Ministero Istruzione)?
Tralascio di parlare le varie ricerche (Fondazione Giovanni Agnelli ed OCSE) da cui emerge che gli studenti della scuola privata sono nettamente meno preparati di quelli della scuola pubblica....

Riguardo ai laboratori tecnologici delle scuole statali paragonati a quelli delle scuole paritarie.
Io sono un ITP di chimica, precario, per anni l'ho fatto, e di questo settore ne so più di qualcosa.
L'ho fatto agli ITIS di varie specializzazioni, agli IPSIA, ai geometri.....non l'ho fatto mai nei licei perchè non era previsto il laboratorio.
Il 99,3% delle scuole pubbliche è dotato di laboratori? Ma dove esiste? L'hai letta su Topolino questa?
Ma se addirittura mi è capitato di assumere incarichi di supplenza per istituti professionali dove avrei nominalmente dovuto svolgere le ore di laboratorio di chimica, e con tanto di prigramma, ma SENZA IL LABORATORIO.
E io mi son chiesto: in questa scuole che ci sto a fare? Come un agricoltore senza campi o un pastore senza bestie, lavori solo sulla carta, di fatto non puoi svolgere la mansione per la quale sei stato assunto.
Poi non si considera una cosa banale: nelle secondarie, le statali coprono tutti gli indirizzi, le private per lo più sono ad indirizzo umanistico.
Avete mai sentito parlare di istituto tecnico privato per le specializzazioni chimica industriale, elettrotecnica, meccanica e così via? NO! O un professionale privato ad indirizzo chimico-biologico? NO! Sono tutti licei e magistrali, forse qualche geometra.
Quelle sono scuole dove o non c'è il laboratorio, o, se c'è, non si fa attività. Oppure hanno il laboratorio, ma da anni inagibile per le più svariate ragioni, cioè il laboratorio c'è solo per mostra, ma chiuso a chiave e con strumentazione inadeguata a svolgere uno straccio di programmino di chimica.
Praticamente c'è, ma è come se non ci fosse.

Si continua a confondere le scuole paritarie con le scuole private. Le Paritarie devono adempiere a tutte le leggi dello stato in materia di istruzione (contratti lavorativi, sicurezza delle strutture, programmi ministeriali ecc...) e sono a tutti gli effetti Scuole PUBBLICHE non statali. Le scuole private non hanno questi obblighi, tanto che gli studenti devono sostenere gli esami presso scuole pubbliche per vedere riconosciuto il loro titolo di studio. In quanto alla preparazione... Vedo molti alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado e la preparazione dei ragazzi delle paritarie non ha nulla da invidiare a quelli delle statali, con le differenze individuali del caso, cioè ragazzini più o meno dotati.

Si parla troppo spesso perché si possiede la lingua e tante volte nemmeno collegata al cervello.
Le scuole paritarie, parlo espressamente per quanto riguarda le scuole materne, sopravvivono e offrono un Piano dell'Offerta migliore o a parità di quelle statali, non per il nero come stupidamente stai dicendo (per essere denominate paritarie devono avere le stesse osservanze delle leggi della scuola statale e con contratti collettivi di lavoro - diversamente non sarebbero paritarie) ma semplicemente perché la direzione, il consiglio di amministrazione, il giardiniere, il pittore ecc. ecc. prestano la loro opera volontariamente a differenza di dirigenti scolastici che prendono soldi e manco sanno fare il loro lavoro. Inoltre sopravvivono grazie all'aiuto dei lavoretti fatti e venduti dai genitori e dalla comunità dove vivono. Le famiglie partecipano alla vita della scuola e ne fanno parte e NON come in quelle statali che il rapporto famiglia - insegnanti è sempre vissuto come paura di controllo del proprio lavoro e fuori dall'orario scolastico non è possibile nemmeno fare le feste di inizio o fine anno. Spiacente informati che è meglio perché se sei poco informato sull'argomento cerca di non esserlo come cittadino che lo STATO ITALIANO oltre a non avere scuole pubbliche sufficienti per tutti i bambini (ringraziamo il Signore che ci sono le paritarie) COME CITTADINI DOVREMMO PAGARE PIU' TASSE.

