Famiglie numerose, le italiane sono le più penalizzate d'Europa

di Raffaele Buscemi, 15 aprile 2019

In Italia le famiglie numerose non sono particolarmente avvantaggiate rispetto agli altri genitori europei. Infatti i corrispettivi d'oltralpe godono di detrazioni e sgravi fiscali superiori, in particolare per la fascia medio-alta dei percettori di reddito. Il dato emerge da un’analisi realizzata dallo Studio Pirola, Pennuto, Zei e associati per Plus24, da cui risulta che le famiglie italiane che decidono di mettere al mondo nuovi nati, soprattutto quelle con reddito medio-alto, sono notevolmente svantaggiate rispetto agli altri Paesi europei. Altrove, infatti, tra deduzioni e detrazioni il reddito netto che arriva ai genitori è quasi sempre superiore a quanto resta nelle tasche degli italiani. La disparità aumenta con l’aumento del reddito familiare. Il che, in un paese dove l'evasione fiscale si stima abbia raggiunto la cifra di 180 miliardi di euro all’anno, finisce con il penalizzare le famiglie di lavoratori dipendenti che non sfuggono al Fisco. Soggetti svantaggiati anche quando chiedono prestazioni di welfare pubbliche. Come l'asilo nido o la frequenza universitaria con rette da pagare che dipendono dall'Isee.

Famiglie numerose e fisco: al top Francia e Svizzera
Ma veniamo all’analisi dei dati. Se per un nucleo familiare composto da quattro persone in cui lavora solo un genitore con stipendio lordo di 20mila euro (in linea con la media italiana) la situazione risulta abbastanza omogenea rispetto al resto d’Europa (17mila euro netti spendibili), il gap diventa più evidente con l'aumento delle entrate del lavoratore. Fino ad arrivare a 10mila euro di differenza di stipendio netto all’anno tra una famiglia italiana e un’omologa francese con 60mila euro lordi. Questo è l’effetto del cosiddetto quoziente familiare che in Francia è da tempo stato introdotto. A Parigi l’aliquota di imposta applicata al reddito complessivo del nucleo familiare è infatti quella che sarebbe applicata al reddito procapite (diviso per un coefficiente che tiene conto dei componenti del nucleo). Il gap con la Svizzera, dove il costo della vita è peraltro molto più caro, arriva addirittura per il medesimo profilo a 18mila euro (i 37mila euro netti italiani lì diventano 55mila), tuttavia bisogna in questo caso considerare che i lavoratori elvetici devono pagare di tasca propria il premio per la Cassa Malattia e la previdenza di secondo pilastro (che da loro è obbligatorio).

Assegni familiari per le famiglie, le differenze con l'Europa
In alcuni Paesi come Svizzera e Germania gli assegni per i figli a carico vengono erogati indipendentemente dal reddito familiare. A Berlino, per esempio, viene stanziato un importo fisso di 204 euro per figlio minore a tutti, a prescindere dal reddito e in alcuni cantoni svizzeri, come quello di Ginevra, si arriva addirittura a 500 euro oltre al premio nascita che va da 2mila a 3mila euro. Un assegno che fa impallidire l’italico bonus bebè (800 euro) che da solo non basta per supportare le famiglie.