Aborti praticati in Inghilterra e Galles nel 2005: le cifre

Da Zenit, 26/08/2006

Numero totale degli aborti (donne residenti)
Anno 2005    186.416    
Anno 2004    185.700  + 0,4%
+  7.937 donne non residenti (per lo più dall’Irlanda)
Totale aborti: 194.353

Percentuali di aborti per mesi di gravidanza
89% degli aborti    gravidanze inferiori alle 13 settimane di gestazione
67%,             gravidanze inferiori alle 10 settimane.
137 aborti relativi a gravidanze oltre la 24° settimana.

 

 

Tasso di aborto
17 per 1.000 donne residenti tra i 15 e i 44 anni d’età.
In termini di fasce d’età, il tasso d’aborto più alto, il 32,0 per 1.000, ha riguardato le donne tra i 20 e i 24 anni.

Aborto di ragazze minorenni
1.083 aborti su ragazze minori di 15 anni.
Nel 2003-2005 vi sono stati 33 aborti su ragazze minori di 13 anni e 409 aborti su ragazze tredicenni.
Il Governo promuove la segretezza dell’aborto per le ragazze minorenni, tenendone all’oscuro i genitori.

Donne che hanno subito più di un aborto
In ciascuno degli anni 2003-2005, il 32% delle donne sottoposte ad aborto ne avevano avuto uno più o più di uno in precedenza. Questa percentuale è aumentata di circa il 28% sin dal 1995.

Assistenza statale
Il Servizio sanitario nazionale ha pagato l’84% degli aborti praticati nel 2005.

Stato civile delle donne
Il 79% degli aborti sono stati effettuati su donne single
La percentuale è costantemente in crescita sin dal 1995, anno in cui era di circa due terzi.


Motivazione eugenetica

 

 

 

1.900 aborti sono stati effettuati in base alla parte “E” della legge, che consente l’aborto in caso di probabili malformazioni. Il dipartimento della salute ha rivelato che sono state riscontrate anormalità cromosomiche nel 39% dei casi “E”, e malformazioni congenite nel 45% dei casi.
La Sindrome di Down è stata riscontrata nel 22% di tutti i casi “E”, ed ha rappresentato l’elemento più comune nelle anormalità cromosomiche. Alcuni dati relativi agli aborti effettuati in base alla parte “E” non sono stati resi noti su base annuale per via dell’esiguo numero di casi riscontrati. Si tratta delle malformazioni congenite del labbro leporino e della palatoschisi, di cui nel periodo 2003-2005 ve ne sono stati 11 casi.

Aumenta l’aborto in Scozia
Anno 2005 - 12.603 aborti.  (aumento di 142 unità rispetto all’anno precedente)
È il più alto livello sin dalla sua legalizzazione nel 1967.

Circa 3.304 aborti sono stati effettuati su donne e ragazze minori di 20 anni e, di queste, 341 hanno riguardato ragazze minori di 16 anni.


Pareri

 

 

«L’alta percentuale di aborti – il 66% – effettuati entro le prime nove settimane di gravidanza è una chiara dimostrazione, se ma i ve ne fosse stato bisogno, che l’aborto nel Regno Unito è un aborto a richiesta» ha affermato Julia Millington della ProLife Alliance. «E il marcato aumento del numero degli aborti precoci rende difficile non dedurre che l’aborto viene considerato come un metodo contraccettivo» ha aggiunto in un comunicato stampa del 4 luglio in cui commenta questi dati.

Commentando i dati relativi alla Scozia sul Sunday Times del 28 maggio, Katie Grant ha osservato che l’aborto continua ad aumentare nonostante tutti i milioni di sterline spesi per i programmi di educazione sessuale e nonostante i contraccettivi siano largamente disponibili. L’aborto, ha osservato la Grant, «non è più utilizzato come un’opzione di ultima ratio, ma è sempre di più trattato esattamente come un’altra forma di contraccezione».

L’azione pubblica contro l’aborto non migliora la situazione, ha aggiunto Grant. Tutto ciò che il Governo fa è continuare a promuovere l’educazione sessuale esplicita e distribuire preservativi, ha commentato. Questo significa continuare a ignorare le ferite emotive delle giovani ragazze derivanti dall’aborto. «Certamente si potrebbe sostenere che incoraggiare una ragazza minore di 16 anni ad abortire configuri una particolare forma di abuso» ha osservato Grant.

A fronte degli alti livelli di aborto, alcuni hanno fatto appello per introdurre modifiche alla legislazione vigente. A giugno, il cardinale Cormac Murphy-O'Connor si è fatto portavoce di questa istanza, in occasione del suo incontro con il Segretario di Stato per la salute, Patricia Hewitt. L’Arcivescovo di Westminster ha sostenuto che fosse tempo per il Parlamento di rimettere mano all’Abortion Act del 1967, considerate le crescenti preoccupazioni per la frequenza e il numero degli aborti, secondo un comunicato stampa dell’Arcidiocesi, del 21 giugno scorso.

Durante l’incontro il Cardinale ha citato alcuni sondaggi che dimostrano che le donne britanniche vogliono una normativa maggiormente restrittiva per rendere più difficile l’interruzione volontaria di gravidanza.

«Non si tratta di una questione di natura esclusivamente religiosa – ha affermato il cardinale Murphy-O'Connor – è piuttosto una questione umana. L’aborto è la risposta sbagliata ai timori e alle insicurezze. Come società dobbiamo trovare il modo per sostenere le donne che si trovano a portare avanti una gravidanza indesiderata. La gente sa, forse istintivamente, che la bontà di una società non si misura con la sua ricchezza, ma per il modo in cui tratta le persone più indifese, quelle che non godono dell’attenzione pubblica».

La preoccupazione di Blair
Il primo ministro britannico Tony Blair si è detto favorevole ad un dibattito sulla legge sull’aborto perché “preoccupato” per l’attuale situazione normativa, secondo il Sunday Times del 18 giugno. Blair ha espresso questa sua opinione dopo essersi incontrato con il cardinale cattolico e scozzese Keith O'Brien.

Ciò nonostante, «il Governo non ha in programma di modificare la legge sull’aborto» ha affermato un portavoce del Dipartimento della salute, secondo quanto riportato il 21 giugno dalla BBC.

Il 3 luglio, la BBC ha riferito che più di 60 deputati britannici hanno firmato una mozione in cui si auspica una revisione della legge sull’aborto, considerati i progressi scientifici e medici che sono stati compiuti sin dalla sua approvazione nel 1967. Phil Willis, Presidente della Commissione sulla scienza e la tecnologia della Camera dei Comuni, ha affermato che la questione dovrebbe essere rivista, ritenendo che fosse incauto ignorare i mutamenti delle circostanze.


L'attivista sparisce dalla lista

 

 

Intanto, alcuni attivisti che hanno usato strumenti grafici per protestare contro l’aborto, come avviene più di frequente in altri Paesi, sono stati fermati dalle forze dell’ordine. Edward Atkinson, un settantenne antiabortista è stato arrestato e detenuto per quattro settimane per aver inviato per e-mail foto “offensive” di feti mutilati, secondo quanto riportato dal quotidiano Independent dell’8 maggio scorso. Le immagini mostrano mutilazioni e un feto senza testa.

Anche l’Ospedale Queen Elizabeth, obiettivo indiretto delle foto, ha punito Atkinson depennandolo dalla lista d’attesa per un intervento all’anca. Mostrare alla gente le immagini di quanto prodotto da una legge che consente l’uccisione di centinaia di migliaia di bambini non nati è, a quanto pare, troppo per la sensibilità britannica.

 

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