Anche in Cina è arrivato l'inverno demografico

di Raffaele Buscemi, 3 marzo 2026

 

La popolazione della Cina potrebbe dimezzarsi entro il 2100.  Sembra assurdo perchè stiamo parlando del gigante demografico del pianeta, assieme all'India. Eppure nel 2025 la popolazione è diminuita di circa 3 milioni di persone rispetto all'anno precedente.

Il problema non è solo che non nascono più abbastanza bambini, ma anche che la popolazione sta invecchiando molto velocemente. Proprio come in Italia.
Ma come sono arrivati fino a qui? Negli anni '60-'70 il governo lanciò la politica del 'late long fewer' che prevedeva di sposarsi più tardi, aspettare più tempo tra un figlio e l'altro o non avere figli. Poi nel 1979 arrivò la famosa politica del figlio unico, una vera e propria regola amministrativa applicata con molta rigidità, soprattutto nelle città. Essenzialmente bisognava pagare una multa salatissima per avere più di un figlio.

L'idea era semplice: meno persone, più sviluppo economico. Questa strategia temporanea doveva garantire il benessere collettivo ed effettivamente la crescita economica è arrivata, ma oggi il tasso di fecondità è di circa un figlio per donna, mentre per mantenere stabile una popolazione serve un tasso di 2.1. Per fare un confronto, in India è di quasi due, mentre negli Stati Uniti è di 1.6.

Nel 2016 la politica del figlio unico è stata abolita, ma questo non è servito ad invertire la tendenza ma soprattutto un cultura che si era radicata nella popolazione. Oggi Pechino offre incentivi fiscali, campagne pro-natalità e sostegno alle famiglie, ma i giovani cinesi preferiscono comunque non avere figli per via del costo della vita alto, carriere competitive e meno sicurezza economica.

E qui si possono osservare gli effetti del calo demografico. Infatti, meno popolazione attiva vuol dire anche meno forza lavoro e più pressione sul sistema pensionistico, fattori che potrebbero avere un impatto sul ruolo della Cina a livello internazionale.