Di Stefano Grossi Gondi, 11 aprile 2014

L'ultima indagine Doxa rivela un desiderio di famiglia degli adolescenti italiani, visto che il 60 per cento dichiarano di fidarsi dei genitori più di chiunque altro. E c'è anche un 20 per cento che mette al primo posto un fratello o una sorella. Presentata in Parlamento il 10 aprile dal Garante per l'infanzia e l'adolescenza Vincenzo Spadafora (qui ci sono i contenuti della ricerca, all'interno della Terza relazione annuale dell'Authority), questa ricerca è stata svolta tramite interviste a 600 ragazzi tra i 14 e i 17 anni.
La famiglia si rivela un punto di riferimento, visto che il 58% afferma di fidarsi ciecamente dei genitori, e un altro 36% dice "abbastanza”. La sfiducia riguarda solo il 6%. Il motivo è presto detto: in famiglia mi capiscono (lo afferma l'87%). Nel confronto tra le famiglie cd. tradizionali e i nuovi modelli famigliari vincono le prime per opportunità di dialogo e di ascolto: 63% contro 51%. Colpisce la differente percezione tra ragazzi e adulti, perché, nel valutare la propria esperienza familiare, questa opportunità di dialogo e di ascolto viene valutata positivamente dal 63% dei genitori e dal 73% dei ragazzi. I quali evidentemente si appoggiano sulla famiglia più di quanto si pensi. Il 53% ritiene che il tempo passato con i genitori sia poco.
Due desideri apparentemente contrastanti caratterizzano gli adolescenti italiani: avere più autonomia e passare più tempo con i familiari. Gli spazi di autonomia vengono vissuti prevalentemente nei social network l'89% dei ragazzi è iscritto ad almeno uno di essi, con netta prevalenza di Facebook. Ma soltanto il 2% fonda la sua fiducia sugli amici virtuali. Il 68% dei ragazzi segue almeno un corso extrascolastico, il 33% svolge attività di volontariato (in particolare con i bambini). Il divertimento preferito è il cinema, mentre tra le attività assiduamente svolte nell'ultimo anno ecco la classifica: fare passeggiate (59%), assistere a una funzione religiosa (28%), andare nei centri commerciali (26%), andare all'oratorio (13%), frequentare centri di aggregazione (7%), fare attività di volontariato (6%, quindi per l'altro 27% si tratta di impegni saltuari). fare attività politica (2%).
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