
Il Corriere della Sera ha ospitato una interessante riflessione di Ernesto Galli della Loggia sul conformismo "politicamente corretto” che caratterizza la cultura contemporanea. Ad esempio sul tema del matrimonio omosessuale. E qui Galli della Loggia prende spunto dall'intervento del Gran Rabbino di Francia Gilles Bernheim di qualche mese fa (ne abbiamo già parlato), dove innanzitutto si contestava che in questi temi la posta in gioco fosse l'eguaglianza dei diritti. In gioco invece, dice Bernheim, è «il rischio irreversibile di una confusione delle genealogie, degli statuti e delle identità, a scapito dell'interesse generale e a vantaggio di quello di un'infima minoranza».
A questo intervento, Galli della Loggia si allinea per smontare da un punto di vista laico gli argomenti a favore del matrimonio omosessuale e dell'adozione da parte di coppie dello stesso sesso.
L'articolista osserva come su questi temi è quasi esclusivamente la Chiesa Cattolica a prendere posizione a favore dell'idea originale (da molti definita reazionaria) di genere umano. E cita Habermas per ricordare come il punto di vista della religione sia spesso prezioso per comprendere - da parte di tutti, credenti e non credenti, di ogni persona libera - ciò che le nostre società hanno oggi il potere di fare. E dunque, per misurare la rottura che le loro decisioni possono rappresentare rispetto alle radici più profonde e vitali della nostra antropologia e della nostra cultura.
L'invito finale è a tutti gli intellettuali, per liberarsi dai lacci del conformismo, riflettere con coraggio sui contenuti invece di muoversi secondo i riflessi condizionati delle proprie appartenenze.