é ovvio che la scuola privata costa poco allo stato...è privata, non è lo stato che offre il servizio!! Ma per capire quanto costa a un cittadino la scuola privata bisogna sommare le spese pagate tramite lo stato e le spese pagate al privato. Bisogna capire quanto paga uno studente per la scuola privata in 16 anni di scolarità, aggiungere questa somma alla percentuale pagata tramite lo stato ed ecco che avremo quanto costa la scuola privata. Questo articolo è fuorviante.

è come dire: un'operazione in una clinica privata costa allo stato un decimo che un'operazione in uno ospedale statale, ma va? Ma al paziente costa 10 volte di più. Secondo la logica di questo articolo lo stato potrebbe risparmiare fino a non spendere un euro, si ma...tutto deve pagarlo il cittadino direttamente

Grazie del commento. Veramente la scuola non è privata ma pubblica non statale: chiunque può frequentarla.

In un sistema veramente equo i genitori (come nel resto del mondo) dovrebbero poter scegliere non in base al reddito... invece ora se un genitore sceglie di mandare i figli in una scuola non gestita dallo Stato paga per i suoi figli sia la retta della scuola paritaria, sia le tasse che lo Stato chiede per la scuola. Insomma non è un sistema veramente libero. 

La Sanità è diversa: esistono infatti strutture convenzionate. In queste strutture private chiunque si può curare gratis grazie alla convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. E' libertà. Perché non farlo anche con le scuole?

Finalmente un sito dove si legge la verità sulle scuole paritarie:fanno risparmiare un sacco di soldi allo Stato,tutto qui.Io sono costretta a mandarci mia figlia per gli orari più elastici,che la scuola pubblica non ha:faccio sacrifici,con mio marito,per questo,ma in cambio vedo che i bambini lavorano meglio e sono più seguiti.in cambio otteniamo la dote scuola,che la regione offre ma che ha più spesso tagliato,dimenticando che comunque risparmia,e questo mi fa arrabbiare:risparmia più di 6mila euro a studente e poi non ha i fondi per "restituire" con la dote 500 euro all'anno?Ridicolo!!!

D'accordissimo con Giovanna, la mia bimba frequenta l'asilo nido paritario, e a settembre continuerà con la materna nella stessa struttura. Cantano, ballano, giocano, imparano un sacco di cose e sono certa che cosi' sarà anke il prossimo anno. Nella scuola pubblica purtroppo troppi insegnanti non hanno più voglia di insegnare ai bambini a divertirsi e a scoprire il mondo e la vita... son tutti tesi a pensare a che fine faranno se l'Italia va male, a far notare che loro lavorano... ma hanno fra le loro mani i nostri bimbi!!! E guai a chiedere prescuola o postscuola, mi son sentita rispondere che costa troppo!!!! Al nido accolgono mia figlia alle 7,00, la scuola pubblica mi offriva al massimo le 7,30, sforando perchè da regolamento parte alle 7,45... Ragazzi, la politica scolastica è questa: "se vuoi qualcosa devi pagarlo". Allora lasciateci portare in pace i ns figli nelle scuole paritarie... scuole che tra l'altro fanno risparmiare lo Stato e gli ingrassano anche le tasche!!!!

Dopo aver devastato e distrutto una scuola pubblica per anni orgoglio e riferimento all'estero, prepariamoci a far smontare anche quello che ancora funziona. Ma noi italiani siamo così: siamo fan della rivoluzione francese e siam pronti alla lotta ... dalla poltrona di casa. Non ci informiamo, non ci preoccupiamo e non ragioniamo per il bene comune se non coincide perfettamente col proprio; lo strillone di turno ci incita "a togliere i fondi a..." senza dirci cosa ci farà con quei fondi e noi pronti ad applaudire!

Parlare di risparmio per lo Stato mi sembra assolutamente fuori luogo. Con l'istruzione privata tutto le spese non coperte dal contributo statale (necessariamente piccolo in quanto incostituzionale) rimangano sulle spalle degli utenti, i quali pagano per ricevere un servizio garantito tra i diritti costituzionali essenziali. Libera scelta di persone che se la possono permettere ma ... non chiedeteci di finanziare le scuole dei ricchi e tantomeno le scuole che sfruttano il personale, come capita in tantissime scuole private. Se la scuola materna pubblica costa di più è perchè garantisce meglio i lavoratori.
Massima libertà per le scuole private ma senza oneri per lo Stato!

