L'immigrazione in Italia in cifre

di Priscilla Muro, 9 novembre 2017

Diminuiscono gli sbarchi ma aumenta il numero di migranti che non hanno più di 17 anni. Secondo il Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017, solo nel primo semestre sono stati più di 12mila i minori che sono sbarcati sulle coste italiane, circa il 4% in più rispetto al 2016.  Si tratta per la maggior parte di ragazzi tra i 14 e i 17 anni che arrivano nel nostro Paese da soli, senza appoggi familiari.

Ma parlare di immigrazione in Italia non significa solo contare il numero degli sbarchi. Il Dossier Statistico Immigrazione 2017, presentato a fine ottobre, smonta infatti alcuni luoghi comuni sui migranti: non ci sono solo ingressi temporanei ma aumentano i flussi di entrata per insediamento stabile; gli stranieri residenti in Italia producono ricchezza per lo Stato e non siamo di fronte a un’invasione islamica. Ma analizziamo i dati sull'immigrazione più da vicino.

Quanti immigrati ci sono in Italia

Secondo la stima IDOS 2017, al mondo ci sono 253 milioni di migranti. In Italia, più della metà dei soggiornanti è di lungo periodo (63%) e gli stranieri rappresentano circa l’8,3% dei residenti totali. Gli immigrati regolari sono 5.359mila, una cifra inferiore al numero di italiani residenti all’estero (circa 5.383mila secondo le Anagrafi consolari). Un dato confermato anche dal rapporto precedente, relativo all’anno 2016.

 

L’Italia è il quinto Paese a livello mondiale per richieste d’asilo, subito dopo la Germania, gli Stati Uniti, la Turchia e il Sudafrica. Ma il numero delle richieste è destinato a crescere. Il Dossier cita infatti un’indagine Gallup del 2017 che stima che da qui a metà secolo, il numero dei potenziali migranti verso l’Italia arriverà a 14 milioni.

Nazionalità degli stranieri

Per capire a che punto è l’immigrazione in Italia bisogna tener conto anche delle nazionalità: la maggior parte degli stranieri residenti in Italia proviene dal continente europeo (51,7%) e di questi, il 30,5% da Paesi dell'Ue. Al primo posto nella classifica delle 10 collettività di stranieri più numerose in Italia troviamo infatti la Romania (23%), seguita a distanza dall’Albania (8,9%). Subito dopo troviamo il Marocco (8,3%), la Cina (5,6%) e l’Ucraina (4,6%). In fondo alla classifica ci sono invece le Filippine (3,3%), l’India (3%), la Moldavia (2,7%), il Bangladesh (2,4%) e l’Egitto (2,2%).

Insieme alla Guinea e alla Costa d’Avorio, il Bangladesh è anche uno dei principali paesi d’origine dei minori sbarcati in Italia nei primi sei mesi del 2017 (circa il 10,5% dei ragazzi sotto i 17 anni).

Di che religione sono gli immigrati

Sebbene la presenza dei musulmani in Italia sia forte e rappresentino circa un terzo dell’intera presenza straniera (1,6 milioni), la maggior parte degli immigrati sono di religione cristiana (53%). Tra questi, i più numerosi sono i cristiani ortodossi, seguiti dai cattolici e dai protestanti.

Infine, come sottolineato anche dal Rapporto redatto dalla Fondazione Leone Moressa con il patrocinio dell’OIM, gli occupati stranieri hanno prodotto nel 2015 circa l’8,8% della ricchezza complessiva, pari a 127 miliardi di euro. Crescono anche i conti intestati a cittadini immigrati presso le banche italiane e BancoPosta (più di 2 milioni nel 2015).