Io direi massima libertà per tutti i cittadini , non solo per i ricchi .

Non è giusto che lo Stato contribuisca e poi le rette a carico della famiglia siano per pochi eletti: chi vuole la scuola privata se la paghi per intero che di problemi sicuramente non ne ha!!

http://www.uaar.it/news/2012/11/23/costi-pubblici-scuola-privata/

In realtà la cifra di 6 miliardi è inventata, è di 1,5 miliardi, e la spiegazione è semplice: minor stipendio, minor qualità e soprattutto contributi da enti pubblici come comuni, regioni e altri.

La scuola statale è l'unica a garantire una economia di scala e un piano formativo reale, non confessionale, e fornire gli investimenti. Le altre tagliano sui costi, per aumentare i profitti.

http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=8615

Tutti i finanziamenti delle private

Bruno Moretto, Comitato art. 33 Bologna

In relazione alle polemiche che si aprono ogni anno sulla reale entità dei finanziamenti pubblici alle scuole private ci preme evidenziare quanto segue. I finanziamenti pubblici alle scuole private paritarie, già previsti dalla normativa, diventano consistenti con la legge n. 62/2000 (di parità) del Ministro Berlinguer: a) l’art. 13 della Legge prevede fondi a favore delle scuole materne private per la «realizzazione del sistema prescolastico integrato» e delle scuole elementari parificate; b) l’art. 9 introduce fondi regionali per il diritto allo studio a «sostegno della spesa sostenuta e documentata dalle famiglie per l’istruzione mediante l’assegnazione di borse di studio di pari importo» (agli studenti delle scuole statali che non statali). Nel 2007 il ministro Fioroni estende il diritto al finanziamento anche alle scuole medie e superiori. Attualmente l’importo maggiore riguarda le scuole dell’infanzia. I finanziamenti diretti da parte statale alle strutture scolastiche private raggiungono già nel 2002 la cifra di 527 milioni di euro. Nel 2013 sono stati di 501 milioni. Nella legge di stabilità per il 2014 sono previsti 494 milioni.

Bisogna però evidenziare che negli ultimi anni il Trentino e l’Alto Adige provvedono con fondi propri fuori dal bilancio statale. Dal 2009, in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 50 del 2008 che affermò la competenza regionale di una parte dei contributi previsti dalla legge 62/2000 i finanziamenti che ogni anno giungono direttamente alle scuole private vengono erogati sotto due diversi capitoli, il secondo dei quali prevede il parere della Conferenza delle regioni e viene perciò erogato in un secondo momento.
Per il 2014 sono stati previsti con la legge di stabilità rispettivamente le cifre di 274 e 220 milioni.

Per inquadrare compiutamente l’esborso pubblico occorre però evidenziare le sovvenzioni che con leggi e modalità diverse provengono da regioni e comuni. Molti Comuni erogano risorse proprie per le scuole dell’infanzia private che spesso sono molto maggiori di quelle statali.

Esemplare il caso del comune di Cernusco sul Naviglio che eroga ben 300 mila euro a favore di un’unica scuola materna privata. Il comune di Bologna eroga circa un milione di euro dal 1995. Nel 2011 ha erogato 1,188 milioni a 27 scuole d’infanzia private paritarie che si aggiungono ai 1,247 milioni statali e regionali per arrivare a un totale di 2,435 milioni, 90 milioni per scuola in media.

Il comune di Torino eroga 1,700 milioni all’anno a 55 scuole d’infanzia. Tutte le regioni fanno lo stesso. L’Emilia Romagna stanzia ogni anno quasi 3 milioni di euro alle scuole materne private, il Piemonte 2 milioni. A ciò si aggiunge la giungla dei contributi regionali e comunali per il diritto allo studio che in base alla legge 62 dovrebbero essere di pari importo per gli studenti delle scuole statali e non statali. Nella regione Lombardia la «dote per la libertà di scelta» rimborsa fino al 50% della retta scolastica danneggiando gli studenti bisognosi della scuola statale che non prevede costi di frequenza.

Nel 2009 in Lombardia i frequentanti le scuole private (98.392) hanno ottenuto complessivamente 51 milioni di euro mentre gli studenti delle scuole pubbliche (985.755) solo 24. Il Piemonte, il Veneto e la Liguria hanno anch’esse una legge per il diritto allo studio che non rispetta la legge 62/2000 e privilegia gli studenti delle scuole private. Mettendo insieme tutte le voci di finanziamento pubblico si stima a livello nazionale una cifra di circa un miliardo e mezzo di euro annuali per il 10% degli studenti frequentanti le scuole private. Questo a partire dal 2002 per un esborso complessivo di 15 miliardi in 10 anni. Ciò viola l’articolo 33 della Costituzione ma risulta ancor più scandaloso considerando che la scuola statale ha subito negli ultimi 10 anni tagli per più di 10 miliardi. Il tutto avviene contro la volontà dei cittadini che nel maggio scorso, chiamati dal Comitato art. 33 di Bologna a pronunciarsi tramite un referendum comunale sull’uso migliore dei fondi per garantire il diritto d’accesso alla scuola d’infanzia, si sono pronunciati al 60% contro i finanziamenti alle scuole private.

Voglio dirvi alcune cose in breve
1 allora il referendum che é stato fatto non era per i fondi alle paritarie da parte del miur me per i fondi comunali e quindi fondi esterno a quelli stanziati dal miur
2 io mi sono indebitati fino alla testa e ho venduto casa dei miei genitori per saldare i debiti , xké ???? Solamente perché amo vedere il sorriso dei bambini e la felicità dei genitori
3 ho 10 strutture 2 scuola primaria e 8 scuola dell infanzia ma sapete cosa succede ??? Succede che io ho una platea di 500 alunni e su questo numero 200 famiie non mi pagano la retta e sapete perché ? Xké non ci sono posti nella scuola statale e quindi io li accolgo perché non ho il coraggio di rifiutarli e li sostengo tutto a mie spese !!!!
Ma che state dicendo ????? Ma quali fondi , noi co indebitiamo di giorno in giorno sempre di più per sopperire ai ritardi dello stato e non solo .... Adesso vi spiego come funziona:
Il miur convenziona solo le scuole primarie per 19.900€ a classe ciò vuol dire che una sezione completa dalla 1-5a sarà pagata circa 98.000€ e un bambino h con 24 ore di sostegno 19.900€
Sarebbe bello così vero ???? Ma anche così non c'è la facciamo a parare le spese :
Io ho 2 sezioni e lo stato sapete cosa mi paga solo dalla 1-3a per 2 sezioni e gli alunni h non li posso rifiutare e li devo accogliere per i diritti di uguaglianza , ma lo stato mi dovrebbe pagare vero ??? Nooooo cari miei io ho 5 alunni h 3 con 12ore di sostegno e 2 con 24 ore di sostegno e quanto mi danno mi pagano solo 12 ore sulle 84ore perché non ci sono fondi !!!! E quindi noi come facciamo a mantenere le spese ??? I dipendenti lavorano come volontari e pochissimi hanno uno stipendio perché non ce lo possiamo permettere !!!! Dovrei avere ogni anno dallo stato circa 300.000€ e prendo 131.000€ ma che tate dicendo !!! E poi volete sapere per l infanzia bene :
Non ci sono convenzione e i fondi vengono ricavati da quello che resta della scuola primaria : quindi alla fine dell anno quando avete affrontato tutte le spese di tasca vostra il miur ci dice che non ha fondi e dal 2002 (12.000€ circa a sezione ) quest anno 2013/2014 ci ha dato solo 590€ di acconto a sezione e si parla che ci siano solo altri 1000€ per sezione per un totale di circa 1600€ ma ditemi voi come si fa a sostenere le spese ???
Nsa mia città quest anno hanno chiuso 4 scuole su 18 e io sarò costretto anche io a chiuderne altre 4 /10 nell anno scolastico successivo e quindi 4 fitti in meno e 20 dipendenti in meno !!! E quindi 12 volte in più di spese per lo stato !!!! Basta sono deluso dal mio stato e mentre vi scrivo mi lacrimano gli occhi !!! Scusate per la rabbia !!!! Prima di parlare vi prego solo di verificare quello che veramente facciamo !!!! Io sono Raffaele e sono di napoli se qualcuno
Ville venire a verificare il lavoro che c'è questo è il mio num 3398466473